Washington Wizards

Washington Wizards, il segreto del successo è un gruppo ritrovato

Nonostante le difficoltà affrontate quest'anno il roster dei Wizards sembra essersi ricompattato proprio nel momento del bisogno.

Gabriele Scaglione
25.04.2018 13:23

Finora quelli che stiamo vivendo sono stati sicuramente i Playoffs più intensi e imprevedibili degli ultimi anni. Ad Ovest abbiamo degli Houston Rockets e dei Golden State Warriors che sembrano lanciatissimi verso la finale di Conference ma che dovranno fare i conti con i New Orleans Pelicans e (presumibilmente) con gli Utah Jazz che dopo l'exploit del primo turno, ora sognano in grande.

Ad est invece, stiamo scoprendo la freschezza atletica dei Philadelphia 76ers, le difficoltà dei Cleveland Cavaliers e infine i Washington Wizards. Dopo le prime 2 gare contro i Toronto Raptors, la franchigia della Capital City sembrava destinata ad uno sweep ma, sfruttando appieno la spinta del proprio pubblico, è riuscita a rimettere in piedi una serie che ora si annuncia apertissima.

Se i Wizards si apprestano a giocare Gara-5 sul 2-2 il merito non è solamente della Capital One Arena ma anche di quella ritrovata chimica di squadra che lo spogliatoio di Washington sembrava aver perso durante la regular season. D'altronde vi ricorderete tutti del battibecco social tra John Wall e Marcine Gortat che aveva rischiato di spaccare in due il roster.

Quell'episodio era stato solamente la punta dell'iceberg di una serie di problemi interni che avevano costretto i giocatori dei Wizards a riunirsi per cercare di ricompattare il gruppo. Un meeting che, a detta di Bradley Beal, non era però servito a molto. Addirittura per il 25enne di Saint Louis l'incontro era stato addirittura una colossale perdita di tempo:

“Nessuno ha parlato o ha voluto portare all'attenzione i problemi che ci sono nel gruppo e nella squadra. Penso che sia stata una di quelle situazioni dove non abbiamo ricavato tutto quello che si poteva, perciò dal mio punto di vista questo meeting non è servito a molto”

D'altro canto nel corso della stagione di situazioni in cui non ha ricavato tutto ciò che poteva Washington ne ha vissute diverse. Nella prima parte della regular season, infatti, i Wizards facevano fatica quando dovevano affrontare franchigie sulla carta meno quotate. In altre parole, i ragazzi di Scott Brown lasciavano per strada quelle partite in cui il gioco di squadra faceva la differenza.

Vedendo le prime 4 gare della postseason potremmo dire che questo problema è stato pienamente superato. Anzi, Washington è riuscita a fare dell'unità e della compattezza del roster il proprio punto di forza anche quando si trova a che fare con avversari come i Toronto Raptors, contro i quali le individualità tendono a prevalere, fino quasi ad oscurare il lavoro di squadra.

Ora Scott Brown è riuscito finalmente ad inserire la leadership dilagante di Wall e Beal in un sistema di gioco perfettamente oliato in cui tutti possono giovarne. Risultato: 114 punti e 26 assist complessivi di media nelle due vittorie interne contro i Raptors, rispettivamente 8 punti e quasi 1 assist in più rispetto alla media stagionale dei Wizards.

Il tutto senza per altro minimamente intaccare i numeri di Beal e Wall che in Gara-3 e in Gara-4 hanno viaggiato rispettivamente con 29.5 punti, 4 rimbalzi e 3 assist e 27.5 punti, 6 rimbalzi e 14 assist di media. 14 assist, decisamente tanti per un giocatore che era stato accusato di danneggiare il gioco di squadra. Insomma, un dato statistico che la dice lunga su quanto imprevedibile sia questa stagione in cui tutto può cambiare, improvvisamente.

Ad uscire come assoluto vincitore morale da quest'intricata stagione personale è proprio John Wall, stella indiscussa della Capital City, pronta a riprendersi quella leadership e quella fiducia che sembrava essersi smarrita dopo le reiterate frizioni caratteriali con i propri compagni di squadra. La conferma arriva direttamente dal più importante amico/nemico del talento da Kentucky, ovvero Marcin Gortat, pronto a seppellire l'ascia di guerra nei confronti del proprio playmaker titolare:

"Sono state dette molte cose sul nostro rapporto ma credo che la risposta offerta sul parquet possa bastare a rendere giusitizia alla nostra stagione. John è il playmaker più forte dell'intera NBA e noi siamo orgogliosi e contenti di poter giocare al suo fianco. Toronto ci ha messo in difficoltà ma ora abbiamo ritrovato noi stessi".

"Possiamo fare grandi cose insieme, chi ci dava per spacciati non capisce molto di basket. La locker room è un posto particolare, noi abbiamo ritrovato la nostra forza e le nostre energie ed ora possiamo trasportare tutto sul parquet".

Vedremo se la ritrovata fiducia di Washington riuscirà a ribaltare il destino della Capital City, pronta a stupire nuovamente la NBA dopo essere rinata dalle proprie ceneri come l'araba fenice.

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