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Tutta la grandezza di Brad Stevens

17.11.2017 19:54
Nel corso della stagione NBA, una partita rappresenta, appunto, una semplice e sola partita ed ha quindi il medesimo valore di tutte le altre 81. Almeno sulla carta. Questa notte infatti, i ragazzi del fantastico Brad Stevens hanno sconfitto i campioni in carica ottenendo la quattordicesima vittoria consecutiva. Prima di questa striscia di vittorie, ancora aperta, nessuno si sarebbe mai aspettato una risposta così convincente ed effettiva, soprattutto dopo la perdita di Gordon Hayward che non potrà calcare il campo per il resto della stagione. In realtà Hayward è stato e sarà un tifoso privilegiato e importante in quel di Boston, tuttavia il vero fattore di queste vittorie è il coach: Brad Stevens. L'ex allenatore di Butler sta compiendo qualcosa che per molti è irrealizzabile, attraverso un atteggiamento pragmatico e che non lo porta ad essere un severo insegnante bensì un compagno di vita. Stevens infatti è riuscito a tenere alto il morale nello spogliatoio, consegnando, giorno dopo giorno, nuove "Mission" che i suoi ragazzi devono adempiere. La forza di questo allenatore  sta proprio nel fatto di poter migliorare non solo il gioco dei professionisti a disposizione bensì la mentalità e la resilienza dei giocatori che allena. Sono eclatanti infatti i match contro Charlotte, OKC e GSW in cui i Celtics riuscirono a recuperare più di 16 lunghezze di scarto o a vincere, come nel caso di San Antonio di cui abbiamo già parlato, contro squadre altrettanto organizzate. Una mentalità che Brad Stevens ha potuto iniziare a costruire soltanto un mese esatto fa, quando i Celtics vedevano il loro sogno infrangersi "in un istante" a causa di quel maledetto infortunio. Se in un primo momento, nelle menti dei giocatori, tutti i sogni e le speranze sono state cancellate e spazzate via ecco che Stevens è riuscito ad eliminare quel "what if " che invece accompagnerà tutti i tifosi dei Celtics da qui fino alla prossima primavera. Tutto questo non significa assolutamente che i Celtics abbiano eliminato dalle loro menti il loro numero 20, anzi tutto il contrario. La figura di un Gordon Hayward in una lenta riabilitazione è impressa indelebilmente nei pensieri dei giocatori che però sono spronati e confortati da Brad Stevens nell'eventualità di migliorare per poi riabbracciare Hayward stesso e poter finalmente realizzare qualcosa di concreto.
"Questo è un gruppo di ragazzi speciali. Un gruppo di ragazzi che è riuscito a restare unito, in un momento di massima difficoltà. Questi ragazzi sono resilienti."
E' con queste parole con cui Brad Stevens suona la carica dopo la vittoria al TD Garden contro i campioni in carica dei GSW e cerca di far capire ai propri giocatori che rimanere in questa condizione, più psichica che fisica e cestistica, sarà la causa dei futuri successi che i Celtics potranno ottemperare. Brad Stevens però è consapevole del fatto che la grande capacità difensiva che egli ha impresso alla propria squadra può generare nei giocatori una smisurata voglia di combattere e, come sottolineato dalle stesse parole di Brad, di restare uniti. L'unità di questo gruppo, tanto giovane quanto affiatato, si può constatare nella difesa dei biancoverdi in grado di leggere gli attacchi avversari e raggiungere una intesa conseguente che gli permette di cambiare sui blocchi in maniera meno dispendiosa e meno dannosa possibile. Non a caso infatti la difesa di questi Celtics è la migliore della Lega, con 95.9 punti subiti a partita, e cattura 47.9 rimbalzi totali in 48 minuti. La strada che però si snoda verso i successi ricercati è lunga ed impervia, e questo Brad Stevens lo sa bene. La squadra è fin troppo giovane per poter mantenere alcuni parametri e livelli di gioco per tutta la stagione e anche per la post-season. L'esperienza però di lottare in un ambiente caldo e difficile come quello dei playoffs non potrà che far maturare questa giovane squadra, in attesa di quel Gordon Hayward che manca per raggiungere gli obiettivi prefissati questa estate.

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