Los Angeles Clippers

L'amara riflessione dei Clippers: Doc Rivers e DeAndre Jordan guardano altrove!

La mancata rivalutazione della Lob City sembra condannare il lavoro di coach Doc Rivers, gettando nella totale incertezza il futuro dei losangelini.

Antonello Brindisi
12.04.2018 14:15

Con il termine di una regular season caratterizzata dai tanti rimpianti sul parquet e dai continui stravolgimenti imposti dal mercato nel corso della stagione, il futuro dei Clippers sembra giunto ormai davanti all’inevitabile constatazione del proprio fallimento tecnico. Una pesante riflessione che pone ora la franchigia di Steve Ballmer davanti ad un insidioso bivio di mercato, gettare le basi per una massiccia rebuilding (facendo forza sull’eventuale mobilità salariale) o far leva sui propri punti di forza per rivalutare rapidamente il proprio futuro? La risposta al momento, secondo molti osservatori interni alla NBA, sembra propendere drasticamente verso un marcato rinnovamento generale.

Tra le tante vittime illustri di questa sanguinosa presa di coscienza destano una particolare attenzione i nomi di coach Doc Rivers e DeAndre Jordan. Un binomio che ad oggi, rappresenta la leadership tecnica e tattica della franchigia losangelina ma che, posta dinanzi alla prima esclusione dalla postseason dopo i fasti del 2011, sembra ora pronta a pagare il caro prezzo delle proprie responsabilità. Dopo aver ridotto la propria influenza nelle scelte di mercato (decisione presa circa un anno fa), Doc Rivers è pronto ad entrare nel suo ultimo anno di contratto sulla panchina dei Clippers, aprendo di fatto la concreta possibilità di un addio anticipato.

Secondo i vari osservatori NBA, l’enfasi e la cultura cestistica di Doc Rivers sembrano aver esaurito il proprio potere, costringendo così Steve Ballmer a salvaguardare il proprio futuro a lungo termine, scenario in cui l’ex tecnico dei Boston Celtics non sembra poter portare alcun benefico alla causa dei Clippers. L’unico deterrente al momento, sembra essere il rimanete stipendio da circa 10 milioni di dollari che la franchigia losangelina deve ancora versare nelle casse di Rivers per la stagione 2018/19.

Una decisione sofferta, scaturita inesorabilmente nonostante l’eccellente lavoro svolto dal tecnico americano nella crescita di un roster mutilato dagli infortuni (Patrick Beverley, Danilo Gallinari e Milos Teodosic sono stati costretti ad un lungo stop mentre De Andre Jordan e Austin Rivers sono riusciti a convivere maggiormente con i propri problemi fisici), con evidenti meriti nella rivalutazione di giocatori come Montrezl Harrell e Boban Marjanovic e nell’affermazione di giovani prospetti come Tyrone Wallace, Jawun Evans e C.J. Williams. A questi meriti si aggiunge inoltre il rapido inserimento di Tobias Harris e Avery Bradley nelle proprie rotazioni dopo il sorprendente addio di Blake Griffin.

Al momento, le maggiori tentazioni per coach Doc Rivers provengono dall’Eastern Conference, con il possibile contatto dei New York Knicks e degli Orlando Magic, due realtà agli albori di una rinascita, pronte a concedere la massima fiducia nell’esperto patriarca dell’Ubuntu Culture dopo il recente esonero dei rispettivi allenatori (Jeff Hornacek nella tarda mattinata e Frank Vogel nel corso di questo pomeriggio).

Piuttosto diversa è invece la situazione di stallo contrattuale vissuta da DeAndre Jordan (12.0 ppg, 15.2 rpg, 1.5 apg e 0.9 bpg in questa regular season). Il ventinovenne texano, oltre ad essere l’uomo-franchigia della propria squadra, rappresenta senza ombra di dubbio la principale variabile sulla flessibilità del salary cap a disposizione dei Clippers nella ricca Free Agency estiva del 2018.

Il giocatore appare al momento intenzionato ad utilizzare la clausola di opt-out presente sul proprio contratto, così da sondare il mercato dei Free Agent e poter incrementare il proprio stipendio fino ad un massimo salariale da 35 milioni di dollari all’anno. La scelta appena citata potrebbe quindi riaccendere la serrata corte di diverse franchigie NBA già pronte ad acquisire il giocatore prima della trade deadline di febbraio (Cleveland, Portland e Washington su tutte) ed attirare l’attenzione delle prestigiose realtà in piena rebuilding come i Los Angeles Lakers e i Dallas Mavericks.

Nonostante le tante possibilità di mercato, la dirigenza dei Clippers potrebbe comunque decidere di estendere il contratto di DeAndre Jordan così da imbastire una vantaggiosa trade nel corso della prossima stagione, consentendo quindi al giocatore di poter rivalutare il proprio contratto con la nuova franchigia con un triennale da circa 100 milioni. In entrambi i casi, la dirigenza losangelina potrebbe così liberare una grande fetta del proprio salary cap, massimizzando successivamente la propria scelta con l’addio di Milos Teodosic (la conferma di Wesley Johnson sembra aver convinto il campione serbo ad uscire dal proprio contratto, rinunciando ai 6.3 milioni garantiti nella prossima stagione) e Austin Rivers (il quale andrebbe a terminare il proprio rapporto come conseguenza dell’addio di Doc Rivers).

Steve Ballmer si vede quindi costretto a prendere rapidamente la propria decisione, così da evitare che la propria franchigia cada definitivamente nell’ostico limbo della NBA. Vedremo se la dirigenza dei Los Angeles Clippers sarà capace di designare il prossimo futuro rivalutando il percorso intrapreso ad ottobre o se sarà dunque costretta a chiedere la testa dei propri leader per incidere una linea di demarcazione con il passato e ripartire da zero.

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