Cleveland Cavaliers

Se dici record, dici LeBron James!

In questi Playoffs LeBron James ha macinato record su record, scalando le classifiche all-time e trascinando i Cavs alle Finals.

Riccardo Poletto
29.05.2018 17:15

15 aprile 2018: i Cleveland Cavaliers perdono gara 1 del primo turno di Playoffs contro gli Indiana Pacers per 98 a 80. "La squadra è insufficiente", "nessuno va dietro a LeBron", "quest'anno non andranno da nessuna parte": se ne sono dette di ogni sui Cavs, costretti a convivere con un ambiente ostile in una situazione già abbastanza critica. Le difficoltà, effettiamente, sono palesi, così come sembra certo che i ragazzi di coach Lue non hanno speranza di prolungare per molto la loro corsa per le Finals.

"Sfida accettata": questo deve aver detto LeBron James, perché da quel momento la prassi è sempre la stessa. Nel caso non fosse bastata la tripla-doppia nel primo episodio, James inizierà con l'incontro successivo a mettere insieme una serie impressionante di prestazioni: 46 punti e 12 rimbalzi in gara 2 (W); 28 punti, 12 rimbalzi e 8 assist in gara 3 (L); 32 punti, 13 rimbalzi e 7 assist in gara 4 (W); 44 punti, 10 rimbalzi e 8 assist in gara 5 (W) con tanto di game winner; 22 punti, 7 rimbalzi e 5 assist nei soli 31 minuti di utilizzo in gara 6 (L); 45 punti, 8 rimbalzi e 7 assist in gara 7 (W).

L'impressione, nonostante il primo turno più difficile della sua carriera, è che LeBron sia infermabile. Il Re perde solo quando la zavorra che si porta dietro (ossia la sua stessa squadra) diventa troppo pesante perfino per lui, ma basta che i compagni si limitino a non sbagliare troppo per far sì che James possa vincere la partita.

Impressione che si amplifica nella serie contro i Raptors, prima forza della Eastern Conference. Infatti pare che al nativo di Akron importi poco dell'entità dell'avversario: serie da 34.0 ppg, 8.3 rpg e 11.3 apg, con un plus-minus complessivo di +55. Per far capire meglio l'onnipotenza dimostrata dal Re, i telecronisti di ESPN hanno ribatezzato Toronto con il nome di LeBronto, quasi a dire che non solo la squadra, ma anche la città era totalmente prostrata ai suoi piedi.

Diversa (o, almeno, normale) è stata la situazione nella serie contro i Celtics. Al di là di gara 7, James non era mai riuscito a far uscire tutto il suo strapotere nelle partite al TD Garden, con conseguenti sconfitte dei Cavs. Di certo, però, LeBron non si è fatto intimidire come in tanti avevano fatto nel corso della storia, dato che non era mai successo prima di quest'anno che Boston perdesse una serie di playoffs cominciata con due vittorie. E chi poteva sovvertire questa statistica, se non proprio il demolitore di record che porta il nome di LeBron Raymone James? E così, dopo 37 serie in cui i biancoverdi avevano iniziato 2-0 per poi passare il turno, è arrivata la prima volta in cui invece hanno dovuto alzare bandiera bianca.

L'espressione "demolitore di record" utilizzata prima non è vuota retorica o falso epiteto: LeBron, durante questa edizione della post season, ha macinato numeri e ha spodestato i grandi del passato NBA dai primi posti delle classifiche all-time.

James ha superato Malone nella classifica dei rimbalzi presi nelle partite di playoffs, arrivando a quota 2.063 nella serie contro Boston e piazzandosi al sesto posto. Insieme a questo, ha spodestato Kareem Abdul-Jabbar dal gradino più alto del podio per quanto riguarda i tiri segnati nei playoffs: sono più di 2.357 quelli di LeBron, che inoltre si è preso il primo posto nella classifica delle palle rubate nella post season superando Pippen a quota 395.

Il palmares di LeBron James, quanto a record nei Playoffs, è qualcosa di mai visto prima: primo per punti segnati, primo per canestri segnati, primo per palle rubate, primo per tiri liberi realizzati, primo per minuti giocati, secondo in triple segnate (a +8 su Curry) e terzo in assist. Forse chiamarlo Re è quasi riduttivo: LBJ è una vera e propria macchina creata per insegnare ai comuni mortali come distruggere record e scalare classifiche.

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