Boston Celtics

Boston Celtics: l'altro lato della medaglia

Matteo Panzettini
16.02.2018 14:55

Le incertezze ed i momenti di difficoltà sono comuni a tutte le squadre NBA, principalmente perché la stagione regolare prevede 82 partite in 6 mesi scarsi e sarebbe impossibile anche solo pensare di mantenere lo stesso ritmo ed il medesimo atteggiamento per tutto questo lasso di tempo. Ecco allora che le difficoltà fisiche e soprattutto mentali sono innumerevoli per chi pratica sport a livello professionistico. I Boston Celtics sono stati al centro di molte discussioni, critiche, lamentele e pronostici nelle ultime settimane, questo a causa dei numerosi episodi che hanno avuto la squadra biancoverde come protagonista. Prima di mettere i Celtics sul banco degli imputati è necessario riconoscere i meriti e la forza di questo gruppo. Rispetto alla stagione precedente solo 4 giocatori sono rimasti tra le fila della squadra: Smart, Rozier, Brown ed Horford. Il resto della squadra comprende ragazzi arruolati solamente negli ultimi mesi. La dirigenza ha avuto il coraggio di lasciar partire Isaiah Thomas, Avery Bradley e Jae Crowder, "fulcro" vitale della stagione passata, e l'abilità di reclutare il free agent probabilmente più ambito dell'estate a nome Gordon Hayward. A seguito dello scambio con i Cavaliers è arrivato in squadra un fuoriclasse del calibro di Kyrie Irving, e con lui l'ambizione al titolo NBA. Che però, è durato solo 5 minuti.

Nel match inaugurale della stagione attuale, Cleveland contro Boston, avvenuto il 18 di ottobre, il neo arrivato Hayward ha subito un infortunio devastante, che lo sta tenendo fuori dai campi da gioco . Ma la forza di un gruppo si vede nei momenti difficili: una serie di 16 vittorie consecutive ha allontanato i fantasmi di una stagione fallimentare ancora prima di cominciare a fare sul serio, e le ragioni sono molteplici. Primi fra tutti la difesa. Numero uno della lega con 99 punti concessi agli avversari ogni 100 possessi, una solidità fisica e mentale che ha saputo supplire alla mancanza di talento offensivo rispetto alle altre contendenti al titolo. La forza della franchigia va oltre a meri dati statistici: palle rubate, costringere gli avversari a tirare nelle condizioni più sfavorevoli, lottare su ogni possesso come fosse l'ultimo ed aiutare il compagno se in difficoltà, hanno fatto innamorare gli appassionati di codesto Gioco al gruppo di ragazzi capitanato da Brad Stevens. Ragazzi poichè Irving, Brown e Tatum, primi tre nomi del quintetto titolare, hanno 65 anni in tre, ed un futuro radioso davanti ai loro occhi. Dopo avere elogiato la franchigia bianco-verde, è doveroso trattare l'altro lato della medaglia. Quattro sconfitte nelle ultime cinque partite, nove nelle ultime quindici se si desidera analizzare il quadro più ampio della situazione. Negli ultimi 10 giorni la squadra è uscita sconfitta dalle partite contro Toronto, Indiana, LA Clippers e soprattutto Cleveland, principale rivale nella Eastern Conference. A peggiorare ulteriormente il momento nero dei Celtics è stato il "come" queste sconfitte sono avvenute. Nelle ultime due partite hanno concesso 250 punti agli avversari, la settimana scorsa 111 punti a Toronto, che ormai ha soffiato il primato proprio a Boston. Offensivamente la squadra grava per buona parte dei 48 minuti sulle spalle di Kyrie Irving, e quando questi si trova in difficoltà la squadra non riesce a mettere a referto punti con costanza. Avere come titolari due giovani come Tatum e Brown può portare vantaggi da un punto di vista atletico e difensivo, ma i due peccano senza ombra di dubbio in esperienza. Una fra le critiche più diffuse riguarda il reparto lunghi: può una squadra con Aaron Baynes e Al Horford portare a casa il titolo a fine stagione, visti gli evidenti limiti tecnici dei due? DeAndre Jordan nell'ultimo incontro disputato ha fatto letteralmente a pezzi gli avversari, terminando la partita con 30 punti e 13 rimbalzi. Nemmeno l'aggiunta di Greg Monroe al roster ha portato nell'immediato gli effetti sperati, anche se è evidente come occorra tempo ad ogni giocatore per comprendere i meccanismi di una squadra ben rodata. Dal punto di vista offensivo le statistiche sono piuttosto chiare: Boston è 25esima sia per punti prodotti su 100 possessi (103.1), sia per la reale percentuale dal campo (44.6%). Come se non bastasse dall'altra parte del campo, Boston non è più la miglior difesa su 100 possessi, poichè i San Antonio Spurs concedono 98.5 punti agli avversari, i Celtics invece 99.6. La pausa per l'All-Star Game dunque arriva nel momento più opportuno, per far rifiatare i giocatori e far riflettere coach Stevens riguardo la possiblità di effettuare nuovi possibili cambi di rotazione, come affermato dallo stesso a seguito dell'ultima conferenza stampa. L'attacco fa vendere i biglietti, la difesa fa vincere i titoli, e i Celtics da questo punto di vista non hanno nulla da invidiare, o quasi...

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