News

Cleveland profondo rosso: basterà LeBron James?

Antonello Brindisi
30.10.2017 21:46
Nonostante la stagione NBA sia solo al preludio del proprio corso, tra le fila dei Cleveland Cavaliers comincia ad aleggiare un preoccupante sentore di allarmismo, presagio causato dalle evanescenti prestazioni offerte dalla squadra di Tyronn Lue  malgrado la presenza di un "esaltante" LeBron James . Il pessimo score di 3 vittorie e 4 sconfitte nelle prime 7 partite stagionali ha infatti smorzato l'entusiasmo della Quicken Loans Arena, mostrando tutti i limiti tattici del nuovo starting five dei "Wine and Gold". La sconfitta rimediata tra le "mura amiche" contro i New York Knicks (incontro terminato 114 a 95) ha quindi sancito il momento di grande difficoltà patito dai Cavs, evidenziando in particolar modo delle costanti lacune difensive che hanno così annullato la qualità indiscussa della manovra offensiva di LeBron James e compagni. La colpa del mancato equilibrio tattico è da attribuirsi sia ad una scarsa comunicazione tra i giocatori oltre che ad un movimento corale ancora troppo blando e tentennante. Lo stesso Tyronn Lue nel post-partita ha sottolineato le difficoltà della propria squadra:

"Stiamo raccogliendo molto poco in queste partite ma non è tutto da buttare. Offensivamente la squadra sta rispondendo bene, probabilmente manca un po' di intensità ma siamo ancora nel primo mese della stagione. E' abbastanza comprensibile. Purtroppo non possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda la tenuta difensiva vista di recente.

Abbiamo bisogno di maggior tempo per affinare la nostra comunicazione in campo e dobbiamo essere decisamente più reattivi nei cambi difensivi. In questo momento siamo molto fermi e concediamo troppi spazi ai nostri avversari. Sono sicuro che ci rialzeremo molto presto ma dobbiamo lavorare sodo e con maggiore continuità".

Anche Kevin Love si è schierato sulla linea di pensiero del proprio allenatore, rendendosi protagonista di una pesante autocritica:

Si è vero, è tutto vero ad oggi abbiamo delle evidenti difficoltà. Purtroppo è mancato il tempo necessario per trovare l'equilibrio giusto durante il training camp. E' un peccato perchè ne stiamo pagando le conseguenze in quest'inizio di stagione. Siamo concentrati e determinati ad uscire subito da queste difficoltà, ci serve solo la continuità di gioco in questo momento.

Siamo un gruppo nuovo e abbiamo bisogno di conoscerci bene e affinare il nostro rapporto sul parquet. Il problema principale come ha detto il coach è la scarsa comunicazione in campo. Oggettivamente siamo, sulla carta, una delle squadre più forti e possediamo un talento offensivo straordinario ma dobbiamo necessariamente migliorare la nostra intesa per poter sfruttare a pieno il nostro potenziale in attacco" Alcuni di noi stanno soffrendo particolarmente questo periodo di transizione, dobbiamo essere più uniti!".

La vittima principale di queste difficoltà è stato J.R. Smith, giocatore simbolo dello stato emotivo dei Cavaliers e in piena "crisi tattica" nello scacchiere di Tyronn Lue, prossimo (con ogni probabilità già dalla prossima partita di Cleveland) ad uscire dallo starting five per una maggiore copertura difensiva. Bisogna infatti sottolineare che in tutti gli incontri giocati, il burrascoso trentaduenne si è sempre contraddistinto per un'orrida difesa: il suo rating difensivo è infatti di 115.8 per azione, uno tra i più bassi della lega, che lo porta ad occupare il 372esimo posto su 412 disponibili. Durante la partita vinta dai Knicks, più che la solida prova offerta da Kristaps Porzingis (autore di una doppia doppia da 32 punti e 12 rimbalzi, con il 48.1% dal campo), è stata la prestazione di Tim Hardway Jr. a evidenziate tutti i limiti del numero cinque di Cleveland. Il giocatore newyorkese ha infatti messo a segno il proprio season high con 34 punti, messi a referto con il 57.9% dal campo: numeri da capogiro, aiutati di certo dall'inconsistente difesa di J.R, Smith. Particolarità che si è spesso verificata contro tutti i giocatori marcati da J.R. nel corso di questo inizio di campionato: Evan Fouriner e Jonathon Simmons (Orlando Magic) hanno messo a referto rispettivamente 13 punti e 19 punti; Justin Holiday (Chicago Bulls) ha fatto registrare quota 25 punti; E'Twaun Moore (New Orleans Pelicans) ha pareggiato il proprio career high con 24 punti; mentre Allen Crabbe (Brooklyn Nets) è riuscito a mettere a segno 19 punti, in uscita dalla panchina. Statistiche avvalorate da un plus/minus di -7 per i Cavs quando Smith è sul parquet. Una voce fuori dal coro arriva invece da LeBron James, il quale si è mostrato piuttosto tranquillo e fiducioso per le sorti della propria squadra, rincuorando con parole da vero e proprio leader tutto l'ambiente attorno alla Quicken Loans Arena:

"Questa sera è andata male, i Knicks hanno giocato da squadra vera, meritando la vittoria. Diamine che mese è, ottobre? Non possiamo certo uscire pazzi ora, la stagione è molto lunga...non ancora si è visto nulla! Ogni tanto succede quando si è all'inizio di un processo, stiamo lavorando duro per trovare il giusto equilibrio di gioco. Siamo una squadra molto forte, non possiamo abbatterci per qualche incidente di percorso, alla lunga i valori si stabilizzeranno non temete.

Dobbiamo migliorare la comunicazione in campo, è necessario parlarsi di più in campo, inoltre è importante aumentare l'intensità in fase di contenimento, così da risultare più dinamici. Non dimenticatevi che dobbiamo recuperare ancora tutti gli elementi della rosa, quando saremo al completo il nostro valore si manifesterà automaticamente. So quanto valgono i miei compagni e mi fido di loro".

Molto probabilmente i Cavaliers cambieranno qualcosa nel proprio quintetto titolare, aspettando il sempre più auspicato recupero di Isaiah Thomas (giocatore fermo ormai da diversi mesi per un infortunio all'anca) e data la grande stagione giocata da James nello spot di guardia, Lue potrebbe quindi inserire Jae Crowder nello starting five per dare una maggiore intensità al gioco proposto da Cleveland in questa stagione. Un altro papabile candidato a sostituire J.R. Smith tra i titolari potrebbe essere Dwyane Wade, esperta "All Star" che ha dimostrato ancora una volta in questo primo scorcio stagionale di poter risultare determinante per la propria squadra. "Flash" potrebbe inoltre aumentare l'incisività delle giocate di James grazie al grande feeling sviluppato con il compagno di squadra nel corso degli anni passati a Miami. Vedremo se le parole di LeBron e gli accorgimenti tattici di Tyronn Lue riusciranno a garantire una risposta immediata della propria squadra, la partecipazione alla prossima postseason non è certo messa in dubbio, ma vedere i Cavs al decimo posto della Eastern Conference fa comunque un certo effetto: la reazione di Cleveland è attesa mercoledì 1 novembre contro gli Indiana Pacers (evento in programma in Ohio), in una sfida che non è fondamentale ma appare comunque come il primo atto di maturità di una squadra costruita per portare il Re sul trono della NBA.

Commenti

Il lento risveglio di Devin Booker e dei Phoenix Suns
I Cavaliers hanno bisogno di Eric Bledsoe?