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#INFERMERIA: Cosa succederebbe se Curry non tornasse in tempo per i playoffs?

Golden State si interroga sul futuro del proprio playmaker dopo l'ennesimo infortunio patito dal numero trenta

24.03.2018 17:50

Dopo essere stato assente per sei partite, il ritorno di Stephen Curry sembrava poter rappresentare un punto di svolta morale definitiva per la stagione dei Golden State Warriors, colti ultimamente da numerosi infortuni e difficoltà inaspettate. Le assenze di KD, la pessima prestazione di Draymond Green e l'infortunio di Thompson erano ormai viste quasi come un malessere nell’ambiente Warriors. Ostacoli comunque del tutto relativi, visto la mole di talento presente nel roster di coach Steve Kerr.

Eppure in questa stagione le difficoltà non stanno di certo mancando e si sommano adesso al teso avvenire legato a Stephen Curry. Nella partita del ritorno in campo, il numero trenta aveva segnato 29 punti in 25 minuti contro gli Atlanta Hawks. Una ghiotta occasione per ridimostrare la supremazia della franchigia della Baia. Gli Dei del basket hanno però fatto in modo che JaVale McGee cadesse su Stephen Curry, costringendo così il giocatore a lasciare il campo a causa di un evidente problema al ginocchio sinistro. Gli esami strumentali svolti in giornata hanno infatti evidenziato una possibile lesione del legamento collaterale mediale del ginocchio del numero trenta dei Dubs.

Una vera e propria beffa del destino se si pensa che, nonostante i vari problemi alla caviglia destra, Curry era comunque apparso in forma smagliante nella partita vinta contro gli Atlanta Hawks (incontro terminato 94 a 106). Questo nuovo ed inaspettato infortunio però, a differenza del recente risentimento alla seppur debole caviglia, sembra poter pregiudicare la stagione del campione statunitense. C’è quindi da chiedersi se il mancato coinvoglimento della caviglia sinistra sia un bene o un male poiché Curry potrebbe patire dei risentimenti addirittura maggiori data la strutturale fragilità delle proprie articolazioni.

Certamente tutti questi “piccoli” infortuni non fanno bene all’ambiente Warriors, su cui adesso aleggia il dubbio di come e quando Curry rientrerà sul parquet (lo staff medico di Golden State lo rivaluterà tra 3 settimane). Se infatti la gravità dell’infortunio dovesse essere maggiore, ecco che potremmo avere dei playoffs ben diversi da come ce li aspettavamo 24 ore fa. Cosa succederebbe, infatti, se Curry non dovesse tornare in tempo per l’inizio dei playoffs o non in forma smagliante come lo è stato fino ad oggi? Una qualsiasi franchigia della Western Conference nella postseason potrebbe ora, mettere ancor più in difficoltà i GSW e stravolgere il panorama NBA rendendolo più incerto. Gli Houston Rockets vi dicono qualcosa?

Senza Curry, grande accentratore delle difese avversarie, lo sforzo degli Warriors dovrà aumentare notevolmente nei mesi caldi della stagione ed a quel punto il fattore stanchezza potrebbe diventare determinante per le sorti della stagione dei campioni in carica, soprattutto se dovesse sopraggiungere lo scontro con gli Houston Rockets, pronti come degli avvoltoi ad approfittarne.

Inoltre la persistente convivenza con degli infortuni reiterati, può corrompere mentalmente le prestazioni e le decisioni in campo di un qualsiasi giocatore, come avvenne ad esempio nelle Finals del 2016, quando lo stesso Curry venne frenato dall'infortunio alla caviglia subito in maniera fortuita contro i Portland Trail Blazers. Che siano cambiate dunque le probabilità di vittoria dei Golden State Warriors?

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