Ovest

I Los Angeles Lakers attuano la "LaVar Ball Rule"

Antonello Brindisi
06.12.2017 11:01
Anche questa volta in casa Los Angeles Lakers continua a tenere banco la "Family Business" imposta da LaVar Ball, padre-manager divenuto ormai un vero e proprio "parafulmine mediatico" dell'ambiente gialloviola. Lo scontro tra il vulcanico fondatore della Big Baller Brand e i media americani sembra aver ormai raggiunto il proprio culmine, mostrando così diverse sfaccettature del complicato periodo attraversato dalla famiglia Ball. L'ultimo "casus belli" della vicenda è rappresentato dalla "LaVar Ball Rule" imposta dai Los Angeles Lakers sotto una continua pressione del cinquantenne americano. Nello specifico, la "rivoluzione mediatica" di LaVar consiste nel limitare l'accesso dei giornalisti alle zone limitrofe della "locker room" durante tutto l'arco della partita: una soluzione piuttosto dura e intransigente dedita a "proteggere mediaticamente" i parenti e gli affetti più cari dei giocatori. Un po' a sorpresa, la dirigenza gialloviola ha deciso di applicare nello Staples Center le rigide misure sopracitate, limitando così la libertà professionale dei giornalisti. Un caso più unico che raro nella storia della NBA (lega sportiva da sempre molto attenta alla diffusione e alla comunicazione mediatica del proprio business), destinato con ogni probabilità a lasciare un segno indelebile nel rapporto tra i Los Angeles Lakers e la stampa americana. Anche la famosa emittente televisiva ESPN è intervenuta in merito alla decisione, criticando duramente la franchigia californiana per il sostegno offerto a LaVar Ball. La definizione di "tutela della privacy" offerta da un portavoce della squadra non sembra poter giustificare a pieno l'accaduto, alimentando così "un nuovo capitolo" dello scontro tra i media d'oltreoceano e la famiglia Ball (etichettata come la causa principale della presa di posizione della dirigenza gialloviola). Le diatribe non sembrano infatti poter trovare una rapida conclusione, alimentate dalla "gogna mediatica" del caso LiAngelo Ball (clicca qui per saperne di più). Dopo il conclamato "botta e risposta"  con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, LaVar Ball ha deciso di ritirare "Gelo" dal College di UCLA, manifestando l'intenzione di trovare "una strada alternativa" per l'approdo in NBA del ragazzo:
"Stiamo valutando diverse opzioni per il futuro di Gelo. Voglio trovare un piano B per poter garantire le migliori prospettive per mio figlio. Dopo quanto successo in Cina ho rivalutato l'opzione UCLA, non era l'ambiente adatto a lui. Il progetto è quello di rendere LiAngelo pronto per il Draft NBA, uscendo dalla panchina questo non era possibile. Mio figlio ripone la massima fiducia nelle mie scelte e so che seguirà i miei consigli dopo l'errore commesso. Anche LaMelo seguirà un percorso simile in futuro, i miei ragazzi sono il futuro di questo sport e devono prepararsi nel migliore dei modi!".
La vicenda è stata prontamente riportata da numerose fonti giornalistiche, alimentando così un sondaggio mediatico sul possibile futuro di LiAngelo Ball nella National Basketball Association. Ad oggi, secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski (ESPN), nessun G.M. del basket professionistico americano (inclusa la G-League) sarebbe disposto ad offrire un contratto all'ex UCLA, minando così i sogni di gloria della "Family Ball". Pur considerando che il giudizio attuale su "Gelo" è strettamente legato alla sospensione a tempo indeterminato del ragazzo (la discussione nata tra LaVar e Donald Trump verteva proprio sul futuro del giovane freshman), bisogna comunque tener conto che senza una solida esperienza al College è molto difficile potersi guadagnare la possibilità del palcoscenico NBA: possibilità che potrebbe quindi spingere LiAngelo (e di conseguenza anche LaMelo, anch'egli ormai fuori dal contesto del College in seguito alle decisioni del padre) ad un'esperienza al di fuori dei confini americani. La possibilità di militare nelle leghe minori statunitensi non sembra infatti convincere a pieno il padre-agente. Il "Family Business" della ormai conclamata famiglia "di talento" sembra quindi destinato ad occupare ancora a lungo un ruolo di prim'ordine nella stagione dei Los Angeles Lakers. Vedremo se la dirigenza gialloviola deciderà di intervenire sulla questione (la franchigia californiana è pubblicamente l'obiettivo futuro dei due fratelli minori di Lonzo Ball), lasciando così "la porta aperta" ad un'eventuale chiamata di LiAngelo nel prossimo Draft e riportando così la tranquillità in casa Ball.

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