Toronto Raptors

Un vantaggio che da alla testa: Toronto si scopre fragile!

Ancora una volta il complesso d'inferiorità dei Raptors verso LeBron James sembra condizionare il futuro della franchigia canadese

Gabriele Scaglione
03.05.2018 17:21

 

L'eterna lotta nei Playoffs tra i Toronto Raptors e i Cleveland Cavaliers è ricominciata esattamente dall'ultimo atto del copione recitato nel 2017, ovvero con una vittoria di misura dei Wine&Gold. A differenza della scorsa postseason, questa volta era la franchgia canadese a partire con i favori del pronostico, potendo vantare infatti il prezioso vantaggio del fattore campo ma ancora una volta, nel momento cruciale della propria stagione, DeMar DeRozan e compagni hanno deluso le aspettative dell'Air Canada Centre.

Gli uomini di coach Dwayne Casey hanno dimostrato ancora una volta di non saper gestire la pressione nei momenti chiave della partita e soprattutto, di non riuscire ad amministrare dei cospicui vantaggi che in una Semifinale di Conference  potrebbero decidere le sorti di un' intera serie dei PO. Toronto infatti, si è ripetutamente trovata avanti di 13 lunghezze, sia nell'arco di tempo a cavallo tra il 1° e il 2° quarto, che nella seconda metà del 3° quarto ma, in entrambi i casi, i Raptors non sono mai riusciti a cavalcare il momento propizio, mostrando anzi una particolare tendenza nel trasformare la sfida in una personale gabbia cestistica per LeBron James, straordinario punto focale dei Cavaliers nonchè il principale fantasma nei sogni di gloria cullati dalla franchigia canadese.

Un aspetto che ormai non è una novità nelle gare contro Cleveland, specialmente in questa stagione. Nella sfida di regular season del 22 marzo scorso ad esempio, Toronto si era presentata all'intervallo lungo portando con se un vantaggio di 14 punti, maturato dopo un primo tempo offensivamente perfetto: 79 punti (miglior punteggio di sempre nel primo tempo per la franchigia canadese). Nonostante la grande fiducia generata dal vantaggio accumulato precedentemente, nella seconda metà del match la difesa dei Raptors aveva lasciato che Kevin Love e George Hill salissero in cattedra e aiutassero un LeBron James da 35 punti e 17 rimbalzi a rimontare lo svantaggio iniziale, chiudendo dunque la partita sul punteggio di 132 a 129. Praticamente lo stesso scenario proprosto dalla due squadre nel primo confronto della serie.

 

Toronto, infatti, piuttosto che a cercare di difendere il vantaggio accumulato nel corso della partita, sembrava più interessata a limitare le percentuali realizzative del Re, il quale aveva chiuso le 4 gare della Semifinale di Eastern Conference della passata stagione con una media irreale di 36 ppgrappresentando di conseguenza il pericolo numero uno per la difesa canadese. I Raptors questa volta sono riusciti a limitare la presenza a referto di James (che ha chiuso la gara con 26 punti) grazie alle marcature aggressive di OG Anunoby e Pascal Siakam e ai raddoppi nel pitturato di Jonas Valanciunas e Jacob Poeltl ma con il passare dei minuti, questa eccessiva attenzione nella copertra a canestro verso James, ha permesso al Re di innescare i propri compagni di squadra, ribaltando di conseguenza le sorti della partita.

L'ennesima tripla doppia messa a referto da LeBron James (26 punti, 11 rimbalzi e13 assist) ha dunque propiziato i 20 punti di un ritrovato JR Smith, i 19 punti messi a referto dal solito Kyle Korver e la doppia doppia (14 punti e 12 rimbalzi) di un Tristan Thompson incredibilmente vicino alla miglior versione di se stesso. Una inaspettata prestazione corale che ha permesso a Cleveland prima di annullare il passivo e poi di far sua all'overtime una gara1 che Toronto non ha avuto la freddezza di chiudere nel 3° quarto. Insomma, ancora una volta i Raptors sono rimasti vittima di loro stessi e di quei fantasmi che non sembrano voler lasciare, neanche quest'anno, la loro fragile dimensione emotiva.

Naturalmente nulla è già deciso, la serie è ancora molto lunga e di conseguenza, Toronto poissiede tutte le carte in regola per piegare il proprio complesso di inferiorità e riportare la serie in parità. Affinché ciò avvenga però, è necessario che OG Anunoby e Pascal Siakam (a seconda del quintetto utilizzato da coach Casey) siano maggiormente aggressivi nella fase di contenimento attuata su LeBron James, cercando di forzare le giocate in isolamento del Re dal perimetro, limintandone di conseguenza le fatidiche penetrazioni a canestro. In questo modo i raddoppi portati da Jonas Valanciunas e Jacob Poetl potrebbero essere dunque determinanti senza lesinare nell'adeguata copertura del pitturato nei confronti di Tristan Thompson e Kevin Love. 

Sarà dunque fondamentale responsabilizzare le due giovani forward, così come sarà fondamentale un maggior impatto offensivo da parte di DeMar DeRozan, formidabile uomo-franchigia che dovrà dimostrare di aver raggiunto la maturità cestistica dopo le evidenti difficolta emotive denuciate dalla stella dei Raptors nella scorsa postseason. Un complesso d'inferiorità espresso più volte proprio nei confronti di quel LeBron James "troppo determinante per essere fermato" a detta dell'idolo del Air Canada Centre. Una fetta delle speranze dei canadesi passerà proprio per il possibile cinismo realizzativo del numero 10, fortemente intenzionato a riscattare la propria immagine dopo gli evidenti segnali di debolezza mostrati nella precedente postseason.

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