NCAA & Draft

Il Mock Draft di Gazzetta NBA: ecco a voi la Top10!

Tutto il talento della classe 2018, dominata dai frashman, tra un backcourt dal florido avvenire e un frontocourt decisamente NBA-ready…

Antonello Brindisi
21.06.2018 23:58

La fatidica notte del NBA Draft 2018 è ormai alle porte, pronta a delineare una volta per tutte, il futuro dei chiacchieratissmi DeAndre Ayton e Luka Doncic. Che profilo avrà indicato LeBron James alla dirigenza dei Cavaliers e quale sarà la prima scelta assoluta dei Phoenix Suns? Questo marasma di intrighi tattici e interrogativi mediatici sarà finalmente svelato dalla voce del Commissioner Adam Silver nel Barclays Center di New York (parquet di casa dei New Jersey Nets). Tenendo comunque in considerazione delle sorprendenti trade dell’ultimo minuto (lo scorso anno il cammino di Lauri Markkanen fu dirottato da Minneapolis a Chicago nel corso dello stesso evento), la redazione di Gazzetta NBA ha stilato per voi le 10 chiamate assolute dei General Manager:

1° scelta assoluta, Phoenix Suns – DeAndre Ayton (Arizona, freshman)

 

Il pivot natio delle Bahamas dovrebbe prolungare la propria permanenza in Arizona, alla corte dei Phoenix Suns del neo head coach Igor Kokoskov. L’estenuante testa a testa con Luka Doncic dovrebbe quindi premiare il preponderante atletismo di DeAndre Ayton, un prospetto decisamente NBA-ready nonostante i soli diciannove anni. Il diamante da Arizona State ha svolto un prolungato workout privato con i Suns, rifiutando successivamente qualsiasi provino proveniente dal resto della lega americana. Un chiaro indizio della ferrea volontà del ragazzo, esternata con vigore dietro al supporto delle stragrande maggioranza della Talking Stick Resort Arena. L’accostamento tattico con il talento di Devin Booker e Josh Jackson appare subito chiaro e scontato, l’innesto di Ayton andrebbe infatti a completare i giovani pilastri del progetto tecnico dei Suns, pronti ad imbastire un concreto progetto di rebuilding nel corso della prossima regular season.

2° scelta assoluta, Sacramento Kings – Marvin Bagley III (Duke, freshman)

 

La dirigenza dei californiani, nonostante una prima apertura verso la cessione della propria pick, dovrebbe esercitare comunque la propria chiamata selezionando Marvin Bagley III. L’atteggiamento contraddittorio trapelato recentemente dalla dirigenza dei Kings non sembra poter rappresentare un buon biglietto da visita per una gran parte della classe 2018 tuttavia, complice un legame scolastico condiviso nella prima parte del cammino collegiale, l’interesse reciproco tra Sacramento e il talento dei Blue Devils dovrebbe giungere ad un’ effettiva selezione. La duttilità nel frontcourt e il notevole bagaglio tecnico di Bagley III sono senza ombra di dubbio il miglior innesto nello scacchiere tattico di Dave Joerger. La possibile accoppiata con Bogdan Bogdanovic potrebbe donare la giusta collocazione sul parquet al talento di Duke, donando una quadratura tattica tanto al giocatore quanto alla franchigia.

3° scelta assoluta, Atlanta Hawks – Luka Doncic (Real Madrid, estero)

 

Il nome che tutti noi, nel Vecchio Continente, stiamo aspettando freneticamente. Il talento del Real Madrid dovrebbe completare la top 3 di questo Draft, accasandosi in Georgia. Gli Atlanta Hawks troverebbero così il faro della propria rinascita, affidando le chiavi dello starting-five al grande estro di Luka Doncic. L’esigua pressione mediatica riserbata verso la franchigia ed il conclamato entusiasmo della Philips Arena rappresentano il miglior scenario per il fuoriclasse europeo, libero di poter assimilare l’impatto con la NBA nel corso di un’intera regular season. L’arrivo del diciannovenne sloveno andrebbe a sciogliere il nodo Dennis Schroder, point-guard titolare, ormai in rotta di collisione con il progetto della dirigenza. Il compito di coach Loyd Pierce sarà quello di coadiuvare l’atletismo di John Collins e la duttilità tattica di Taurean Prince con il Q.I. cestisico e la qualità tecnica di Doncic. Come dimostrato nel corso della trionfale marcia della Slovenia nell’Europeo 2017 e la recente conquista dell’Eurolega con il Real Madrid (vittoria impreziosita dal titolo di MVP), il carisma del gioiello di Lubiana non sembra poter vacillare davanti al consueto scetticismo statunitense nei confronti dei prospetto europei.

4° scelta assoluta, Memphis Grizzlies – Jaren Jackson Jr. (Michigan State, freshman)

 

Nel caos che regna sulle rive del Mississippi, la scelta di Jaren Jackson Jr. dovrebbe portare una parvenza d’ordine tra le fila dei Grizzlies. Appena diciottenne, il lungo statunitense possiede una propensione fisica fuori dal comune. A questa caratteristica si deve aggiungere una incredibile mobilità nel pitturato, spesso determinante nelle penetrazioni a canestro del talento da Plainfield. I principali dubbi sul prodotto da Michigan State sono legati all’impatto emotivo con la NBA, una realtà certo pesante ed oppressiva per un ragazzo appena maggiorenne. La permanenza di Marc gasol e Mike Conley Jr. potrebbe così giovare alla crescita di Jackson Jr. Uno scenario ad oggi incerto ma che, in ottica futura, potrebbe creare un ponte di collegamento tra la vecchia realtà del Grit n’ Grind e la difficile rebulding tutt’ora in corso a Memphis.

5° scelta assoluta, Dalla Mavericks – Mohamed Bamba (Texas, freshman)

 

Dopo la prima delusione esternata pubblicamente da Dirk Nowitzki, l’ottimismo verso la 5° pick in proprio possesso è cresciuta gradualmente in casa Mavericks. Gran parte di quest’inversione di tendenza è dovuta al workout svolto con i texani da Mohamed Bamba. Difensivamente completo, dalla prestanza atletica all’efficacia nella protezione a canestro, il prospetto da Harlem è un autentico pivot old-school. Alla grande produzione di stoppate e rimbalzi difensivi, il prodotto di Texas University dovrà accostare un inedito impatto offensivo. Al possibile dualismo con Nerlens Noel, l’innesto di Bamba potrebbe valorizzare la vena realizzativa di Dennis Smith Jr. La conclamata ricerca di coach Rick Carlisle verso un frontcourt propenso al gioco nel pitturato, potrebbe valorizzare a pieno le caratteristiche del promettente ventenne.

6° scelta assoluta, Orlando Magic – Trae Young (Oklahoma State, freshman)

 

La disperata ricerca di una point-guard in atto nella Città della Disney è destinata a concludersi questa notte. Il volto del figliol prodigo risponde al nome di Trae Young, il ragazzo che per un mese abbondante è riuscito ad alimentare un precoce similitudine mediatica con Stephen Curry. Il giocatore è stesso spesso accostato a Cleveland, svolgendo tra l’altro un workout piuttosto intenso con la franchigia dell’Ohio, risulta però complicato ipotizzare una reiterata negligenza da parte dei G.M. in possesso delle pick antecedenti all’8° chiamata dei Wine and Gold. Il talentuoso estro in possesso da Trae Young è probabilmente il miglior innesto per riaccendere l’entusiasmo, la fantasia e l’imprevedibilità dello starting-five dei Magic. Aspettando la decisione di Aaron Gordon, la dirigenza di Orlando potrebbe offrire al proprio giocatore il miglior assist possibile, una point-guard dalla grande personalità.

7° scelta assoluta, Chicago Bulls – Michael Porter Jr. (Missouri, freshman)

 

Scenario difficile ma non impossibile, la Windy City sogna in grande davanti al possibile arrivo di Michael Porter Jr. Il formidabile scorer statunitense è stato frenato da una reiterata serie di infortuni, causa principale della propria esclusione dalla top3 del Draft 2018. In questi ultimi giorni, comlice l’affermazione dei profili sopracitati, la selezione del prodotto del Missouri potrebbe subire un ulteriore caduta nella top10. Un profilo perfetto per l’attuale scenario dei Bulls, realtà alla ricerca di un giovane leader su cui imbastire il nuovo corso. La crescita mostrata da Lauri Markkanen potrebbe dunque essere percorsa anche da Porter Jr, pronto a calcare il grande palcoscenico della NBA da assoluto protagonista e a riscattare l’ultimo anno vissuto in chiaroscuro.

8° scelta assoluta, Cleveland Cavaliers – Mikal Bridges (Villanova, junior)

 

Attuale campione in carica dell’ultima stagione NCAA nonché pupillo dell’ormai celebre coach Jay Wright. La maturità e il talento mostrato in questi anni d’apprendistato a Villanova da Mikal Bridges sembra aver convinto anche LeBron James, pronto a dare il proprio benestare verso la possibile scelta dei Cavaliers. Una notizia fondamentale se collegata al futuro del Re, attualmente diviso tra una permanenza in Ohio e un secondo addio alla propria realtà natia. Paradossalmente, l’acquisizione di Bridges potrebbe anticipare una permanenza di LBJ.

9° scelta assoluta, New York Knicks - Wendell Carter Jr. (Duke, freshman)

 

In quel di New York vorrebbero avere una scelta più alta, come testimoniato dai tentativi di trade per arrivare almeno a Bamba. In realtà, a meno di sorprese, così non sarà e i Knicks potrebbero "accontentarsi" di Carter Jr. Ottimo difensore con energia da vendere, è stato forse osccurato dal compagno Bagley in quel di Duke, ma il suo apporto non è da mettere in dubbio. Ai Knicks può far comodo un profilo abiutato ad incidere con delle energiche penetrazioni a canestro senza palla, sfruttando dunque la fantasia del backcourt.

10° scelta assoluta, Philadelphia 76ers - Kevin Knox (Kentucky, freshman)

 

Di seguito troviamo invece uno dei più giovani del draft con un potenziale davvero alto. Gli unici dubbi (che lo portano così in basso) riguardano la sua solidità e costanza, ma anche il livello che può raggiungere. Philadelphia potrebbe scommettere su di lui per aggiungere un altro tassello alla sua squadra. Eccellente profilo nel gioco off the ball, caratteristica tattica di cui i 76ers hanno estremamente bisogno vista la presenza di diversi ball-handlers.

 

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