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Keyon Dooling convince la NBPA: ecco il Mental Wellness Program!

Grazie all'influenza dell'ex giocatore NBA Keyon Dooling, la NBPA ha annunciato lo sviluppo di un programma per la salvaguardia della salute degli atleti.

Gabriele Scaglione
26.05.2018 13:09

Ansia, stress, attacchi di panico sono problematiche che spesso tendiamo a non associare a sportivi del calibro dei giocatori NBA. Tuttavia le recenti testimonianze di Kevin Love e DeMar DeRozan hanno sollevato parecchie discussioni intorno alla pressione mediatica alla quale sono sottoposti questi atleti; una pressione che rischia seriamente di compromettere la loro salute fisica e mentale.

Per questo la NBPA, ovvero l'associazione dei giocatori della lega, ha deciso di promuovere un programma per salvaguardare il benessere e l'integrità mentale degli atleti NBA. L'iniziativa, annunciata lo scorso venerdì, è stata fortemente voluta dall'ex Orlando Magic Keyon Dooling che da gennaio ricopre il ruolo di consulente per la NBPA nell'ambito della salute dei giocatori.

Dooling ha sperimentato sulla propria pelle gli effetti deleteri dello stress, il quale ha pesantemente influenzato la sua decisione di appendere le scarpe al chiodo. In un'intervista rilasciata più o meno un mese fa alla piattaforma The Players' Tribune, infatti, il 38enne di Fort Lauderdale ha confessato di soffrire di disturbi mentali post-traumatici fin dall'età di 7 anni.

Dooling ha precisato che questa particolare forma di stress è una conseguenza diretta degli abusi sessuali che ha subito in tenera età da parte di un amico di suo fratello. La pallacanestro, insieme purtroppo anche all'alcol e alle droghe, ha aiutato per diversi anni l'ex giocatore dei Boston Celtics a sostenere questo fardello che però, a lungo andare, lo ha spinto al ritiro.

Dopo aver concluso la sua carriera Dooling ha capito che l'assunzione di alcolici e di sostanze stupefacenti se da un lato allontanva i suoi fantasmi, dall'altro lo stava pian piano conducendo in un tunnel ancora più buio di quello nel quale era entrato 30 anni prima. Per cui ha deciso di rivolgersi ad un medico di Harvard che lo ha messo faccia a faccia con il suo problema:

“Lui [il dottore] mi ha spiegato che esisteva un nome per la mia malattia e che io avevo a che fare con dei disordini post-traumatici provenienti dalla mia infanzia. Ero stato sessualmente violentato da piccolo e ciò aveva fatto sì che io non mi fossi definito come una persona”

Oggi Dooling è una persona totalmente diversa, è padre di ben 4 figli e vive molto più serenamente di prima la sua vita. Tuttavia ha pensato che fosse giusto condividere la propria esperienza e sfruttare il proprio ruolo di consulente all'interno della NBPA per aiutare personalmente gli ex colleghi che hanno avuto o stanno tuttora avendo, i suoi stessi problemi.

Dooling infatti, oltre ad essere un ex giocatore di pallacanestro è, attualmente un life coach e in quanto tale seguirà in prima persona, con la collaborazione di un esperto di salute mentale, il progetto che lui stesso ha fortemente voluto. Chiudiamo con le sue parole che speriamo possano diventare anche lo slogan ufficiale del programma della NBPA:

“Se stai male chiedi aiuto” 

 

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