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Finalmente NBA Awards!

L'ultimo capitolo di questa stagione è stato scritto assegnando gli ultimi premi della regular season!

Stefano Castiglia
26.06.2018 09:32

Stanotte, al Barker Hangar di Santa Monica, è stata scritta l'ultima pagina che ha chiuso il capitolo di questa magnifica regular season 2017/18 assegnando gli NBA Awards. Attenzione però, la valutazione dei giocatori va fatta valutando la stagione regolare, senza tenere conto delle prestazioni ai Playoffs. Andiamo ad analizzare e a scoprire i vincitori di questi premi.

  • Legenda stats:
  • ppg : punti per partita
  • rpg: rimbalzi per partita
  • apg: assist per partita
  • spg: palle rubate per partita
  • bpg: stoppate per partita
  • drp: rimbalzi difensivi per partita

SIXTH MAN OF THE YEAR

I candidati per vincere il premio che viene vinto dal miglior sesto uomo della stagione erano Eric Gordon (Houston Rockets), Lou Williams (Los Angeles Clippers) e Fred Van Vleet (Toronto Raptors)

Eric Gordon: 18 ppg, 2.5 rpg, 2.2 apg

Lou Williams: 22.6 ppg, 2.5 rpg, 5.3 app. 1.1 spg

Fred Van Vleet: 8.6 ppg, 2.4 rpg, 3.2 apg

Il playmaker dei Raptors poteva essere una new entry nell'albo d'oro di questo premio, a differenza degli altri due candidati che l'avevano già vinto negli anni precedenti (Williams 2014/15 e Gordon 2016/17).

Niente doppietta consecutiva per Eric Gordon, impresa riuscita solo due volte nella storia (Kevin McHale 83/84 e 84/85, Detlef Schrempf 9/91 e 91/92), il premio viene vinto dalla guardia dei Los Angeles Clippers, Lou Williams ottenendo il doppio dei voti sul secondo arrivato, la guardia dei Rockets.

 

MOST IMPROVED PLAYER OF THE YEAR

Victor Oladipo è sicuramente la sorpresa dell'ultimo anno. Già ai tempi dei Magic dava segni di un talento che prima o poi sarebbe esploso, per poi finire ai Thunder, dove non è riuscito a esprimersi al meglio. Grazie ad una stagione da vero trascinatore ad Indianapolis, il giocatore ha riscattato a pieno titolo la delusione patita ad Oklahoma City.

Gli altri due candidati erano Clint Capela (Houston Rockets) e Spancer Dinwiddie (Brooklyn Nets).

Victor Oladipo:

RS 2016/17 15.9 ppg, 4.3 rpg, 2.6 apg, 1.5 spg, 

RS 2017/18: 23.1 ppg, 5.2 rpg, 4.3 apg, 2.4 spg

Clint Capela:

RS 2016/17: 12.6 ppg, 8.1 rpg, 1.0 spg, 1.2 bpg

RS 2016/17: 13.9 ppg, 10.8 rpg, 0.9 spg, 1.2 bpg

Spancer Dinwiddie: 

RS 2016/17: 7.3 ppg, 2.8 rpg, 3.1 apg

RS 2017/18: 12.6 ppg, 3.2 rpg, 6.6 apg

Come possiamo evincere dalle statistiche, la guardia dei Pacers ha distrutto la concorrenza, meritando così il premio. Nella tabella sottostante, ha dominato anche nelle votazioni.

COACH OF THE YEAR

Per Dwane Casey questo premio equivale a togliersi un macigno dalla scarpa e non un semplice sassolino, dopo esser stato esonerato dalla dirigenza dei Raptors. Casey ha tirato fuori il meglio di se e hatrasformato la realtà canadese in una vera contender. Miglior record nella storia dei Raptors in una regular season (59-23) e secondi assoluti in tutto il campionato, dietro solo agli Houston Rockets. Ora è in forza ai Detroit Pistons, riuscirà a fare un'altra magia come successo fino ad ora? 

Chapeau anche agli altri due avversari, Quin Snyder (Utah Jazz) e Brad Stevens (Boston Celtics). Per il primo, stagione perfetta con i suoi Jazz, centrato l'obiettivo Playoffs nonostante nel mese di gennaio, la franchigia di Salt Lake City sembrava destinata ad una corsa nella Lottery Draft (10° posto nella Western Conference).

Brad Stevens, un futuro genio della pallacanestro, sicuramente saprà dare tantissimo a questo sport ma è altrettanto sfortunato. Dopo neanche 5 minuti dallo scoccare della prima partita di questa regular season perde Gordon Hayward per tutta la stagione, mentre a marzo, la stessa sorte è toccata a Kyrie Irving. Nonostante le proibitive condizioni del proprio roster, il tecnico biancoverde è riuscito ad ottimizzare le forze a propria disposizione, forgiando nel momento di maggiore difficoltà, dei talenti pronti a calcare la pesante scena dei Playoffs con un'innaturale maturità cestistica. I vari Jayson Tatum, Terry Rozier III e Jaylen Brown sono la miglior espressione delle capacità gestionali di Stevens.

DEFENSIVE PLAYER OF THE YEAR

Forse il premio più incerto, anche se dalle votazioni non sembrerebbe. Rudy Gobert vince questo premio sbarazzandosi dalla concorrenza di due grandissimi pivot: Joel Embiid e Anthony Davis.

Rudy Gobert: 2.3 bpg, 0.8 spg, 7.8 drpg

Joel Embiid: 1.8 bpp, 0.6 spg, 8.7 drpg

Anthony Davis: 2.6 bpg, 1.5spg, 8.6 drpg

 

Possiamo notare che dalle statistiche difensive, il monociglio dei Pelicans domina sovrano rispetto ai suoi avversari, in netta contrapposizione alla centralità di Rudy Gobert nell'efficacia difensiva dei sui Utah Jazz.

Difatti, quando il numero 27 della franchigia di Salt Lake City è stato costretto a saltare la bellezza di 26 partite a causa di un infortunio, le vittorie sono calate drasticamente: Utah ha vinto il 66% delle partite con il francese in campo, mentre la percentuale di vittorie scende a 42% senza l'apporto del pivot transalpino.

ROOKIE OF THE YEAR

Forse il premio più divertente da assegnare. Ci sarebbe da fare un articolo intero sul persistente testa a testa  generato nel corso della stagione tra Simmons e Mitchell, mentre Tatum lavorava silenziosamente nell'ombra per ricamarsi il proprio spazio tra le fila dei Celtics.

Anche questo premio non era affatto facile da assegnare, viste le sorprendenti prestazioni da parte dei tre rookie, soprattutto quando a influenzare il voto dei giornalisti era la questione che Simmons stava svolgendo il suo secondo anno nella lega

Ben Simmons: 15.8 ppg, 8.1 rpg, 8.2 apg, 1.7 spg

Donovan Mitchell: 20.5 ppg, 3.7 rpg, 3.7 apg, 1.5 spg

Jayson Tatum: 13.9 ppg, 5 rpg, 1.6 apg, 1.0 spg

Come possiamo vedere dalle statistiche, Mitchell ha la meglio solo nella media punti segnati per partita, mentre nel resto comanda solamente Simmons. I due rookie di Philadelphia e di Utah, nonostante il forte sprito di competizione perdurato per tutta la stagione, hanno dato prova della grande sportività che intercorre nella lega grazie ad un sentito siparietto messo in scena qualche istante prima della premiazione, grazie ad un abbraccio in mondovisione dedito a spegnere l'astio mediatico generato dal confronto impari.Spesso i media statunitesi si sono divisi sul reale status di Simmons, classificato come rookie nonostante la propria presenza nel Draft 2016 (prima scelta assoluta). Evenienza generata dall'infortunio subito dal numero 25 dei Sixers nel corso della Summer League del 2016, evento che ha costretto ai box il talento australiano per l'intera stagione, posticipandone l'esordio nella regular season 2017/18.

MOST VALUABLE PLAYER

Una favola con un lieto fine. Da terzo violino dei famosi Thunder delle Finals contro gli Heat del Re a MVP della lega. Da esser scartato per far posto a Ibaka ad albero maestro di questi Rockets, franchigia che ha primeggiato nel corso della regular season 2017/18. Dopo che la dirigenza ha saputo trovargli un giusto compagno nel backcourt, Chris Paul, The Beard ha saputo esprimersi al meglio in questa squadra e in questo campionato. Sbarazzata la concorrenza di Lebron James e Anthony Davis, entrambi reduci da una stagione da stelle assolute della NBA.

James Harden: 30.4 ppg, 5.4 rpg, 8.8 apg, 1.8 spg

Lebron James: 27.5 ppg, 8.6 rpg, 9.1 apg, 1.4 spg

Anthony Davis: 28.1 ppg, 10.3 rpg, 1.9 apg, 1.3 spg, 2.4 bpg,

Nemmeno quest'anno un giocatore dal ruolo di pivot è riuscito a vincere il premio di miglior giocatore ma siamo sicuri che prima o poi Anthony Davis ci arriverà. Mentre Lebron nemmeno quest'anno riesce a raggiungere i mostri sacri di Michael Jordan e Bill Russell, rimanendo fermo a quota 4 MVP vinti.

 

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