Boston Celtics

La forza del gruppo: i Boston Celtics stupiscono ancora una volta!

La grande maturità mostrata dalla second unit biancoverde dopo l’infortunio di Kyrie Irving, sembra poter trascinare il TD Garden verso una gloriosa postseason

Antonello Brindisi
25.03.2018 20:35

Nonostante le pesanti defezioni del proprio roster, i Celtics continuano a percorrere il proprio cammino stagionale senza mostrare alcun segno di cedimento. Dopo aver fronteggiato e superato una lunga serie di sfortunati eventi nel corso di questa regular season, gli uomini di coach Brad Stevens sembrano aver sviluppato un incredibile maturità cestistica pronta a perseguire il proprio obiettivo a prescindere dall’apporto dei propri fuoriclasse, trascinando con orgoglio la realtà bostoniana in questo complicato rush finale (mancano solo 10 partite al termine della stagione).

Il recente forfait di Kyrie Irving sembra infatti aver risvegliato la storica resilenza biancoverde, vero e proprio cuore pulsante delle ultime prestazioni esaltanti della franchigia del Massachussets. I volti principali di questa sorprendente reazione emotiva sono senza ombra di dubbio Marcus Morris (autore del buzzer beater casalingo contro OKC nonche protagonista principale dell’esaltante vittoria al Moda Center di Portland con i suoi 30 punti ed un promettente 69.2% dal campo e 5 su 6 dall’arco dei 3 punti), Jayson Tatum (il sorprendente rookie bostoniano si è trasformato in un vero leader sul parquet nel mese di marzo, mantenendo la media realizzativa di 15.9 ppg) e Terry Rozier (vero sostituto di Irving e Smart in cabina di regia, pronto a dare un contributo fondamentale grazie ai 15.4 ppg, 4.8 rpg e 4.1 apg prodotti negli ultimi 10 partite disputate).

In mancanza dei propri leader tanto in attacco (Kyrie Irving) quanto in difesa (Marcus Smart), le seconde linee a disposizione di Brad Stevens hanno sfruttato la grande emergenza strutturale della propria squadra (in particolar modo si ricorda l’ultima sfida casalinga disputata contro Washington con soli 9 giocatori a disposizione) per incrementare drasticamente il loro apporto sul parquet ed acquisire in questo modo la piena consacrazione cestistica da contender NBA. Davanti ad una qualificazione certa per i PO e ad una sempre più probabile 2° posizione nella Eastern Conference (49-23 l’attuale record, con un differenziale di 4.5 dai Raptors ed un vantaggio di 6.0 dai Cavaliers), la second unit biancoverde ha ripudiato con impeto la possibilità di rallentare il proprio ruolino di marcia nell’attesa di buone notizie dall’infermeria, mostrando il proprio valore agli occhi della NBA ed esigendo così il dovuto rispetto per lo status meritatamente raggiunto.

I Celtics ottengono così una chiara e definitiva risposta caratteriale dal proprio gruppo, a lungo difeso nel corso della stagione dalle perplessità di carattere emotivo poste dai media americani (il confronto con l’organico a disposizione di Golden State e Houston è sempre stato ritenuto proibitivo), soprattutto in chiave Playoffs. Un assist vincente per i piani a lungo termine della franchigia, convinta di poter riabbracciare Kyrie Irving al nastro di partenza dei PO. Ponendo la propria attenzione sul primo turno della postseason, lo staff medico di Boston ha eseguito preventivamente un’artroscopia minimamente invasiva per pulire l’articolazione del giocatore e lenire il dolore dovuto all’eccessiva tensione del ginocchio sinistro, offrendo così il tempo necessario al recupero di Uncle Drew.

Nonostante il forte ottimismo che filtra tra le fila dei tanti tifosi biancoverdi, il decoroso post-operatorio imposto al numero undici potrebbe posticipare il proprio ritorno sul parquet, privando così i Celtics del proprio faro offensivo nella serie d’esordio dei Playoffs. Discorso analogo per il futuro di Marcus Smart, costretto al riposo forzato dalla rottura di un tendine della mano destra (il pollice per l’esattezza). Anche in questo caso, il rientro del miglior difensore a disposizione di Brad Stevens è previsto, salvo miracoli, nel pieno corso della postseason.

Un problema non di poco conto per le ambizioni del TD Garden, sopratutto se si tiene conte delle difficoltà fatte segnare da Boston nel confronto con i Milwaukee Bucks (una sconfitta stagionale si tre incontri disputati, il quarto deve ancora disputarsi) e i Miami Heat (ben due incontri persi su tre partite disputate), ovvero le due possibili realtà che i Celtics dovranno fronteggiare nel primo turno dei Playoffs. Grazie alla fiducia trovata in queste ultime settimane, la ristretta compagine a disposizione dei Celtics sembra poter sovvertire lo scetticismo generale, garantendo così tutto il tempo necessario alla piena riabilitazione della line-up titolare.

Per prevenire qualsiasi rischio inaspettato, Danny Ainge starebbe inoltre sondando qualsiasi possibilità di mercato per aggiungere un uomo in più nelle rotazioni di Brad Stevens, utilizzando inizialmente un 10-days contract per valutare l’effettivo apporto al sistema bostoniano. Non è da escludersi quindi anche un tesseramento dalla G League, in particolar modo tra le fila dei Maine Red Claws, squadra affiliata ai Celtics.

A prescindere dai piani della dirigenza, un prezioso aiuto alla second unit biancoverde dovrebbe essere garantita dal ritorno in campo di Jaylen Brown (fermato dal protocollo NBA nelle ultime 10 partite a causa di una forte contusione alla spina dorsale), pronto a calcare il parquet del Golden 1 Center nell’odierna trasferta di Boston a Sacramento. Il sistema eretto con pazienza da coach Brad Stevens sembra pronto a gratificare la stagione dei Celtics, a prescindere dai propri interpreti di gioco.

Questo tanto inaspettato quanto sorprendente processo di crescita sembra quindi poter consegnare alle seconde linee della squadra, la più grande vittoria morale per una franchigia NBA: trasportare l’animo dei propri tifosi sul parquet, traendo le energie necessaria al proprio successo dalla cultura cestistica del TD Garden.

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