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Quando un fischietto conta più del basket

Simone Romani
30.12.2017 16:02
La NBA è una lega in continuo mutamento, sia a livello di gioco ma anche a livello arbitrale. I cambiamenti che hanno assalito questa stagione, non stanno rispettando le aspettative. La trasparenza che era il cambiamento principale, sembra non essere così facile da attuare. Sviste e interpretazioni sbagliate stanno assalendo la lega che si trova in un periodo molto particolare. La figura dell'arbitro, referee in gergo, è molto delicata e criticata. Non è facile prendere delle decisioni in così poco tempo, e con svariate pressioni. Ed è quello che sta succedendo in queste notti di NBA, partendo dalla partita del Christmas Day Golden State Warriors-Cleveland Cavaliers. I quattro fischi mancati da parte della terna arbitrale hanno fatto infuriare tutti, soprattutto LeBron James, che ha visto vanificare del tutto i tentativi di rimonta dei Cavs. La stessa cosa è avvenuta la sera successiva nella partita tra Boston Celtics e Houston Rockets. Due falli in attacco chiamati dall'arbitro, praticamente identici da parte di James Harden su Marcus Smart hanno fatto si che il risultato che prima era a favore di Houston, andasse invece a favore dei Boston Celtics. Complice in questa partita è stata l'assenza del terzo arbitro, che infortunatosi alla schiena, ha dovuto abbandonare il campo in anticipo lasciando la gara in mano a due soli arbitri. Al TD Garden si stanno ancora chiedendo che fine abbia fatto il quarto arbitro di riserva. L'apice però è stato raggiunto stanotte, nella partita tra Oklahoma City Thunder e Milwakee Bucks. Dopo una partita all'arrembaggio da parte di OKC, con un Russell Westbrook deciso a vincere con il canestro a pochi secondi dalla sirena che inchioda il punteggio in parità, arriva l'ennesimo ed inesorabile criticato errore. Giannis Antetokounmpo nella schiacciata decisiva, pesta con un piede la linea di fondo. Nessun fischio, niente di niente si sentono solo le polemiche assordanti che piombano su Derrick Stafford, capo arbitro della serata. Che coincidenza era in campo insieme a Leon Wood anche nella partita tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers. Molti si sono chiesti perchè l'Istant Replay, una sorta di replay che aiuta gli arbitri in caso di situazione dubbia a decidere, non sia stato utilizzato. La risposta è stata che lo strumento può essere usato solo nel caso in cui gli arbitri fermino il gioco. Cosa che non è avvenuta e che ha solo fomentato la diffidenza nei confronti degli arbitri. Che il mestiere dell'arbitro sia difficile nessuno lo mette in dubbio, ma la situazione è palesemente da cambiare, o per lo meno da comprendere perchè la trasparenza che si è cercata di applicare ad inizio anno, sembra non essere stata compresa.

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