Los Angeles Lakers

Il gruppo prima di se stesso: Rondo vuole vincere!

il playmaker ex Pelicans ha espresso in un'intervista la gioia di poter giocare con Lebron James e il proprio rapporto con Lonzo Ball; vincere è l'unica cosa che conta.

Matteo Panzettini
17.07.2018 22:49

Nuova stagione, nuova squadra e nuove ambizioni.

Ciò che incute timore alla maggior parte dei giocatori, che rappresenta una novità ed un punto di svolta a causa di un nuovo inizio, rappresenta dall'altro lato della medaglia un passaggio comune ed abituale per altri. Rajon Rondo, playmaker classe 1986, appartiene senza ombra di dubbio alla seconda categoria: dopo aver militato con Pelicans, Bulls, Kings, Mavericks e Celtics, il nuovo palcoscenico sarà niente di meno che lo Staples Center, palazzetto dei Los Angeles Lakers

Un veterano alla quattordicesima stagione nella massima lega cestistica al mondo ha ben poco da dimostrare, a sè stesso o agli  altri, poichè a livello personale e sportivo si è da tempo raggiuntà la maturità, periodo nel quale il proprio gioco raggiunge l'apice.  Il titolo Nba dell'anno 2008 con i Boston Cletics ha sancito definitivamente le qualità ed il valore del giocatore. I successivi anni hanno confermato le già note certezze: Rondo è un giocatore two-way, capace di aiutare la squadra tanto in attacco quanto in difesa, in aggiunta a capacità di passatore tra le migliori mai viste su un campo da basket. 

La decisione presa dalla franchigia giallo-viola, di firmare il numero nove ex Pelicans, ha accresciuto l'euforia e la curiosità nel poter vedere i nuovi Lakers all'opera nella nuova stagione, ma d'altra parte ha causato una marea di dubbi ed incertezze a tifosi ed appassionati di questo gioco: è possibile unire lo stile di gioco di Rondo e Lebron James? E' giusto avere in squadra tale playmaker di pregevole fattura in aggiunta ad un giovane talento quale Lonzo Ball? Nonostante questi punti di domanda, Rajon Rondo sembra possedere una visione d'insieme piuttosto discorde con i dubbi palesati dai media americani:

"Prendi qualsiasi squadra, qualsiasi gruppo di giocatori, e aggiungi ad essi Lebron James; come gli ultimi otto anni hanno dimostrato, guiderà la franchigia alle Finals. Tale è la mia aspirazione". 

"Nonostante gli Warriors abbiano preso Cousins, ed i Rockets abbiano dimostrato il loro valore, penso che la nostra squadra abbia le carte in regola per batterli" .

"Non faccio promesse, ed è sicuramente troppo presto per poter predire un'intera stagione, ma l'obbiettivo è uno solo: vincere. Nient'altro".

E' oltremodo intrigante ipotizzare un ipotetico quintetto guidato da due passatori eccelsi, con capacità di servire i compagni oltremodo superbe: il numero 23 ex Cavaliers ed il numero 9 senza dubbio alcuno sono assisist-man di valore assoluto, con una visione di gioco unica ed invidiabile. Tali capacità rappresentano un'arma molto potente se unite ad un buon gruppo di giocatori, e in particolar modo se all'interno del roster vi sono tiratori del calibro di Kuzma, Hart e Caldwell-Pope. 

Le possibilità offensive sono infinite, e le possiblità di arginare tali attacchi sono assai limitate se tutto gira nel modo previsto. 

Come l'esperienza insegna, ogni cambiamento genera benefici e svantaggi. Troppi giocatori che necessitano del pallone, per poter impostare il proprio gioco ed imporre il proprio ritmo alla squadra, potranno pestarsi i piedi a vicenda, finendo per creare situazioni di gioco non completamente funzionali e favorevoli considerando la partita nella sua totalità:

"Possiamo comporre uno starting-five con cinque giocatori capaci e desiderosi di tenere il pallone tra le proprie mani per svariati secondi".

"Cinque giocatori capaci di condurre l'azione, capaci di portare il pallone come un playmaker; a mio parere ciò è versatilità, e non credo sia semplice da arginare e comprendere appieno per le difese avversarie". 

Tra gli argomenti del momento in quel della California, ad LA, vi è la convivenza cestistica tra Lonzo Ball e lo stesso Rondo . I due svolgono il medesimo ruolo all'interno della squadra, in aggiunta ad avere caratteristiche tecniche affini: ottime doti da passatore unite ad un ballhandling invidiabile, capacità di poter difendere il proprio uomo e di poter reggere i cambi difensivi, uniti però ad un tiro dalla lunga distanza con percentuali ed affidabilità basse oltremisura (30,5 % e 33,3 % da tre punti durante l'ultima stagione, rispettivamente per Ball e Rondo). 

A differenziare i due playmaker vi è però lo status, la fama all'interno della lega: il figlio di Lavar ha giocato solamente una stagione, colma di svariati infortuni; il numero 9 è un veterano di questo lega, un giocatore di esperienza capace di guidare la propria squadra ai Playoffs e di arrivare anche a vincere il tanto agognato anello. 

Nell'intervista rilasciata a The Athletic, Rondo ha così espresso il suo parere verso la scelta della società: 

"Hanno un piano in mente per me e per la squadra. Sono consci del potenziale dei ragazzi e del valore di questi. Non mi interessa chi partirà in quintetto, il mio obiettivo resta vincere". 

"Sono eccitato all'idea di poter essere il mentore di un giovane e talentuoso ragazzo quale Ball; il mio compito sarà di aiutarlo a crescere, a migliorarsi, favorire la sua comprensione del gioco e soprattutto insegnargli a gestire la pressione che la franchigia ha posto in lui".

Ad accomunare i due c'è anche una immensa voglia di vincere, un agonismo sportivo che sfocia in personalità competitive oltre il ragionevole limite. La voglia di superare se stessi ed il proprio avversario diretto è il motore capace di spingere i giocatori a tirare fuori il meglio di sè, l'essenza della competizione. 

Rondo è totalmente conscio della propria occasione: la prossima stagione con i Lakers potrebbe essere l'ultima reale opportunità di arrivare sino in fondo, di rivincere il titolo che manca da 10 anni al proprio palmares personale. 

I Los Angeles Lakers rappresenteranno sicuramente una mina vagante all'interno della Western Conference la prossima stagione, poichè hanno un mix  ricco ed imprevedibile: svariati giovani con un potenziale enorme, ottimi giocatori pronti a subentrare dalla panchina, il più forte giocatore del mondo (tale Lebron) e gente di esperienza, che ha già vinto uno o più titolo. Gente come Rondo insomma...

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