Charlotte Hornets

Michael Jordan si fa da parte: ecco il nuovo presidente e G.M. di Charlotte!

Dopo l'ennesima stagione fallimentare, His Airness ha deciso di delegare i propri poteri a Mitch Kupchak.

Antonello Brindisi
08.04.2018 23:25

Davanti alle molteplici difficoltà espresse dagli Charlotte Hornets nelle ultime stagioni, Michael Jordan ha deciso di guardare nell'ombra la crescita della propria franchiga, riponendo la massima fiducia e i pieni poteri manageriali ricoperti fino ad oggi, nella figura di Mitch Kupchak. L'ex volto dei Los Angeles Lakers è infatti il nuovo presidente esecutivo e, contemporaneamente, il nuovo General Manager della Buzz CIty. His Airness si affida dunque all'esperienza di Kupchak per risollevare il fuutro della gloriosa realtà del North Carolina, presenza ormai stabile nel complicato limbo della NBA.

La persistente fase di stallo vissuta dagli Hornets nel corso delgli ultimi anni sembra infatti aver disgregato inesorabilmente il progetto tecnico messo in atto da Jordan nel corso della propria gestione societaria, traghettando Charlotte verso un futuro incerto e un identità culturale ad oggi ancora troppo flebile e poco marcata. In questo caotico scenario, Mitch Kupachak è chiamto ora a legare indissolubilmente le chiavi di volta della franchigia, infondendo quindi fiducia nel lavoro di Steve Clifford (secondo allenatore di Mike D'Antoni nell'esperienza condivisa con Kupchak nei Los Angeles Lakers) e convincendo Kemba Walker a prolungare la propria permanenza allo Spectrum Center.

Legato a Mitch Kupchak dall’esperienza vissuta nel College del North Carolina sotto la guida del leggendario coach Dean Smith nei Tar Heels (l’ex giocatore degli Washington Bullets e dei Los Angeles Lakers si è sempre mostrato vicino al proprio mentore), Jordan ha deciso di compiere un passo indietro nella gestione manageriale della propria franchigia, affidando di fatto il pieno comando delle operazioni di mercato all’uomo che ha costruito da G.M. gli ultimi quattro titoli NBA dei Los Angeles Lakers (2000, 2001, 2009 e 2010) e che, nella Free Agency del 2011, aveva messo in piedi la famosa trade a tre squadre (Lakers, New Orleans e ironia della sorte Houston) che avrebbe portato Chris Paul tra le fila gialloviola (acquisizione successivamente bloccata dall’ex Commisioner NBA Mike Stern).

Il primo compito di Kupchak sarà chiaramente l’opera di ricongiungimento tra Kemba Walker e i vertici degli Hornets, rei di aver messo sul mercato il numero quindici di Charlotte (sotto l’approvazione di Michael Jordan), così da allontanare preventivamente la serrata corte dei Los Angeles Lakers nella sessione estiva della Free Agency 2018. Un prezioso aiuto potrebbe arrivare da Dwight Howard, compagno di squadra molto vicino al playmaker degli Hornets, da molti anni legato personalmente a Kupchak: legame testimoniato in passato dalla militanza di Howard nei Lakers sotto la gestione del nuovo presidente della Buzz City.

Oltre alla permanenza del proprio uomo-franchigia, il sessantatreenne statunitense dovrà pianificare anche il rinnovo di coach Steve Clifford (stimato capo-allenatore arrivato ormai dinanzi all’ultimo anno del proprio contratto) per garantire la dovuta continuità tattica allo stagnante progetto in atto nel North Carolina. Un compito non semplice se si pensa che Charlotte possiede un salary cap da circa 119 milioni di dollari per la stagione 2018/19, limitando così le possibili azioni da G.M. di Mitch Kupchak. Anche il Draft 2018, salvo delle sorprendenti steal of the Draft, non dovrebbe riservare molte chance di successo agli Hornets, penalizzati da una posizione in classifica (35-46, 10° posto nella Eastern Conference) priva di reali benefici.

La franchigia del North Carolina appare di conseguenza, sempre più legata alle singole intuizioni di una forte personalità NBA come Mitch Kupchak. Vedremo se la voluta defezione di Michael Jordan riuscirà a garantire finalmente un’unità di intenti nella complicata realtà degli Charlotte Horents. I tanti tifosi dello Spectrum Center aspettano impazientemente di conoscere il proprio futuro, conservando il tacito accordo che a prescindere dalle scelte di His Airness o Kupchak, la Buzz City ha il dovere morale di tornare a volare al più presto sulla vetta della Eastern Conference.

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