San Antonio Spurs

Manu Ginobili, mille di queste partite!

04.11.2017 20:34
Nella notte Emanuel Ginobili, il veterano argentino dei San Antonio Spurs, ha raggiunto un traguardo non da poco, giocando la sua partita NBA numero mille. Davvero un bel traguardo per il natio di Bahia Blanca, il quale nel corso delle sue 16 stagioni NBA (sinora sia chiaro) si è anche levato lo sfizio di mettere al dito ben 4 anelli. Mille partite (M-I-L-L-E P-A-R-T-I-T-E) giocate sempre sotto la stessa bandiera, quella dei texani dei San Antonio Spurs, e sotto la stessa direzione d'orchestra, quella di coach Gregg Popovich. Mille partite possono essere tante, oppure possono essere poche, dipende principalmente da che punto di vista le si osserva. Possono sembrare poche se si pensa che con questo traguardo Emanuel Ginobili si piazza al 131° posto ogni epoca (a pari merito con Glen Rice) in questa speciale classifica (1°, 2° e 3° sono Robert Parish, Kareem Abdul-Jabbar e John Stockton rispettivamente con 1.611, 1.560 e 1.504 partite). Possono, al contrario, sembrare tante se si pensa che Emanuel Ginobili ha esordito in NBA nella stagione 2002/2003 all'età di 25 anni, ovvero l'età di un veterano che aveva già vinto tutto quello che c'era da vincere in Europa con la Virtus Bologna guidata da (guarda alle volte il caso) Ettore Messina. Mille partite, inoltre, possono sembrare davvero tante se si pensa che durante la sua carriera NBA Ginobili ha sofferto sempre di infortuni (per fortuna mai nessuno particolarmente grave) e che, di fatto, non c'è stata una singola stagione in cui abbia giocato tutte le partite. Giocatore di un'intelligenza cestistica di gran lunga superiore alla media, Ginobili si è sempre contraddistinto in campo per temperamento, voglia di vincere e per la sua straordinaria capacità di saper dare alla squadra quello di cui più necessità, indipendentemente dal fatto che si tratti di punti, rimbalzi, assist, difesa, tiro da fuori, penetrazioni, ecc. A 40 anni compiuti, Ginobili non sembra essere intenzionato a mollare tanto facilmente il basket giocato, trovandosi all'interno del primo anno del biennale firmato quest'estate con i San Antonio Spurs (biennale da 5 milioni di dollari complessivi, firmato quando ormai tutti pensavano dovesse ritirarsi). Seppure nelle gare sin qui registrate stia faticando a trovare il giusto feeling con le percentuali al tiro, il suo apporto per coach Gregg Popovich è sempre prezioso ed indispensabile. In carriera Ginobili può vantare medie da 13.5 punti, 3.6 rimbalzi, 3.9 assist, 1.4 palle rubate, con il 44.6% dal campo e il 36.9% dalla lunga distanza (in appena 25.7 minuti di impiego medio a partita). La sua altra straordinaria capacità di poter produrre tanto in poco tempo gli sono valse nella stagione 2007/2008 il premio di Sixth Man of the Year, quando in appena 31.1 minuti di impiego fece segnare medie di 19.5 punti, 4.8 rimbalzi, 4.5 assist, 1.5 palle rubate, con il 46.0% dal campo e il 40.1% dalla lunga distanza. A conferma di questa sua grande efficienza, basti pensare che Ginobili è 62° nella classifica ogni epoca del Player Efficiency Rating (PER) dove, tanto per capire di cosa stiamo parlando, a farla da padrone al 1°, 2° e 3° posto sono rispettivamente Michael Jordan, LeBron James e Shaquille O'Neal. Cosa aggiungere a tutto ciò? Nulla, se non augurare a Emanuel Ginobili altre mille di queste partite!

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