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Warriors e Rockets: così uguali ma così diversi!

Simone Romani
08.01.2018 16:29
Nessuno ha dei dubbi sul fatto che i Golden State Warriors e gli Houston Rockets appartengano ad una categoria differente rispetto alle gran parte delle squadre della lega e in particolar modo della Western Conference. Ma cosa rende speciale queste due franchigie, e soprattutto cosa le rende così simili ma contemporaneamente così  diverse?La risposta è contenuta all'interno del loro meraviglioso sistema di gioco che sta permettendo ad entrambe le franchigie di imporre il proprio ritmo di gioco. Steve Kerr (head coach dei Golden State Warriors) e Mike D'Antoni (head coach degli Houston Rockets), hanno lavorato a lungo e duramente per rendere automatici i meccanismi di gioco che rendono le due squadre delle vere e proprie macchine da punti. La differenza sostanziale tra le due squadre infatti non risiede nel numero di punti ottenuti, entrambe viaggiano alla media pazzesca di 115.2 punti a partita. Certo, segnano molto come si può osservare dai dati, ma le somiglianze finiscono qui. La verità è che hanno un modo completamente diverso di interpretare il gioco. Un piccolo esempio? Ricordate i Showtime Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar, avevano un record di punti derivanti da un assist del 65% nella stagione 1984-1985. I Golden State Warriors hanno frantumato quel record alzando l'asticella al 70% di punti derivanti da un assist. Mantenendo questo ritmo sino al termine della stagione, potrebbero diventare così la migliore squadra nella produzione di assist della storia dell'NBA. Dall'altra parte pero Chris Paul e James Harden sono due dei passatori più dinamici della lega. Il Barba lo scorso anno ha sfoderato 5.9 assist a partita (numeri che gli sono valsi il secondo posto nella classifica generale), mentre CP3  ha guidato quella classifica per quattro anni consecutivi. Entrambe le superstar degli Houston Rockets ogni hanno si classificano tra i primi cinque giocatori per assist a partita, mantenendo invariata la qualità delle loro giocate. La loro creatività non ha un limite ben definito, che sia una finestra di passaggio piccolissima o la capacità di anticipare il passaggio stesso. Questa è solamente la prima sostanziale differenza che genera, a discapito dei risultati, una classifica ben definita. Gli Houston Rockets, malgrado i splendidi risultati,  si classificano al 29° posto per assist per partita, mentre i Golden State Warriors sono al 3°posto per punti prodotti da un assistenza. Ancora più significativo è il modo in cui entrambe le squadre gestiscono il pallone nella metà campo offensiva prima di "sparare" l'ormai tanto acclamato tiro da tre punti. I Golden State Warriors effettuano da 0-1 passaggi il 36% delle volte, Gli Houston Rockets il 58%. Dai 2-4 passaggi i "razzi" fanno segnare un 38% mentre i Dubs il 53%, differenza ancor più netta dai 5 passaggi in su, dove i californiani hanno un sorprendente 11% mentre i texani un ben inferiore 4%. Questa serie di numeri che potrebbe "cadere nel vuoto" come una gran parte dei dati statistici ma in realtà, fa capire che la franchigia texana si affida principalmente a James Harden e Chris Paul nelle transizioni offensive, i quali si spartiscono "il comando delle operazioni": le due All-Star non solo svolgono questa tattica in maniera continuata ma lo fanno qualitativamente parlando, meglio di chiunque altro. Per questo motivo, quando queste due point-guard arrivano nell'altra parte del campo, manifestano una capacità di segnare effettuando o meno un passaggio, superiore a tutte e 23 le squadre della lega.  Il discorso inverso vale per i Warriors che certamente hanno meno assist di Harden e Paul messi insieme ma andando a vedere l'insieme di questi numeri, scopriamo che i sette giocatori più utilizzati nelle rotazioni di Steve Kerr: Draimond Green, Kevin Durant, Klay Thompson, Stephen Curry, Zaza Pachulia, Jordan Bell e Andre Iguodala hanno più assist di Eric Gordon, che è il terzo profilo per assist degli Houston Rockets nonchè il primo cambio per la coppia Harden-Paul. Questo perchè quando i Golden State Warriors imbastiscono l'azione offensiva, la palla si muove più frequentemente e più velocemente di qualsiasi altra delle 23 squadre della lega compresa Houston.  Anche la scelta delle giocate è completamente differente.Entrambe le squadre prediligono il tiro da tre punti ma differiscono nella costruzione del tiro. Gli Houston Rockets fanno girare di meno la palla certo ma i soliti Harden e Paul sono due dei giocatori più forti della lega in isolamento ed in Pick and Roll. Ecco spiegato il motivo del mancato movimento della palla, data quindi la possibilità di leggere e reagire ad un difesa che "ancheggia" dietro ai tiratori di livello mondiale dei Rockets. Golden State invece interpreta in maniera completamente differente l'azione offensiva. I Warriors sono infatti ultimi in questa classifica, fatturando solamente 36 isolamenti diretti per partita oppure derivanti da un pick and roll, (tecnica che consiste nell'impedire al marcatore del palleggiatore di seguire il movimento del proprio uomo). Numeri ben distanti dai 78 degli Houston Rockets. La forza dei Golden State Warriors sono i movimenti senza palla (Off the Ball in gergo cestistico), che permettono a dei tiratori incredibili come Klay Thompson e Steph Curry di insaccare ogni volta la palla che arriva nelle loro mani, naturalmente seguendo sempre la filosofia che "3 vale più di 2"Sono 23 i tiri provati dai Warriors che derivano da un movimento Off Ball, ed è ovviamente come per tutto l'articolo il valore più alto della lega. L'assenza di James Harden in queste ultime partite non permette ora di completare un accurata analisi di misurazione. Nonostante questa temporanea assenza state pur certi che con certi numeri, di tempo per misurare chi sia più forte ci sarà sicuramente, e sarà con ogni probabilità uno spettacolo da non perdere.      

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