Story of the Game

Rivalità e fratellanza: il sanguinoso dualismo tra Magic Johnson e Isiah Thomas!

La storia parallela di due leggende NBA che ha scolpito un'era cestistica

Antonello Brindisi
26.12.2017 10:52

Dopo ben ventisei anni dal proprio incipit, la "Guerra Fredda" portata avanti tra le due leggende degli anni '80, Magic Johnson e Isiah Thomas, ha finalmente trovato il proprio epilogo grazie ad un tanto inaspettato quanto intenso "faccia a faccia" mediatico. Legati da un profondo rapporto di "amicizia fraterna" sin dal proprio arrivo in NBA, i due campioni si sono successivamente resi protagonisti di un vero e proprio "conflitto culturale" che ha letteralmente divelto la morale della National Basketballl Association, mostrando "il lato più oscuro" di quelle icone che oggi risplendono incontrastate nella storia della lega americana.

Come l'invidia mosse la mano di Caino contro Abele, anche il fratricidio messo in scena da Magic Johnson e Isiah Thomas ha le proprie origini nella fragilità dell'animo umano. Con ogni probabilità, "il seme della discordia" fu gettato dall'estremo senso di competitività imposto dalla cultura NBA. L'accesa rivalità tra i Detroit Pistons ed i Los Angeles Lakers (lo scontro raggiunse il proprio culmine tra il 1987 e il 1989) si è così trasformata in un autentico "casus belli", andando a compromettere irrimediabilmente il legame d'amicizia tra i due campioni.

A differenza dei "botta e risposta" mediatici a cui siamo abituati ad assistere oggi, il "grande freddo" messo in atto dai "fratelli coltelli" ebbe un impatto globale sul panorama NBA, scatenando una vera e propria guerra silenziosa che si perpetuò fino al termine del 1992, anno delle Olimpiadi di Barcellona e della nascita del Dream Team.

La vittima principale di questa cospirazione fu proprio Isiah Thomas, giocatore rappresentato sino ad oggi nell'ideale comune come un grande campione sul parquet (membro della Hall of Fame dal 2000) ma allo stesso tempo, una persona dalla discutibile morale nella locker room.

Nel corso del primo incontro nelle Finals del 1988 tra i Los Angeles Lakers di Maigc Johnson, James Worhty e Kareem Abdul-Jabbar e i Detroit Pistons di Isiah Thomas, Joe Dumars e Bill Laimbeer, i due giocatori diedero prova del loro legame con uno scambio di baci prima del trionfo gialloviola al termine di gara-7, manifestando così un rapporto più che mai puro e incontrastato.

Inspiegabilmente, dalla rivincita dei "Bad Boys" ai danni degli stessi Lakers nelle Finals del 1989 (Joe Dumars fu eletto MVP dell'incontro, mentre Kareem Abdul-Jabbar diede il proprio addio al Basket giocato), i due si mostrarono sempre più freddi e distanti, pronti a rinnegare senza alcun indugio i tanti ricordi condivisi.

Il rapporto "d'amicizia fraterna" si era infatti "sgretolato" davanti alle speculazioni generate da Isiah Thomas sulla presunta omosessualità o bisessualità di Magic Johnson prima del famoso coming out del 1991: evento in cui il numero trentadue gialloviola dichiarò di essere sieropositivo e di aver contratto l'HIV. La confessione della leggenda dei Lakers destabilizzò la cultura della lega americana, coinvolgendo implicitamente una gran parte delle "All-Star" dell'epoca, da Michael Jordan fino a Larry Bird. Tutti i più grandi campioni della storia NBA stavano pendendo parte alla "Guerra Fredda".

Il definitivo "punto di rottura" tra i due campioni si manifestò negli ultimi mesi del 1991, quando John Stockton (playmaker degli Utah Jazz e principale avversario di Thomas per uno spot nel Dream Team) accusò pubblicamente la stella dei Detroit Pistons:

"Ormai sapete quasi tutto di questo casino, di sicuro non è una situazione piacevole per tutti noi. Non posso ripetere ciò che ho sentito in questi mesi nella locker room, ma Isiah Thomas ha messo in giro parecchie voci sul conto di Magic Johnson. Per quanto ne sapevo io erano ottimi amici... non riesco proprio a capire. Penso che questa storia lascerà il segno".

La vendetta personale di Magic Johnson non si fece attendere a lungo (come confessato dallo stesso giocatore nel libro autobiografico: "Quando il Basket eravamo noi"), segnando irrimediabilmente la carriera di Isiah Thomas con l'esclusione dell'amico/nemico dal leggendario Dream Team che ha scritto una pagina di storia nell'Olimpiade di Barcellona '92.

Un veto posto direttamente dallo stesso Magic Johnson, a cui aderirono senza alcun indugio sia Larry Bird (fortemente contrariato dal supporto di Thomas alle parole del compagno di squadra Dennis Rodman, il quale aveva dato del giocatore mediocre a Bird, fortemente sopravvalutato per via del colore della propria pelle) che Michael Jordan (His Airness non aveva certo dimenticato la cospirazione portata avanti da Isiah Thomas per escluderlo dall'All-Star Game del 1985).

Magic Johnson si è così trasformato da vittima a carnefice, accecato dalle mutevoli verità del caso che hanno condizionato ingiustamente la carriera del campione dei Pistons. Purtroppo per Isiah Thomas, la propria innocenza si manifestò solo cinque anni dopo l'accaduto con la morte del fratello, anch'egli malato di HIV.

Il grande clamore sollevato dall'amaro destino condiviso dai due giocatori ha infatti "portato alla luce" l'impegno sociale di Isiah Thomas nella lotta alla sieropositività. Il due volte campione NBA (1989,1990) ha inoltre lottato contro l'opposizione di molti giocatori (tra cui Karl Malone) per la partecipazione dello stesso Magic Johnson all'All-Star Game del 1992, fattore che ha quindi rivalutato l'immagine pubblica dell'ex Bad Boys.

I due campioni si sono così ritrovati "faccia a faccia" in un edizione speciale di NBATV, pronti a mostrare le loro emozioni davanti al ricordo di una profonda amicizia. Il primo ad esporsi è stato Isiah Thomas, subito pronto a cogliere il "cuore pulsante" della questione:

"Abbiamo condiviso questo palcoscenico credo da quando avevamo all'incirca 18 o 19 anni, abbiamo mostrato alle persone che una profonda amicizia tra uomini può sopravvivere, tra alti e bassi, alle pressioni agonistiche che questo sport ti scaglia addosso durante la lotta per il successo. Probabilmente nel nostro caso, le cose non sono andate come previsto. Dovevi scegliere tra la nostra amicizia ed il successo... e hai fatto la tua scelta. Nonostante tutto quello che è successo, qualcosa di quel rapporto è sopravvissuto".

Magic Johnson, già visibilmente commosso dalle toccanti parole dell'eterno rivale, ha così "messo a nudo" le proprie emozioni, lanciando un messaggio d'affetto nei confronti di Isiah Thomas:

"Ti ho amato e ammirato per tanto tempo fratello mio. Mi manca la nostra amicizia e vorrei poter tornare indietro. Ti chiedo scusa fratello, scusa se ti ho ferito ingiustamente. Ho diviso le nostre strade e tutt'ora me ne pento, ma Dio è buono e ci ha ricongiunti ancora una volta. Non voglio perderti ancora, ti porgo le mie più sincere scuse!"

Dopo due decenni, finalmente il più grande scandalo socio-culturale della storia NBA trova una insperata conclusione, rivalutando così l'empatia umana che sembrava essersi smarrita per sempre nel fitto alone delle mezze verità esposte nel nome di un cinico senso di rivalsa.L'abbraccio commosso tra i due "fratelli di sangue" riecheggia così nella memoria di quelle sfide di fine anni '80, purificando dalla vendetta dell'ego il rapporto di amicizia di due leggende NBA.

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