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Los Angeles sogna LeBron James: il derby tra Clippers e Lakers è già iniziato!

Antonello Brindisi
31.01.2018 11:47
A poco più di una settimana dalla trade deadline dell'8 febbraio, i Los Angeles Clippers sembrano aver finalmente sciolto l'intricato nodo riguardo il proprio futuro stravolgendo l'attuale roster in vista della "ricca" lista della Free Agency 2018 nella quale spicca ovviamente il nome di LeBron James. Dapprima persa in un "marasma di possibilità", la dirigenza losangelina ha recentemente deciso di voler puntare con convinzione al reclutamento del Re, sfruttando questi ultimi giorni di mercato per creare lo spazio salariale necessario a garantire un eventuale approdo del campione NBA. Il messaggio più importante riguardo il salary cap dei Clippers è arrivato nel corso della notte tra lunedì e martedì, con la cessione di Blake Griffin ai Detroit Pistons (clicca qui per saperne di più). Con la rinuncia al "faraonico" contratto del proprio uomo franchigia da circa 173 milioni in 5 anni, la dirigenza ha quindi creato i presupposti per un'imminente rebuilding che coinvolgerà con ogni probabilità anche i restanti "pezzi pregiati" del roster a disposizione di Doc Rivers, tra cui DeAndre Jordan (proprio i Cleveland Cavaliers sembrano essere fortemente interessati al roccioso pivot americano) e Lou Williams: profili cestistici di indubbio valore che al momento rappresentano la migliore "merce di scambio" per ottenere delle preziose Draft Picks, elemento fondamentale per poter imbastire un così grande rinnovamento strutturale. A spingere LeBron James verso la Città degli Angeli sono sopratutto i media americani, da tempo sostenitori di un possibile approdo del numero ventitre dei Cavaliers in California (il recente acquisto di una seconda villa residenziale a Los Angeles da parte di James aveva già infiammato il dibattito mediatico), senza però trovare un vero e proprio riscontro oggettivo nelle strategie dirigenziali di entrambe le franchigie losangeline. Secondo quanto riportato più volte dalla famosa emittente americana ESPN, The Choosen One avrebbe da tempo messo in cima alla lista delle possibili destinazioni la famosa città americana, alimentando le speranze dei Clippers quanto quelle dei Lakers. Sembra infatti sempre più concreta la possibilità di un derby di mercato tra le due realtà dello Staples Center, protagoniste ad oggi di due cammini nettamente agli antipodi per le strategie di mercato attuate tra lo spazio salariale e la qualità del roster a disposizione. Se da un lato i Clippers potrebbero assorbire da subito il contratto di LeBron James senza però poter offrire al momento un'adeguata base tecnica nelle mani del giocatore, dall'altro i Lakers dovrebbero cedere una parte dei giovani talenti a disposizione per garantire lo spazio necessario a reclutare il Re. Le due società si trovano così davanti ad una tanto complicata quanto differente situazione di stallo, certo non favorevole alle franchigie di Los Angeles che rischiano così di vedersi raggiungere in estate da una folta schiera di pretendenti. Il futuro di LeBron James sembra quindi arrivato ad un bivio determinante per il divenire dei progetti personali recentemente espressi dal campione da Akron (clicca qui per saperne di più): la storia cestistica e il talento dei tanti giovani dei Lakers contro la libertà più assoluta nella gestione del roster offerta dai Clippers, con la possibilità di poter riscrivere la storia recente della franchigia. Un confronto che la realtà gialloviola sembrava poter rimandare fino al termine della stagione, consapevole del vantaggio tecnico a propria disposizione ma che, come testimoniano le parole del noto opinionista di ESPN Marc Stein, sembra essere stata superata dalla mobilità di mercato dettata dalla dirigenza dei Los Angeles Clippers:
"Dopo aver spedito Blake Griffin alla corte dei Pistons, la dirigenza dei Los Angeles Clippers ha compiuto un importante passo in avanti verso la corsa a LeBron James. Con ogni probabilità i Lakers risponderanno presto alla mossa dei diretti avversari, sono sicuramente turbati dai possibili scenari che potrebbero generarsi nei prossimi giorni. Sia DeAndre Jordan che Lou Williams lasceranno Los Angeles entro l'8 febbraio, ormai è chiaro! Sarà interessante vedere cosa riuscirà ad ottenere in cambio la squadra di Doc Rivers. James è attratto dalla possibilità di giocare a Los Angeles e al contrario di quanto si possa pensare generalmente, il confronto tra Lakers e Clippers è piuttosto bilanciato. Per quanto so, i Clippers sono al momento in netto vantaggio".
Nonostante lo scetticismo generale generato da un possibile approdo del Re sulla sponda Clippers, è stato lo stesso giocatore dei Cavaliers a rincuorare i tifosi dello Staples Center prendendo le difese della franchigia nell'intricato "caso Blake Grffin":
"Dopo la partenza di Griffin ho notato una certa tendenza nello snobbare palesemente il valore delle scelte fatte dai Clippers. Molto spesso quando un grande giocatore lascia la propria squadra, si generano mille retroscena. In linea di massima quando ci si trova coinvolti in uno scenario simile è bene ricordarsi due rapporti di causa-effetto sempre presenti in NBA. Quando un giocatore viene scambiato dal proprio team questo accade sempre per il bene della franchigia ed è una conseguenza inevitabile ma, quando un giocatore chiede espressamente di essere ceduto per scappare da un momento di difficoltà della proprio squadra, bisogna fermarsi e chiedersi il perchè. A differenza del primo caso, questo secondo atteggiamento è da considerarsi come un tradimento che certo non fa onore al giocatore stesso. E' un comportamento da serpente".
In attesa della prossima mossa da parte dei Los Angeles Lakers, la dirigenza dei Clippers continua a programmare il proprio destino, pronta a compiacere le richieste tecniche di LeBron James con il "sacrificio" di quello starting five che solo pochi mesi fa sembrava poter trovare una "nuova linfa" con il progetto della "Lob City 2.0". A prescindere dall'esito di questo derby di mercato, la Città degli Angeli sembra poter finalmente tornare a sorridere sognando l'arrivo di un campione assoluto con cui risollevare il prestigio e l'orgoglio dello Staples Center.

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