Ovest

"Draymond Green: un giocatore veramente mostruoso!"

12.12.2017 19:26
Quando disponi di una quantità di talento esagerato come i Golden State Warriors il rischio di eccedere in superbia e supponenza è sempre alto, per questo motivo (in risposta al delicato equilibrio del roster di Steve Kerr), un giocatore dalla forte personalità come Draymond Green è fondamentale per tenere unita la squadra. Una risposta concreta nella crescita carismatica dell' "orso ballerino"  è arrivata nella partita disputata  contro i Detroit Pistons (Golden State si è imposta per 102 a 98 al termine dell'incontro giocato venerdì nella Little Caesars Arena). Nonostante i due soli punti segnati e lo 0 su 5 da tre ( non proprio la specialità della casa)Draymond Green si è guadagnato il premio di migliore in campo grazie ai suoi 13 ast, 6 reb, 6 blk (eguagliato il massimo in carriera) e 3 stl. Anche questa annata sembra iniziata nel migliore dei modi possibili per il numero ventitre dei Dubs, peculiarità sottolineata anche da Steve Kerr. L'head coach della franchigia californiana si è recentemente espresso sula crescita del proprio "leader carismatico", lodandone pubblicamente la professionalità e la rinnovata abnegazione:
"E' stato brillante! Offensivamente è stato ottimo con 13 assist, ma difensivamente è stato assolutamente un mostro, è stato fenomenale. Penso che con l'intensità della sua difesa e la sua compostezza riesca a unirici tutti; per me ora sta facendo esattamente ciò che dovrebbe fare".
L'ex Michigan State sembra aver compreso a pieno quella sottile differenza che intercorre tra un giocatore duro  ed energico ed un giocatore scorretto. La stagione disputata da Green mostra, ad oggi, delle cifre più che positive: 10,1 punti, 7,2 rimbalzi, 7,3 assist e 1,56 rubate in 32.2 minuti di media a partita. Nella classifica che misura l'impatto difensivo di ogni singolo giocatore, Green si piazza invece al sesto posto, davanti ad ogni compagno di squadra ma dietro due profili dei Boston Celtics: Marcus Smart e Jaylen Brown. Questa statistica è particolarmente rilevante agli occhi di Steve Kerr poichè racchiude a pieno la grande esigenza tattica dei propri giocatori, ancora alla ricerca di un solido equilibrio nelle due fasi di gioco (primato che ad oggi sembra appartenere ai Boston Celtics e in particolar modo a Brad Stevens, head coach dei biancoverdi). Di conseguenza, proprio la duttilità difensiva e la crescita mentale di Draymond Green sembrano poter rappresentare la perfetta "chiave di volta" nella crescita degli attuali campioni in carica. Finora ad ora la stagione di Golden State sembra poter proseguire il proprio cammino nel migliore dei modi, grazie soprattutto ad una maggiore serenità del roster californiano rispetto alle pesanti responsabilità del passato (gli uomini di Steve Kerr avevano infatti il dovere morale di vendicare la rimonta subita nelle Finals del 2016 dai Cavaliers). Guardando alle passate stagioni ci si accorge di come il suo impatto sul parquet sia stato e sia tutt'ora di un'importanza massimale: nelle Finals del 2016 fu proprio la sua squalifica per gara 6 a far letteralmente implodere mentalmente i Warriors mentre nella passata edizione Green invece fu un autentico protagonista del titolo NBA, aiutando il gruppo nei momenti più difficili della stagione e trascinando i propri compagni ad una marcia trionfale nella recente postseason. Il cammino di avvicinamento ai Playoffs rimane quindi una semplice formalità ma da Aprile in poi i Dubs dovranno necessariamente "cambiare registro". Vedremo se, anche questa volta, Draymond Green riuscirà a "scuotere" i propri compagni, generando così la scintilla utile ad infiammare "l'arsenale offensivo" dei Warriors.

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