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Stan Van Gundy e Boban Marjanovic: non si fanno prigionieri!

05.12.2017 18:44
All’incirca un anno e mezzo fa, e più precisamente il 12 luglio 2016, i Detroit Pistons di coach Stan Van Gundy firmavano il serbo Boban Marjanovic con un triennale da 21 milioni di dollari, strappandolo di fatto alle sapienti mani di Gregg Popovich e dei suoi San Antonio Spurs. Da allora, sulle 104 partite sin qui disponibili, Boban ne ha giocate appena 40 (poco più del 38%, e non per colpa di problemi fisici) con un impiego medio di 8.1 minuti per partita (35 partite con 8.4 minuti a partita la scorsa stagione e 5 partite con 6.0 minuti a partita in questa stagione). Eppure la mancata fiducia di Stan Van Gundy nel ragazzone ex Stella Rossa di Belgrado non sta solamente nei numeri, perché a guardare bene quelli della sua unica stagione ai San Antonio Spurs non si trovano grosse differenze (54 presenze con 9.4 minuti a partita nella stagione passata sotto il sole di San Antonio). La discrepanza tra il Boban Marjanovic versione Spurs ed il Boban Marjanovic versione Pistons sta nel peso di quei numeri, con l’ago della bilancia che propende verso lo stato del Texas, in quanto la fiducia e l’accurata gestione di coach Gregg Popovich facevano del centro serbo una freccia preziosissima nella faretra dei San Antonio Spurs. Ad esempio le medie da 5.5 punti e 3.6 rimbalzi con il 60.3% dal campo nella stagione con i San Antonio Spurs (numeri del tutto simili a quelli della sua scorsa stagione in maglia Pistons) non raccontano come Boban Marjanovic sia diventato il primo giocatore tra le fila degli speroni a portare a casa ben 12 rimbalzi in appena 15 minuti di impiego, non raccontano le sue dominanti prestazioni quando coach Popovich faceva riposare i titolarissimi  (17 punti e 13 rimbalzi contro i Phoenix Suns, 27 punti e 12 rimbalzi contro gli Houston Rockets) e non raccontano l’impatto che egli era in grado di dare alla squadra anche, se non soprattutto, nei momenti caldi delle partite. Giunto a 29 anni, Boban Marjanovic è nel pieno della sua maturità cestistica, come ampiamente dimostrato nell’Europeo giocato quest’estate con la sua Serbia, dove ha fortemente contribuito a trascinare i suoi sino alla medaglia d’argento con medie da 12.4 punti, 4.8 rimbalzi, 1.4 assist con il 56.2% dal campo (medie su 9 presenze). Tuttavia queste sue prestazioni, e più in generale questa sua attitudine a poter essere prezioso anche in un tempo limitato di utilizzo, non sembrano al momento influenzare gli schemi tattici di coach Stan Van Gundy, che continua ad utilizzarlo con il contagocce e ad ogni modo lontano dai momenti caldi delle partite. Dai movimenti macchinosi, quasi al limite del goffo, Boban Marjanovic è in realtà estremamente coordinato se si pensa che porta a spasso 222 centimetri di altezza e ben 240 centimetri di apertura alare. Come ampiamente dimostrato, il nostro Boban potrebbe provare al mondo NBA di che pasta è fatto se solo gli venisse data la possibilità. Non a caso si prospettano all’orizzonte voci di mercato che vorrebbero Tyson Chandler e Mike James ai Detroit Pistons in cambio proprio di Boban Marjanovic e Ish Smith. In questo modo Marjanovic perderebbe con ogni certezza la possibilità di affrontare i playoffs, ma quantomeno potrebbe dar libero sfogo al suo talento, trovando nei giovani Suns molto più spazio di quello rispetto a quello di cui oggi dispone nei Pistons. Stay Tuned!!!

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