Chicago Bulls

Chicago Bulls, l'uomo nell'ombra: Jabari Parker

L'ingaggio dell'ex Milwaukee Bucks non ha convinto pienamente una fetta dei tifosi dell'Illinois. Vediamo perché.

Gabriele Scaglione
16.07.2018 19:42

 

Dopo settimane di apparente immobilità sul mercato, i Chicago Bulls sono finalmente usciti allo scoperto, mettendo sotto contratto Jabari Parker. La franchigia dell'Illinois era sulle tracce dell'ex Milwaukee Bucks da diverso tempo ma l'onerosa riconferma di Zach LaVine aveva sollevato qualche dubbio circa la possibilità di un approdo in biancorosso del nativo di Chicago.

 

Alla fine però, i Bulls sono riusciti, attraverso alcune trade, a liberare lo spazio salariale necessario per firmare Parker, che si è unito alla squadra della sua città natale con un biennale da 40 milioni di dollari. Una cifra forse eccessiva per un giocatore che, complice gli innumerevoli infortuni (solo 183 partite in 4 anni per lui), non è ancora riuscito ad esprimere al meglio il suo potenziale.

 

D'altra parte Chicago vorrebbe evitare di rivivere un'altra esperienza travagliata come quella vissuta con Derrick Rose e perciò ha deciso comunque di tutelarsi, inserendo nel contratto dell'ala 23enne una team option e garantendosi così la possibilità di uscire dall'accordo alla fine del primo anno. Ciò nonostante permangono diversi dubbi circa la qualità dell'affare Parker.

 

Dubbi sia sul piano tecnico che su quello tattico. Il prodotto di Duke è reduce da due operazioni al legamento crociato del ginocchio sinistro e, pur avendo giocato con relativa continuità l'ultima parte della scorsa stagione, appare ancora lontano dai suoi massimi livelli; livelli che potrebbe anche non ritrovare o comunque non in tempi brevi.

 

 

Ma non solo, non dobbiamo dimenticarci che Parker è anche, almeno sulla carta, un giocatore molto duttile, in grado di occupare con efficacia più o meno indifferente sia lo spot di ala grande che quello di ala piccola. Per questo coach Fred Hoiberg starebbe pensando di inserirlo in quintetto proprio in quest'ultimo ruolo, con Portis Jr. e Markkanen ad occupare a turno quello di ala grande.

 

Il problema, però, è che dal suo approdo in NBA il nativo di Chicago non ha praticamente mai giocato da ala piccola. D'altro canto a Milwaukee c'era un certo Giannis Antetokounmpo e perciò per lui era praticamente impossibile emergere in quel ruolo. 

 

Insomma, nonostante stiamo parlando di una seconda scelta al Draft, l'acquisto di Parker per ora sembra avere più contro che pro. Una cosa appare comunque certa; anche se dovesse tornare al 100%, adattandosi perfettamente agli schemi di Hoiberg, l'ala 23enne potrebbe non bastare ai Bulls per ottenere un posto nei prossimi Playoffs. In altre parole c'è la sensazione che serva qualcosa in più per poter fare il salto di qualità, un qualcosa in più che il solo Parker non sembra poter garantire

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