Boston Celtics

Marcus Smart l'arma a sorpresa dei Boston Celtics

Simone Romani
02.03.2018 14:53

Molte volte Marcus Smart ha lasciato che le sue emozioni prendessero il controllo del suo corpo, facendogli fare gesti spregiudicati. Proprio quello che è successo lo scorso mese a Los Angeles, dove l'ombra del passato irrequieto e nervoso, è riapparso come in un tremendo deja-vu. Il vetro che i medici hanno estratto dalla sua mano destra poteva infatti rappresentare un amaro ed incomprensibile finale di stagione.  Invece per uno strano caso, quel vetro non ha tagliato i tendini del mignolo della mano prediletta al tiro. Anche perchè, a pensarci bene, sarebbe stato veramente un peccato buttare una stagione perfetta, composta da sacrificio e spirito di squadra, per un singolo errore, banale.

Il ragazzo nativo di Dallas mercoledì è tornato ad allenarsi con i compagni, ma non solo per Marcus Smart il suo ritorno è una manna dal cielo. Volente o nolente questi Boston Celtics hanno bisogno di Smart, perchè è anche lui che in questa stagione, dati alla mano, ha spostato l'ago della bilancia. Affidandoci ai numeri, nelle 11 partite, 6-5 il record, in cui Smart è mancato la media punti subiti a partita dai Celtics è passata da 99.6 a 105.2. Questo semplice dato, sta a significare quanto il lavoro difensivo da parte del prodotto di Oklahoma sia importante per la squadra. Subentrando come sesto uomo, l'equilibrio che riesce a donare in entrambe le parti del campo, consci della sua poca abilità al tiro, è di vitale importanza.  Nella notte del 24 febbraio scorso durante la partita vinta contro i Detroit Pistons 110-98, Marcus Smart è tornato in campo offrendo la solita corposa prestazione. Il suo tabellino recitava che in 25 minuti di gioco, ha messo a referto 12 punti, 3 rimbalzi e 6 assist. La sua media FG, Field and Goal, ovvero qualunque tiro che non sia un libero o un tiro da 3, è stata del 55.6%. Il tiro dal perimetro, 3P%, è stato del 33,3%. Eppure malgrado questi numeri che confermano la poca abilità al tiro dalla lunga distanza, coach Brad Stevens fa molto affidamento sul giocatore in casacca #36. La statistica che lo rende speciale è il Plus-Minus, in simboli +/-, ovvero la differenza di punteggio creata dal giocatore per il tempo che è stato in campo, l'altra notte ammontava a 15 (vs Detroit Pistons).  Insomma non conta quanti punti mette a referto, oppure quante giocate difensive riesce a completare. La caratteristica più importante di Marcus Smart è la sua fame, la sua voglia di ribalta che mai come in questa stagione ha raggiunto numeri che non aveva mai scoperto. Che sia la sua infinita determinazione la chiave del successo dei Boston Celtics ai prossimi playoffs?

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