News

Il nuovo D-Wade: un raggio di sole tra mille nuvole

Niccolò Pascale
06.11.2017 19:54
CLEVELAND - Piove sul bagnato in casa Cavs. Dopo la prestazione "monstre" del signor LeBron James in quel di Washington (57 punti, 11 rimbalzi e 7 assist) e la conseguente vittoria, ci si aspettava un inizio di continuità per i ragazzi di coach Lue, sia dal punto di vista del gioco che soprattutto da quello dei risultati, e invece... Il quasi "sessantello" del Re non è servito a scuotere Rose, Love e compagni. Di ritorno alla Quicken Loans Arena, i Cavs avevano, sulla carta, un impegno abbastanza agevole. Arrivavano in Ohio gli Atlanta Hawks dell'ottimo Dennis Schroder, ma anche delle otto sconfitte consecutive. Un impegno che poteva dare buon seguito alla vittoria nella capitale di venerdì scorso. Così non è stato. Cleveland ha iniziato la partita in maniera oscena ed è stata sempre tenuta da Atlanta a distanza di sicurezza. Il suddetto Schroder ha fatto stragi nell'area dei Cavs ed ha chiuso con 28 punti e 9 assist. Bisogna dire che James e compagni non hanno mai mollato fino all'ultimo secondo, avendo persino con Frye e Wade la possibilità di vincere la partita sulla sirena, ma questo non è bastato. Il 117-115 finale è la sesta sconfitta su 10 incontri disputati, la quarta tra le mura amiche su sei. Troppo poco. Se sei la squadra che ha disputato le Finals negli ultimi tre anni consecutivi ed hai il più forte giocatore della Lega in roster, proprio non può bastare. Serve una scossa. Una scintilla che annulli pessimismo e scoraggiamenti. Questa scintilla sotto forma di freccia, in parte, è fuoriuscita dall'arco di un ormai veterano. Un nuovo arrivato che ha classe ed esperienza da vendere. Uno che ha vinto già tre titoli NBA in carriera e che ieri sera, uscendo dalla panchina, ne ha messi 25. Dedicati agli scettici. A quelli che hanno detto che D-Wade è finito, che Flash non è più in grado di incidere in un campo di basket. Falso. Da quando ha messo piede in campo, Wade non ha smesso un attimo di trascinare i suoi nuovi compagni alla rimonta. Ha coadiuvato la leadership di LeBron in maniera estremamente efficace ed ha chiuso la sua miglior partita finora in maglia Cavs con 25 punti (8/19 dal campo, 1/5 da 3 e (8/8 ai liberi) 11 rimbalzi e 6 assist in 32 minuti di utilizzo. E per qualche centimetro non è riuscito a segnare il buzzer beater che avrebbe consegnato a Cleveland la vittoria (tocco a rimbalzo dopo la preghiera di Frye, primo ferro). L'ex Heat e Bulls ha anche parlato ai microfoni di ESPN nel post partita, inviando anche qualche frecciatina ai titolari del quintetto:
"Non è più un segreto ormai, iniziamo malissimo le partite. Siamo osceni nell'impatto sulla gara. Atlanta è riuscita a prendere il largo perché noi non c'eravamo. La concentrazione era inesistente poi abbiamo sprecato tante energie per restare attaccati al match, ma così è sempre durissima. Non possiamo rimontare ogni partita perché iniziamo in maniera terribile. I nostri titolari devono partire meglio, a tutti i costi. Non vedo l'ora che i nostri titolari critichino noi riserve per aver dilapidato un vantaggio. Davvero non vedo l'ora..."
Il messaggio di Flash è forte e chiaro. E dopo un'ottima prestazione, le sue parole hanno valenza ancora maggiore. Il segnale di Wade questa volta è arrivato. Il nativo di Chicago ha risposto finalmente presente e, se gioca con questa rabbia e determinazione, sarà più che utile all'amico James e coach Ty Lue. Ma nemmeno il solo Flash basterà per uscire da un momento così sconcertante. 4 vittorie e 6 sconfitte non si possono proprio accettare. Cleveland deve invertire la rotta, migliorare negli avvii di partita e nella difesa di squadra. Tutti devono remare nella stessa direzione, magari proprio quella indicata dal nuovo Dwyane Wade... Niccolò Pascale

Commenti

Andre Drummond, ora i tiri liberi non fanno più paura!
UFFICIALE: Eric Bledsoe ritrova il sorriso tra le fila dei Milwaukee Bucks!