New Orleans Pelicans

Il vero DeMarcus Cousins riparte da Sacramento?

Guido Boldoni
27.10.2017 16:57
Tratto da una storia vera" diremmo se fossimo a Hollywood: DeMarcus Cousins ha vinto contro la sua ex squadra sfoderando una prestazione megagalattica da miglior centro della NBA. 41 punti, 23 rimbalzi (8 d’attacco) e 6 assist in 44 minuti sul parquet senza Anthony Davis fuori per infortunio (clicca qui). I Pelicans, estremamente deludenti in questo inizio di stagione, stanotte hanno dato un messaggio forte trascinati da Boogie. Facciamo un passo indietro e precisamente alla passata stagione: Cousins dopo aver lasciato Sacramento si era scagliato contro la società e nonostante, di fatto, la sua avventura fosse giunta al termine, ha versato lacrime di tristezza dicendo ai fans: Sacramento è la mia città perché: "Lo avevano accolto come un figlio e lo avevano fatto diventare uomo".  In realtà non tutti avevano un'idea precisa di che piega stesse prendendo la carriera del campione che aveva iniziato la stagione collezionando vari falli tecnici ed espulsioni palesando un nervosismo troppo evidente. Lo sviluppo tecnico del pivot ex Kentucky cresceva in maniera inversamente proporzionale rispetto al progetto di Sacramento poco chiaro fino appunto alla cessione della loro stella. Cousins era stato sempre critico contro la dirigenza, soprattutto in tema Draft, e alla fine il GM Divac si è legato al dito questo atteggiamento che delegittimava la sua posizione e non solo gli ha fatto terra bruciata attorno, ma lo ha scaricato quando lui meno se lo aspettavaCauley-Stein considerato il maggior talento dei lunghi era costretto ad arrangiarsi in una posizione non sua e la convivenza con Boogie ne stava limitando la crescita, prima dell’esplosione dell’Haitiano Labissiere, una delle migliori steal of the draft della passata stagione, oggi il "lungo lanciafiamme" dei Sacramento Kings. Dopo un finale di stagione non entusiasmante a New Orleans Cousins ha giocato a carte scoperte dicendo chiaramente alla stampa che il suo obiettivo quest’anno sono i playoffs e che la squadra ha tutte le potenzialità per raggiungerli nonostante i chiari limiti di profondità del roster e una concorrenza agguerrita nella Western Conference. Nel frattempo di vedere come andrà a finire la stagione, DMC prima della partita con Sacramento si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa, con dichiarazioni più che pesanti:
“Il mio più grande rimpianto è che quando ho avuto la possibilità di lasciare i Kings non l’ho fatto. Volevo rimanere fedele e vedere come andavano le cose anche se mi avevano già detto come sarebbe finita”.
Davanti ai giornalisti, Cousins ha rivelato che aveva avuto l’occasione di lasciare la squadra quando coach Karl divenne head coach, in una annata che poi si è rivelata disastrosa per uno spogliatoio i cui problemi finivano sui giornali un giorno si e l’altro pure. Ma nonostante queste parole, prima di entrare in campo, a Sacramento non si sono scordati di certo di lui e delle sue parole d'addio. DMC è stato infatti omaggiato con un’accoglienza da star, quasi commuovente, con tanti striscioni che inneggiavano a lui e tanti tifosi di tutte le età che urlavano il suo nome. Lui ha risposto sul parquet facendo quello che sa fare meglio: dominare e sicuramente non per dimostrare qualcosa ai suoi tifosi, ma ad una franchigia che gli ha voltato le spalle.
"Voglio diventare il suo mentore perchè in lui vedo il centro più forte della NBA"
Le parole di Kevin Garnett (forse) racchiudono quello che realmente è DeMarcus Cousins. Chi lo conosce bene inoltre dice che DMC non è assolutamente quello che appare, anzi è un ragazzo dal cuore d’oro sempre disponibile con gli amici e con i giovani. Noi ci crediamo sperando che quest’anno possa davvero arrivare alla postseason, suo sogno da anni, e naturalmente continuare a dominare!

Commenti

Lauri Markkanen: il rookie che ci stupirà tutti!
Lob City sogna in grande grazie al "nuovo" Blake Griffin!