Los Angeles Clippers

La stagione dei Los Angeles Clippers può considerarsi un successo

Nonostante gli addii di Chris Paul e Blake Griffin, gli infortuni e le sconfitte, i Clippers possono guardare con molta fiducia alle prossime stagioni

Matteo Panzettini
03.04.2018 11:08

Rispetto all'anno passato i Los Angeles Clippers hanno rivoluzionato completamente la squadra, cedendo 10 giocatori in una sola sessione di mercato. Jamal Crawford, JJ Redick e soprattutto Chris Paul hanno rappresentato la spina dorsale della franchigia per anni, e la partenza di questi ha fatto presagire il peggio, in ottica futura, alla dirigenza guidata da Steve Ballmer.

In seguito all'approdo a Houston di CP3, il quale ha avuto per molte stagioni il ruolo di capitano della squadra losangelena, si è attuato un processo di rebuilding tanto comune quanto inevitabile in codeste situazioni. Gli unici superstiti del travagliato ricambio generazionale, al via della corrente stagione, erano cinque: Austin Rivers, Wesley Johnson, Brice Johnson, DeAndre Jordan e Blake Griffin.

L'ala con il numero 32 sin dal lontano 2011 era rimasto legato ai Clippers, e l'apparenza suggeriva ai tifosi e agli appassionati di questo Gioco come quest'ultimo rappresentasse il passato, il presente ed il futuro della franchigia. Presagi confermati dal nuovo contratto firmato il 1 luglio 2017 dalla superstar: un quinquiennale da 173 milioni di dollari.

I nuovi arrivi estivi nella città degli angeli rispondono ai nomi di Patrick Beverley, Lou Williams e Montrezl Harrell (arrivati da Houston), Milos Todosic e Danilo Gallinari. I dubbi erano molteplici, poichè il playmaker serbo rappresentava un corpo estraneo nell'universo NBA, e all'età di 31 anni può risultare difficile abituarsi ad un nuovo contesto; Beverley è un mastino difensivo, ma in attacco fornisce un contributo limitato, ed infine "Il Gallo" ha sempre avuto problemi di infortuni, sin dagli albori della sua carriera.

Per chi conosce anche solo un minimo la NBA, sa riguardo la maledizione che avvolge la franchigia dei Clippers: c'è chi la chiama sfortuna, chi afferma che i losangeleni non siano all'altezza delle squadre ai vertici della lega, ma una cosa è certa, ovvero di come questa franchigia riesca a soprendere sempre chiunque, nel bene e nel male.  

Sin dal primo momento la parola chiave per descrivere la situazione vissuta dagli uomini guidati da Doc Rivers è una: infortuniBeverley, Teodosic, Griffin e Gallinari sono risultati le principali vittime, ma col tempo la maledizione ha colpito l'intero roster, facendo intendere come una partita di regular season con l'intero gruppo di giocatori a disposizione rappresenti una mera utopia ed un sogno irrealizzabile. 

La stagione, a dispetto degli oscuri presagi, prosegue inizialmente secondo le aspettative: fino al 30 gennaio il record è di 25 vittorie e 24 sconfitte, e la squadra è ad una sola partita di distanza dai Denver Nuggets, risiedenti all'ottavo posto della Western Conference. Risultato più che discreto considerando il roster risicato che coach Rivers è costretto ad amministrare ad ogni partita.

Il 30 gennaio non è una data casuale, poichè quel giorno venne scritta una importante pagina nel libro di storia della franchigia e di conseguenza dell'intera lega: Blake Griffin (ed il suo non banale contratto) passano ai Detroit PIstons via trade; come contropartita a LA arrivano Tobias Harris, massimo in carriera per punti a partita e percentuale dal tiro dei tre punti (18.6 e 41.6%), Avery Bradley, altro Difensore con la lettera maiuscola, "Bobanone" Marjanovic, una prima ed una seconda scelta al draft entro i prossimi tre anni.

Ca va sans dire: Avery Bradley non metterà mai piede in campo a causa di un infortunio all'aduttore della gamba destra che tiene quest'ultimo ai box sin dallo scorso dicembre. Il quintetto titolare della stagione passata, Paul - Redick - Mbah a moute - Griffin - Jordan, rimane un lontano ricordo conservato nei cuori del tifosi Clippers, poichè la NBA è un business, e non vi è spazio alcuno per i sentimenti

In data 3 aprile 2018, la franchigia losangelena ha un record di 41 vittorie e 36 sconfitte, a due partite di distanza dall'ultimo posto per i playoffs occupato ora come ora dai Pelicans. Pronosticare o azzardare ipotesi per un posizionamento di ciascuna franchigia nella Western Conference risulta impossibile, poichè tra il quarto ed il decimo posto c'è una distanza di sole quattro partite. Nessun errore: 7 squadre distanti al massimo 4 partite. Old Wild West... il vecchio e selvaggio Ovest NBA...

Nonostante la probabile, ma non certa, possibilità di non accedere alla postseason per i Clippers, la stagione regolare non può non essere considerata un successo. Il giocatore chiave e di maggior importanza della squadra, il più continuo e di rendimento migliore partita dopo partita è senza ombra di dubbio "il mago " Lou Williams. Il piccolo-grande uomo è sbarcato in California a seguito della già citata trade riguardante Chris Paul, e la quantità di punti forniti dalla panchina durante l'intera stagione hanno eletto il mago come principlale indiziato e papabile vincitore per il premio di sesto uomo dell'anno

In 76 partite (il più entrando dalla panchina, ma svariate come titolare a causa delle decine di infortuni) Williams ha fornito alla squadra di media 22.7 punti, 5.3 assist, una percentuale dal campo del 43.8%, ed un PER (player efficiency rating) pari a 20.6. Al massimo in carriera per tutte queste categorie.

A facilitare il compito al mago, oltre alla stella della squadra a nome DeAndre Jordan, vi è stato e vi è tuttora la rivelazione dell'anno in casa Clippers: Montrezl Harrell, altro giocatore arrivato in seguito alla trade di CP3. La giovane ala si è rivelata essenziale ed indispensabile per la squadra, a causa di una energia e di una incredibile grinta dimostrata ogni sera, ad ogni minuto e ad ogni possesso.

A discapito delle cifre, che riportano medie di 10.7 punti e 3.9 rimbalzi, la capacità di uscire dalla panchina e far svoltare la partita a favore dei Clippers lo hanno reso un giocatore di vitale importanza all'interno del roster, al quale non si può rinunciare.

Volendo tirare le somme, vi è fiducia ed ottimismo riguardo la situazione presente e soprattutto futura dei Los Angeles Clippers. Con superstar all'interno del roster quali Jordan e Williams, ottimi comprimari quali Teodosic, Gallinari e Beverley, per non dimenticare i più giovani Tobias Harris, Harrel ed Austin Rivers, in aggiunta alle già citate scelte al draft (due arrivate dai Pistons ed una dai Rockets), le attenzioni sono rivolte alle prossime stagioni, possibilmente senza infortuni...

Commenti

Il miglior difensore della lega: Rudy Gobert!
Senza fiducia e minuti: Jahlil Okafor si allontana dai Brooklyn Nets