Ovest

Memphis è arrivato il momento di programmare il futuro... senza Gasol!

Guido Boldoni
08.03.2018 17:24
Una stagione difficile, come previsto che in più è diventata ancora più complicata a causa della sfortuna: i Memphis Grizzlies hanno oggi il peggior record della lega con 46 sconfitte e appena 18 vittorie e si candidano ad una scelta top three al prossimo draft. L’infortunio dell’uomo simbolo Mike Conley ha di certo compromesso la regular season e a peggiorare le cose ci si è messo anche lo strano "caso" sull'esonero di coach Fizdale, dei suoi problemi con lo spogliatoio e le parole dette pochi giorni fa da Pau Gasol sul fratello Marc. Tutte situazioni che fanno capire come la situazione in Tennessee sia estremamente difficile. Per questo proviamo ad analizzare la situazione passo dopo passo, perchè la franchigia è arrivata ad un punto di non ritorno. Serve dare una svolta per ritornare competitivi in una conference che negli anni si sta facendo davvero difficilissima.

Il fallimento Ben McLemore

Fuori il simbolo Mike Conley e il rinato Tyreke Evans si è persa tutta la qualità e i punti del backcourt e né Wayne Selden, (ora in quintetto), né Ben McLemore hanno dato garanzia di affidabilità dimostrando la pochezza della second unit costruita ad inizio a stagione. I Grizzlies riponevano non poche speranze nella rinascita dell’ex Sacramento Kings che ha raggiunto fino ad ora la miseria di 6.5 punti e 0.9 assist per gara. A fine stagione più che probabile un suo addio.

La follia del massimo salariale a Parsons

Il più grande errore però che la dirigenza ha messo a segno finora si chiama Chandler Parsons. La 25enne ala piccola continua a rappresentare un oggetto misterioso (8.2 punti, 2 rimbalzi e 2.6 assist di media nella regular season) e il massimo salariale che è riuscito ad ottenere due estati fa compromette le mosse di mercato della franchigia del TennesseeAd oggi è praticamente impossibile cederlo, perchè nessuno è disposto ad accollarsi 24.1 milioni di dollari della prossima stagione e i restanti 25.1 milioni di dollari garantiti per il 2019/20 che in totale fanno quasi 50 milioni di dollari. Roba da matti!

Marc Gasol sul piede di partenza?

Il leader indiscusso della squadra, sia in campo che fuori, è senza dubbio Marc Gasol che però sta attraversando forse la stagione più difficile da quando è in NBA. Il cestista spagnolo è distante dal rendimento da All-Star di un paio di stagioni fa e i dubbi sul suo rendimento e soprattutto sulla sua carta d'identità sono tanti (il 29 gennaio scorso ha compiuto 33 anni). Probabile che in estate la dirigenza sonderà il mercato per cercare qualche trade vantaggiosa per recuperare scelte e giovani, soprattutto se l’anno prossima inizierà ufficialmente la fase di rebuilding.

Il futuro di Memphis

Le uniche due note liete della stagione sono il rookie Dillon Brooks e JaMychal Green. Il ragazzo canadese scelto alla numero 45 nell’ultimo draft si è preso il posto in quintetto nel ruolo di ala piccola convincendo tutti con 9.2 punti e 3 rimbalzi a partita dimostrando di essere un giocatore completo e affidabile con ampi margini di miglioramento. JaMychal Green, ala forte del 1990 è, come si immaginava, un’ altra sicurezza nell’oscuro futuro dei Grizzlies: quasi doppia-doppia di media a partita con 10.2 punti e 8.2 rimbalzi. Green può rappresentare senza dubbio uno dei punti fermi del nuovo corso.

Chi porterà ai Grizzlies il prossimo draft?

In tema draft a questo punto bisognerebbe capire su quale profilo puntare, considerando che una scelta top 5 è praticamente sicura. L’ideale considerato il roster sarebbe Luka Doncic che rappresenterebbe l’uomo simbolo del futuro e ben si andrebbe ad integrare in questa squadra. Lo sloveno, sottovalutato rispetto ai giovani in uscita dall'NCAA, ha caratteristiche tecniche e caratteriale per essere subito pronto per la NBA. Vero è che se si dovesse avere una top 3 sarebbe difficile non guardare con interesse ad un lungo della qualità di DeAndre Ayton, Marvin Bagley o Jaren Jackson considerando anche Michael Porter Jr, ala piccola simile a Kevin Durant che dopo un anno di infortunio potrebbe anche scendere sotto le prime 3 scelte. E’ arrivato il momento di programmare e capire quali sono le intenzioni per la prossima stagione, con la consapevolezza che il sacrificio di Marc Gasol potrebbe essere vitale.

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