Cleveland Cavaliers

Kyle Korver guida la carica dei Cavaliers: James non sei solo!

Con l'infortunio di George Hill, Korver rappresenta l'unico esempio oltre Lebron James da seguire.

Simone Romani
27.04.2018 11:37

In una stagione altalenante, fatta più di bassi che di alti, i Cleveland Cavaliers si trovano a fare i conti con un nuovo pericolo. Al primo turno dei Playoffs gli Indiana Pacers erano probabilmente una delle realtà peggiori da poter affrontare. Una squadra che costruisce le sue fortune attorno ad una difesa granitica, ed una propensione alla corsa offensiva, che trova la sua soluzione in interpreti come Victor Oladipo, candidato numero uno per il Most Improved Player, e altri ottimi role player come Darren Collison, Lance Stephenson e Bojan Bogdanovic.

Nella serie, dove i Cleveland Cavaliers sono avanti sul 3-2 grazie agli straordinari di Lebron James, buona parte delle incertezze della franchigia dell'Ohio sono riemerse come in un improvviso flashback. La franchigia capitanata da coach Tyronn Lue, non è riuscita completamente ad amalgamare le giovani forze acquisite durante la trade deadline ed ora, anche a causa dell'infortunio di George Hill, il quale doveva sostituire Dwyane Wade per esperienza nella postseason, il rendimento degli altri nuovi arrivati è calato drasticamente.

Come sempre in questo mare di difficoltà, i Cavs riescono sempre a trovare un barlume di speranza. Quella piccolissima possibilità però non si chiama Kevin Love, ancora una volta non in grado di essere il secondo violino, ma prende il nome di Kyle Korver. Certo, non dovreste essere sorpresi visto che si tratta di uno dei migliori tiratori della lega ma in ogni caso, la sua presenza al fianco di LeBron James rappresenta uno dei pochi motivi per cui il Re non ha perso questa serie ed anzi, potrebbe persino chiuderla anticipatamente questa sera nell'attesissima gara 6 in prgoramma a Indianapolis.

Dopo la morte del fratello, Kyle Korver era rientrato per concludere la stagione regolare ma come ci si poteva attendere, il delicato stato d'animo del giocatore ha condizionato pesantemente il proprio ritorno in campo. Nonostante le evidenti difficoltà il numero ventisei dei Wine&Gold è un campione e, quando è necessario porre un punto di riferimento alla propria squadra dando una forte strigliata all'ambiente, lo shooter canadese si è sempre fatto trovare pronto all'appello.

Compito naturalmente bissato anche nella serie contro i Pacers: combinando gara 2,4 e 5, ovvero le gare che valgono il vantaggio ai Cavaliers, Kyle Korver ha messo a referto 49 punti, con un plus-minus di +30. Completamente differente da gara 1 e 3 in cui i suoi punti sono stati 0 e il plus minus -16, complice anche lo scarso minutaggio nella prima uscita.

Questa sfilza di numeri ha una sola chiave di lettura. Quando Kyle Korver gioca come ci ha abituato, Cleveland ha molte più chance di vittoria. Il motivo è piuttosto semplice: tolto ovviamente LeBron James, nessuno dei più giovani arrivati alla trade deadline ha fatto un salto di livello. In pratica, l'unico capace di dare respiro agli isolamenti del Prescelto è stato Korver. I vari Hood, Clarkson e Nance Jr. forse dovrebbero imparare dall'abnegazione cestistica del proprio veterano (oltre che provare a  riemulare in parte quelle percentuali) nel prendersi le dovute responsabilità nel momento del bisogno

Certo il leader da seguire senza alcun'esitazione è ovviamente LeBron James ma le Finals del 2017, dovrebbero aver ormai insegnato alla franchigia dell Ohio che anche se in un formidabile stato di grazia, il Re da solo non può assicurare la vittoria. Kyle Korver può dunque rappresentare il congeniale anello di collegamento tra lo strapotere cestistico di James e l'inseperienza giovanile dei nuovi Cavaliers. In attesa del ritorno di Geroge Hill e del risveglio di Kevin Love, l'ex Atlanta Hawks sembre assere l'ultimo baluardo del plotone di Cleveland. L'arciere è dunque pronto a coprire l'incolumità della cornona, vedremo se i giovani alfieri sapranno fare altrettanto, il sentiero ormai è già tracciato...

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