Oklahoma City Thunder

Steven Adams: la classe operaia va in paradiso!

08.11.2017 15:12

Cosa dire di Steven Adams che non sia già stato detto? Come primo approccio si potrebbe provare ad elencare le tante particolarità che sono state già elencate sul suo conto. Del "ragazzone" proveniente dalla Nuova Zelanda sappiamo che è l’ultimo di diciotto fratelli avuti dal padre Sid con ben 5 differenti donne, sua sorella Valerie è una campionessa olimpica nel getto del peso e sappiamo che suo cugino di primo grado è l’ex cestista italiano Riccardo Morandotti (incredibile a dirsi ma i due sono realmente legati da un legame di sangue).

Ovviamente non si possono dimenticare i suoi rivedibili baffi, oltre che i vistosi tatuaggi maori. Caratteristiche che hanno sicuramente plasmato "l'immagine pubblica" del giocatore. Proprio quest'ideologia comune non sembra però poter rendere giustizia all'impegno e ai risultati ottenuti sul parquet dal neozelandese: su Steven Adams ci si sofferma troppo spesso su aspetti che con il basket hanno ben poco a che fare.

Ogni volta che si intavola una discussione sul pivot dei Thunder infatti, il suo essere “personaggio” prevale sempre sul suo essere “giocatore”. Per capire il reale impatto di Steven Adams nel roster di Oklahoma City è necessario mettere in risalto degli aspetti tecnici e tattici del giocatore, indipendentemente da tutte le curiose sfaccettature di altra natura.

 Il 31 Ottobre 2016, dopo una stagione con medie da 8,0 punti, 6,7 rimbalzi, 1,1 stoppate, con il 61,3% dal campo, Steven Adams si accorda con gli Oklahoma City Thunder per un rinnovo quadriennale da ben 100 milioni di dollari (rinnovo divenuto effettivo da questa stagione n.d.r.). Seppur in soli 25,2 minuti di impiego a partita, i numeri messi su da Adams non sembrano, almeno sulla carta, giustificare un rinnovo di questa portata. Nella stagione successiva (la scorsa per l’appunto), Steven Adams migliora leggermente le sue medie, chiudendo con 11,3 punti, 7,7 rimbalzi, 1,0 stoppate con il 57,1% dal campo: cifre ancora troppo esigue per rivendicare il "faraonico" stipendio.

E' mai possibile che un esperto G.M. come Sam Presti sia stato vittima di un così grande abbaglio? Certo le esigenze strutturali dei Thunder potrebbero aver convinto Presti ad offrire al giocatore un ingaggio più alto del dovuto ma in queste poche partite sin qui disputate, i numeri sembrano poter finalmente rendere giustizia a Steven Adams14,4 punti con il 68,2% dal campo, 8,7 rimbalzi, 1,3 stoppate. Cifre che descrivono quindi un giocatore solido e concreto, soprattutto se si presta attenzione alla percentuale di realizzazione sul parquet. Certo il 78,6% dei suoi tentativi dal campo è al ferro,percentuale certo alta ma che mostra un bagaglio tecnico forse un po’ troppo monodimensionale per un giocatore con un contratto da superstar da circa 23 milioni di dollari a stagione.

Nonostante i numeri siano il riassunto concreto di quanto fatto in campo, le mere cifre numeriche, in determinati casi, non possono riassumere pienamente il reale valore di un giocatore. Per capire chi sia Steven Adams bisogna osservarlo, riuscendo così a comprendere la grinta e le energie che questo "colosso" mette in ogni possesso, mai propenso a fare polemica, sempre concentrato sul destino della propria squadra piuttosto che sulle cifre personali messe insieme nel corso della singola partita. Sicuramente nelle movenze e nella tecnica, il neozelandese appare spesso goffo e impacciato ma tutto ciò è ampiamente compensato dal grande spirito di sacrificio che il numero dodici dei Thunder mette costantemente in campo. 

Gran parte delle lacune tecniche sono dovute al fatto che il ventiquattrenne ha iniziato piuttosto tardi la carriera professionistica, scommettendo così sull' eccellente visione tattica a disposizione per colmare lo scarso skill set. Unite questa suo dote (troppo spesso sottovalutata) ad un eccezionale padronanza del suo corpo e ad una eccellente forma atletica ed otterrete un lungo propenso a giocare all’interno di qualsiasi sistema.

Steven Adams è quindi un giocatore di pochi convenevoli e tanta sostanza, che cerca di migliorarsi giorno dopo giorno con passione e professionalità. Un esempio raro se contrapposto alle virtù odierne, capace di descrivere perfettamente il reale valore del "generoso" ragazzo dagli eccentrici baffi.

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