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Cosa si nasconde realmente dietro al no di Pierce a Thomas?

Simone Romani
19.01.2018 10:54
Tutti abbiamo segnato la data dell'11 febbraio 2018 sul calendario. Non una giornata come le altre, speciale sia per i tifosi dei Boston Celtics sia per Paul Pierce. Il ritiro di una casacca non è paragonabile a nessun titolo che si vince durante la carriera, perchè sai che quel giorno è il tuo giorno.  Per questo niente e nessuno potranno impedire a The Truth, soprannome di Paul Pierce, di godersi fino alla fine una giornata così speciale. Ma proprio quando tutto sembrava andare per il giusto corso, ecco scatenarsi una vera e propria "guerra". Abbiamo tutti assistito, ed in parte ci siamo schierati, sul dibattito tra Paul Pierce e Isaiah Thomas, sull'ipotetico video tributo che i Celtics avrebbero dovuto riservare al nuovo giocatore dei Cleveland Cavaliers, e che doveva andare in onda proprio l'11 febbraio. Ovviamente, sotto moltissime pressioni, il video tributo per Isaiah Thomas non verrà trasmesso. Ma il centro della discussione ora è un'altro. Paul Pierce si è sentito ferito da questo accavallamento di cerimonie, ed ha sfogato la sua rabbia su un povero Isaiah Thomas che di colpe ne ha ben poche. Infatti, il video tributo per Isaiah Thomas doveva essere mandato in onda il 3 gennaio, ma vista l'assenza della famiglia di Thomas, il giocatore aveva chiesto di spostare solamente la data. Ma Paul Pierce ormai è diretto per la tangente giustificando le motivazioni delle sue parole con delle affermazioni, ai microfono di ESPN peraltro, che non chiariscono al meglio la storia:
"Isaiah Thomas ha avuto un annata da onorare. E' venuto a Boston, ha fatto qualcosa di speciale e merita il suo tributo, ma non vedo come... se qualcuno sta avendo un ritiro della casacca, si possano fare altri tributi per altri giocatori."
L'unica motivazione che si può dare a questa storia, e che Danny Ainge e tutto l'organico dei Boston Celtics, abbia cercato di scusarsi sbagliando con Isaiah Thomas per il trattamento che gli hanno dato lo scorso anno ed il ben servito estivo. Ma facendo così hanno scatenato la furia dell'ormai leggenda che ha vestito la casacca #34, che solamente ora, dopo un tweet arrendevole di Isaiah Thomas, ha piantato l'ascia di guerra sulla storia.
"Vorrei ringraziare i Celtics per la loro gentile offerta di fare un video tributo l'11 febbraio per celebrare i miei 3 anni a Boston. Ma dal momento che sembra che questo abbia causato qualche polemica con la serata di Paul Pierce, chiedo ai Celtics di concentrare tutta la loro attenzione sulla carriera del #34".
Alla fine, grazie all'eleganza del folletto ex Boston Celtics, la vicenda sembra essersi risolta, ma ancora una volta chi ne ha subito le conseguenze è stato proprio Isaiah Thomas. Lui che ha dato l'anima per i Boston Celtics, e dopo una stagione da record, si è visto ripagare con una moneta che non era sicuramente quella adatta, e per l'ennesima volta, senza volerlo, per colpa di terzi è finito in un calderone inaspettato. Intanto l'11 febbraio la cerimonia di Paul Pierce sarà un'altro capitolo di una bellissima storia, ma il tributo che Isaiah Thomas merita non è in un video, e neanche in un giorno, è nel suo cuore ed in tutti quelli che credono ancora in lui. Forse è questo il vero problema Paul Pierce?

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