Philadelphia 76ers

Come saranno i 76ers senza Joel Embiid ai playoffs?

Per Philadelphia si profila un possibile primo turno senza la propria stella: come reagirà il resto della squadra?

Riccardo Poletto
01.04.2018 14:02

Trust the process è stato il motto di questi Philadelphia 76ers in un succedersi di stagioni deludenti, nella speranza di una rinascita che potesse portarli a parlare, perché no, di Finals o di titolo.

Colui che ha ridato speranza ai tifosi e che si è fatto portavoce del processo porta il nome di Joel Embiid. Il centro camerunese ha preso per mano la squadra e, con l'aiuto dei vari Ben Simmons e Dario Saric, è riuscito a portare la squadra in una posizione utile per parlare di postseason.

Nell'entusiasmo generale, però, è arrivata una brutta notizia, forse la peggiore possibile: nella vittoria dei Sixers contro i Knicks, Embiid è finito a terra dopo uno scontro con il compagno di squadra Markelle Fultz (clicca qui per l'approfondimento). Questa volta non c'entrano quelle ginocchia che tanto lo avevano fatto penare nelle scorse stagioni, dato che l'incidente tra i due ha causato al centro una frattura all'osso orbitale dell'occhio sinistro. Dopo il ritorno negli spogliatoi, la NBA concussion protocol ha confermato per il nigeriano uno stop che andrà dalle due alle quattro settimane.

Un lasso di tempo che potrebbe con alta probabilità negare ad Embiid la presenza almeno nel primo turno dei playoffs, fatto che sarà tanto pesante per lui quanto problematico per il resto della squadra. Certo, l'intero roster è cresciuto e la panchina si è ulteriormente allungata con il rientro della prima scelta assoluta Markelle Fultz, ma la presenza di The Process peserà e non poco, soprattutto dal punto di vista dei numeri. 

I Philadelphia 76ers infatti con Embiid in campo mettono a segno 111.4 punti su 100 possessi, subendone appena 99.7, mentre senza di lui l'efficienza offensiva crolla a 101.8 punti ogni 100 possessi e la difesa scende di livello, permettendo agli avversari di mettere a segno 105.7 punti per 100 possessi.

In questo momento Philadelphia si trova al quarto posto ad est (45-30), inseguiti dai Pacers quinti (45-31) e all'inseguimento dei Cavs terzi (46-30). A circa 6 partite prima della fine della regular season, la situazione dal terzo all'ottavo posto è complicata e tutti i possibili scenari sono aperti, dato che tra Cleveland e Milwaukee ci sono solamente 5 vittorie.

Al primo turno dei playoffs, senza Joelone, per la franchigia della Pennsylvania nessuna squadra sarà semplice da affrontare, eppure l'accoppiamento più favorevole per Philadelphia è sicuramente quello con i Miami Heat. Nonostante Hassan Whiteside potrebbe rivelarsi un problema per la difesa senza Embiid ad occuparsene, gli Heat hanno il diciannovesimo attacco della lega e sono la squadra meno talentuosa tra le prime otto ad ovest. Ciò che potrebbe spaventare di Miami è l'esperienza di coach Spoelstra, che ha assaporato palcoscenici ben più importanri rispetto a quelli di coach Brett Brown, alla sua prima esperienza ai playoffs. Ciononostante, in un possibile accoppiamento Sixers-Heat, i primi sarebbero indiscutibilmente i favoriti.

In alternativa, i Pacers sarebbero una squadra decisamente tosta da affrontare. Difensivamente, l'interrogativo più grande sarebbe la marcatura di Myles Turner, che anche contro Embiid il 13 marzo era riuscito a mettere a referto 25 punti. Turner è, insieme ad Oladipo e Bogdanovic, una delle principali possibilità offensive per la squadra, e quindi l'assenza del proprio principale difensore sui lunghi potrebbe diventare un problema in una serie da 7 gare. 

A vantaggio di Philadelphia, nonostante Indiana sia ottava tra le migliori squadre nel tiro da tre punti, la difesa fuori dall'arco di coach Brown è la seconda migliore della lega: gli avversari sono costretti ad un povero 34.1%, così da non riuscire a prendere il giusto ritmo. Essendo difficile fare un pronostico, si può dire che il matchup con i Pacers sia enigmatico, e quindi decisamente rischioso.

Uno scenario altrettanto probabile sarebbe quello che potrebbe portare i Sixers a sfidare gli Washington Wizards. Sebbene la squadra della capitale sia temibile, ha tante problematiche quante quelle di Philadelphia: John Wall ritornerà dopo un lungo infortunio, periodo durante il quale la squadra ha trovato una nuova quadratura, Kelly Oubre Jr. non riesce a ritrovare la forma di inizio stagione e la caviglia di Otto Porter non promette bene.

Verosimilmente, Ben Simmons e il resto del roster potrebbero trovare sul proprio cammino i difficili Milwaukee Bucks. E' vero, l'ottavo posto è un magro risultato per i Bucks, ma la scorsa postseason può far ben sperare i tifosi, date le prestazioni monstre di Giannis Antetokounmpo, tra l'altro anche migliorato nella stagione corrente. L'aggiunnta di Eric Bledsoe e la piena forma fisica di Jabari Parker sono inoltre delle opzioni in più per Milwaukee, che è una delle possibilità di accoppiamento più sfavorevoli per Philadelphia, se non la più sfavorevole.

In ultimo, anche l'opzione Cleveland Cavaliers è ancora viva. Forse sì, questa sarebbe la peggiore delle situazioni per i 76ers, che andrebbero ad affrontare la squadra di LeBron James senza il proprio All-Star. I Cavs sono la 29esima difesa della lega, quindi sarebbero comunque in difficoltà anche contro una Philadelphia non completa, ma sono il quinto miglior attacco anche senza Kevin Love, che aprirebbe il campo e corrisponderebbe ad un enorme punto interrogativo per qualsiasi centro che non abbia la rapidità di piedi che Joel Embiid ha.

In seconda battuta, poi, Cleveland ha partecipato alle ultime tre edizioni delle NBA Finals, dunque è molto più preparata, mentre i Sixers hanno un roster perlopiù inesperto, data la bassa età media dei giocatori. Lo sa bene ad esempio il giovane Dario Saric, che solo pochi giorni fa aveva rivelato ai media di voler evitare assolutamente il "mostro" LeBron James in postseason (clicca qui per l'approfondimento). 

La panoramica non è la più incoraggiante che ci sia, poiché l'infortunio di Embid arriva nel momento migliore della stagione di Philadelphia, ma anche un'eliminazione non fermerebbe la continua evoluzione della franchigia, che ha un chiarissimo e validissimo progetto a lungo termine. 

Se però la squadra riuscisse a passare il primo turno, nelle semifinali avrebbe un'arma in più: un Joel Embiid fresco di rientro, che si dovrebbe preoccupare solo di riprendere un'adeguata forma fisica per continuare a dominare i pitturati di tutta America. I presupposti per assistere ad una storia emozionante ci sono tutti, ora non ci resta che urlare tutti insieme: TRUST THE PROCESS!

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