New York Knicks

La rabbia di Kristaps Porzingis: "Non siamo capaci di vincere"

Francesca Bellizzi
06.02.2018 10:43
La vittoria è un piatto che va servito freddo. E la vivanda che questa notte è stata imbandita in casa Knicks ha avuto la proprietà staordinaria di gelare il palato di tutti, tranne quello degli avversari. Quella emessa dal tabellone del Madison Square Garden è una sentenza inappellabile: 99-96. A poco servono i rimpianti e ancor meno le recriminazioni: per i padroni di casa in quel di New York è tempo di raccogliere i cocci affilati della sconfitta di questa notte, tanto più bruciante perché rimediata contro una delle franchigie con i record peggiori della lega, gli Atlanta Hawks di coach Budenholzer. Più facile a dirsi che a farsi, potrebbe sostenere qualcuno. Specie se realizzare la sconfitta sembra quasi impossibile. E le parole di Kristaps Porzingis e compagni sembrerebbero confermarlo. Al rientro negli spogliatoi, il giovane centro lettone non è riuscito a trattenere rabbia e frustrazione per l’ennesima occasione perduta; e di fronte alle telecamere puntate sulla sua espressione tesa e contratta non ha avuto paura di esternare tutto il suo disappunto:
“Non riesco neppure a realizzarla, la sconfitta! Non riesco a crederci! Era la nostra partita! Era la nostra partita al 100%! Le cose sono precipitate e in un attimo, boom, era tutto finito! Il fatto è che non giochiamo ancora come una squadra. Continuiamo a perdere partite come quella di stasera. non sappiamo come mettere la parola “fine”! Non sappiamo proprio come vincere in volata!”
La superficie trasparente dell’obiettivo ha restituito una maschera di amarezza e di delusione: quella rimediata nel corso di ieri notte è infatti la terza sconfitta consecutiva per Porzingis e per i suoi Knicks, la decima negli ultimi quattordici incontri disputati. Certo, che i giocatori continuino a confidare nella possibilità di tagliare il tanto agognato traguardo dei playoffs dopo tre stagioni di assenza, è cosa tutt'altro che assurda. Di fatto, nulla è ancora perduto: basterebbero quattro vittorie per agganciare l’ottava posizione nella Eastern Conference e continuare a sperare. Ma ignorare il peso che errori come quelli commessi ieri notte potrebbero avere lungo la corsa sarebbe sciocco e controproducente. E Courtney Lee, che uno sprovveduto non lo è mai stato, ne è perfettamente consapevole:
“Direi proprio che questo sia stato l’incontro più imbarazzante che siamo riusciti a perdere. Ci sono stati momenti  in cui non avremmo dovuto fare altro che mettere punti a referto e invece non siamo riusciti a capitalizzare nessuna delle opportunità che ci sono state offerte! Eravamo nella posizione di vincere questa partita, lo eravamo per davvero! Poi abbiamo allentato la presa e perso lucidità in un paio di azioni. E ne abbiamo pagato le conseguenze!”
Negli ultimi due minuti di gioco, gli Hawks – sulle cui spalle grava un record disastroso di 16 vittorie contro 37 sconfitte- hanno siglato un parziale a dir poco sorprendente di 12-3. In vantaggio di quattro punti a poco più di un minuto dalla fine dell’incontro, con il pallone tra le mani grazie ad un extra possesso conquistato da Tim Hardaway Jr., New York ha lasciato che la sua disfatta si consumasse in un battito di ciglia: anziché lasciare che il cronometro divorasse gli ultimi secondi, Hardaway si è lasciato ingolosire dal canestro, sbagliando il tiro e lanciando in contropiede gli avversari. Risultato: tripla mandata a bersaglio da Mike Muscala e 47 lunghissimi secondi ancora da giocare. A nulla è servito lo spauracchio dell’avversario ad un solo punto di scarto. Intontiti dall’affondo inaspettato della squadra di coach Budenholzer, in preda al panico e alla frenesia, i Knicks non hanno saputo fare altro che costruire l’ennesima azione confusa e improduttiva, garantendo ad Atlanta quello che poi si sarebbe rivelato il possesso della vittoria: altra tripla messa a segno da Kent Bazemore e Atlanta avanti di un solo punto ad 8.5 secondi dalla fine. Cosa sia accaduto in quegli ultimi istanti frenetici, in cui l’ultima preghiera di Hardaway Jr. è stata rifiutata dal canestro e gli Hawks hanno bucato nuovamente la retina, nessuno lo sa. O meglio: nessuno riesce a capirlo, primo fra tutti un incredulo e attonito Madison Square Garden. Insomma, non ci sono giustificazioni che tengano. Non questa volta, almeno. Non dopo aver lasciato che la vittoria si sgretolasse tra le dita con tanta facilità. Paura di vincere o incapacità di farlo? Kristaps Porzingis sembrerebbe non avere dubbi al riguardo:
“Nonostante tutto, era la nostra partita. Ma non siamo stati capaci di andare fino in fondo. Non siamo ancora in grado di vincere. È questo il punto, per quanto mi riguarda. Finché non impareremo ad eseguire il piano partita in un certo modo e a fare la cosa giusta quando il tempo è agli sgoccioli, continueremo a perdere partite come questa, partite che sono assolutamente alla nostra portata. Possiamo migliorare, naturalmente. Il problema è che continuiamo a perseverare negli stessi errori e questo i nostri avversari potrebbero averlo capito. È chiaro, poi, che la questione abbia a che fare anche e soprattutto con noi giocatori. Dobbiamo imparare ad eseguire meglio. Se avessi la risposta giusta a tutto questo, le cose sarebbero più semplici. Ma la verità è che non ce l’ho”.
E la verità al momento si chiama New York Knicks!

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