Story of the Game

Buoni o cattivi: la storia di Bill Laimbeer

29.11.2017 11:26
Detroit, 23 Maggio 1987, Finale della Eastern Conference, gara-3. Larry Bird riceve palla in post. A fronteggiarlo c’è un giovane Dennis Rodman. Larry in quel momento della partita sta tirando con appena il 39.0% dal campo. Gli servono punti ad alta percentuale così prova ad aggredire il ferro, ma The Worm non lo lascia passare. Scarico fuori per Jerry Sichting che penetra lungo la linea di fondo. Bill Laimbeer in aiuto lo costringe allo scarico per Bird. Larry Legend con una finta manda al bar Dennis Rodman e si appresta ad appoggiarne due facili al ferro. Poi il buio! Il buio in questione è rappresentato da Bill Laimbeer. Il ragazzone bianco #40 dei Pistons ha appena scaricato tutti i suoi 115 kg abbondanti sulla testa di Larry Bird, a rischio di decapitarlo piuttosto che farlo segnare. Neanche il tempo di incassare il colpo che Larry è subito addosso a Laimbeer, in una lotta a terra a cui si aggiungono, a poco a poco, tutti i giocatori sul parquet. Ma chi è mai questo Laimbeer che ha fatto perdere la testa ad una leggenda del gioco del calibro di Larry Bird? Bill Laimbeer è il centro titolare di quei Detroit Pistons, passati alla storia come Bad Boys, che nel 1989 e nel 1990 vinsero il titolo. Bill, ancor maggiormente rispetto ai suoi più noti compagni Isiah Thomas, Joe Dumars e, ovviamente, Dennis Rodman, venne spesso accusato durante la sua carriera di essere un giocatore sporco, un Bad Boy per l’appunto. Larry Bird, infatti, fu soltanto una delle tante vittime dei suoi brutali falli (spesso con annessa rissa). A questa lunga lista, solo per citarne alcuni, appartengono Karl Malone, Brad Daugherty, Michael Jordan, Charles Barkley, Pat Ewing, Scottie Pippen. Capite bene, dunque, che nella sua carriera Bill Laimbeer non ha avuto timore reverenziale per nessuno, andando spesso oltre il limite del consentito pur di portare a casa la vittoria dei suoi amati Pistons. Odiatissimo da tutte le tifoserie opposte e dalla stragrande maggioranza dei giocatori avversari, Bill Laimbeer viene ricordato come uno dei giocatori più sporchi della storia del gioco. Ma Bill fu realmente soltanto un giocatore duro e spesso oltre il limite, o c’era anche dell’altro in questo ragazzone? Selezionato dai Cleveland Cavaliers al terzo giro del Draft 1979, con la sessantacinquesima chiamata assoluta, Bill Laimbeer approdò ai Cavs con una stagione di ritardo, dopo aver militato nella nostra Serie A di basket, precisamente tra le fila del Basket Brescia. Dopo una sola stagione a Cleveland, viene scambiato nel 1982 ai Detroit Pistons con i quali giocherà sino al 1994, per poi ritirarsi dal basket giocato. Per capire cosa realmente si cela dietro le congetture che lo avvolgono, basti pensare che nelle sue 13 stagioni ai Pistons, Laimbeer ha tenute medie di 13.5 punti (con 4 stagioni consecutive abbondantemente al di sopra dei 15.0 punti), 10.1 rimbalzi (con 5 stagioni consecutive abbondantemente al di sopra degli 11.0 rimbalzi), 2.1 assist, con il 49.8% dal campo e, udite bene, il 32.5% dalla lunga distanza. Bill Laimbeer è infatti stato uno degli antesignani dei lunghi in grado di tirare da 3 punti. Abilissimo nel giocare il Pick&Pop, nelle due vittoriose tornate dei playoffs nel 1989 e 1990 ha rispettivamente tirato con il 35.7% (2.5 tentativi per gara) e con il 34.9% (2.5 tentativi per gara) dalla lunga distanza. Di famiglia più che benestante (il padre era presidente di una nota azienda produttrice di barattoli di vetro), nonostante in carriera avesse guadagnato circa 8 milioni di dollari (erano gli anni ‘80 guys!!!) amava dichiarare come fosse l’unico giocatore NBA ad aver fatto meno soldi del padre. A più riprese i suoi ex compagni di squadra hanno provato a riabilitarlo da una reputazione più che negativa, definendolo come uno dei migliori giocatori del suo tempo nel suo ruolo. Nel suo libro Bad As I Wanna Be Dennis Rodman dichiara di lui:
“[Laimbeer] era più di un giocatore duro, ma purtroppo è questo il modo in cui verrà ricordato”
Quando era ancora in attività, Isiah Thomas disse di lui in un’intervista:
“Ti fa andare di matto…ti fa andare di matto, perché è uno buono a giocare!”
Attuale allenatore di Detroit Shock in WNBA, nell’immaginario collettivo Bill Laimbeer difficilmente verrà discostato dall'essere solamente un giocatore duro, per non dire sporco. Se però avete letto fino in fondo questo articolo, starà a voi collocare Bill Laimbeer nel posto che più gli spetta, come in una sorta di battaglia tra l’eterno contrasto della forma e della sostanza.

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