Cleveland Cavaliers

La trasformazione di Jeff Green nei nuovi Cleveland Cavaliers

Sfruttando la rivoluzione tattica portata dai nuovi innesti, il numero 32 si è gradualmente guadagnato la fiducia del Re e di Tyronn Lue, prendendo stabilmente posto nello starting five dei Cavs.

Gabriele Scaglione
06.04.2018 14:43

 

I Cleveland Cavaliers continuano a sorprendere. Con il successo casalingo di stanotte contro i Washington Wizards, infatti, LeBron James e compagni sono giunti alla loro quinta vittoria consecutiva e lo hanno fatto da grande squadra, rimontando uno svantaggio di 17 punti in appena 5 minuti. Adesso la classifica dice terzo posto con un vantaggio minimo su Phila, che comunque può pareggiare avendo una partita in meno.

Dopo l'inaspettato quanto necessario cambiamento operato da Koby Altman nel giorno dell'ultima trade deadline, in pochi si sarebbero aspettati un simile exploit dei Cavs sul finale di regular season. Addirittura molti avevano messo in dubbio le loro possibilità di approdare ai Playoffs ma come al solito la franchigia dell'Ohio ha smentito tutti, con prestazioni di squadra un po' altalenanti ma comprensibili visti i tanti cambiamenti.

Insomma, dopo una prima parte di stagione a dir poco travagliata, Cleveland sembra aver finalmente trovato la sua dimensione proprio a ridosso della postseason e l'annunciata assenza dell'ex Kyrie Irving nei prossimi Playoffs rilancia ulteriormente le loro quotazioni in ottica approdo alle Finals.

Contrariamente a ciò che si potrebbe immaginare, la rinascita dei Cavaliers non è dovuta solamente ai nuovi arrivati come George Hill, Jordan Clarkson, Larry Nance Jr. e Rodney Hood. Ciò è dovuto anche al maggior minutaggio concesso a giocatori che, prima della trade deadline, erano ai margini delle rotazioni o quasi: ci riferiamo a Cedi Osman (di cui abbiamo già parlato) e soprattutto a Jeff Green.

Prima dell'8 febbraio (giorno della trade deadline), l'ex Orlando Magic ha giocato una media di appena 21.7 minuti a partita collezionando solamente 10.5 ppg. Dopo la trade, invece, il roster accorciato dei Cavs ha costretto coach Tyronn Lue ad affidarsi maggiormente al suo numero 32 e i risultati sono stati evidenti.

La permanenza di Green sul parquet si è estesa considerevolmente fino a toccare i 28.2 minuti di media del mese di Marzo. Certo, bisogna dire che, nonostante l'aumento del minutaggio l'apporto realizzativo del prodotto di Georgetown è rimasto pressoché invariato ma la sua presenza difensiva è stata fondamentale nei recenti successi dei Cavs, tanto da spingere Lue ad inserirlo tra i titolari:

“Mi piace la sua versatilità. Difensivamente possiamo metterlo su DeRozan, Wall o Beal. Ed anche su Oladipo. Mi piace il fatto che possiamo fare dei cambi difensivi tra la posizione 1 e la 4. Ritengo che sia la cosa migliore averlo in quintetto dall'inizio”

Insomma, dopo i difficilissimi primi mesi in maglia Wine&Gold, Green ha scalato rapidamente le gerarchie del suo coach fino ad arrivare nello starting five. Salvo ripensamenti dell'ultimo minuto, partirà tra i titolari anche negli imminenti playoffs, in cui Cleveland si aggrapperà nella metà campo offensiva al talento di LeBron James e in quella difensiva alla versatilità di Green. Chi l'avrebbe mai detto, soltanto poche setimane fa?

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