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NBA Cares: quando i marziani scendono sulla Terra

21.03.2018 23:23
Quando pensiamo alla NBA di solito pensiamo ai playoffs, a Michael Jordan, al Dream Team... un'associazione così influente, però, oltre a garantire spettacolo e divertimento ha la possibilità, o meglio il dovere, di farsi carico di importanti responsabilità nell'ambito del sociale. In altre parole la NBA deve fare beneficenza e la beneficenza della NBA passa per le NBACares. Si tratta di una serie di iniziative lanciate nell'ottobre del 2005 dall'allora Commissioner David Stern per incrementare gli interventi umanitari di lega, giocatori e squadre. In altre parole le NBACares nacquero inizialmente con l'intento di ufficializzare un impegno nel sociale che in realtà in quell'ambiente era già molto diffuso (vedi la lotta all'AIDS di Magic Johnson del 1991). Un impegno che, dopo l'istituzione delle NBACares, si è manifestato in diversi modi: da contributi economici, al volontariato di giocatori e allenatori, passando per la costruzione di luoghi destinati a far divertire i bambini oltre che ad istruirli. Proprio l'istruzione, insieme allo sviluppo della gioventù e della famiglia e alla lotta alle malattie, è una delle tematiche che sta più a cuore alla lega. C'è chi ritiene che la dedizione della NBA a queste nobili cause, unita alla partnership con altre organizzazioni umanitarie, sia finalizzata soprattutto ad una valorizzazione dell'immagine della lega. Tuttavia anche se il contributo della NBA non fosse totalmente disinteressato sarebbe comunque ingiusto non riconoscerne l'importanza. Diverso è il discorso che riguarda i giocatori che prendono parte alle iniziative di NBACares; loro ci guadagnano sicuramente ma non dal punto di vista economico, bensì sotto l'aspetto umano. Ciò vale soprattutto per quei giocatori che hanno avuto un'infanzia difficile e che magari rivedono le medesime difficoltà nei bambini e nei ragazzi con cui hanno a che fare. E' il caso, per esempio, di Jimmy Butler, cacciato di casa a 13 anni (clicca qui per leggere la sua storia), o di Serge Ibaka che perse la madre e il padre quando era ancora molto piccolo. Questi giocatori rappresentano un esempio per i bambini di cui si occupa NBACares, sono la prova vivente che nonostante gli ostacoli che la vita ci mette davanti bisogna continuare a credere nei propri sogni e a fare di tutto per realizzarli. Allo stesso tempo i bambini sono altrettanto importanti per giocatori come Butler e Ibaka perché gli ricordano da dove vengono aiutandoli a mantenere l'umiltà. Insomma, NBACares non è fondamentale solamente per le persone a cui presta il suo aiuto ma anche per i giocatori stessi. Perché la NBA deve essere una famiglia e ognuno deve sentirsi a casa, sempre e comunque.

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