Ovest

Tom Thibodeau ed i soliti noti: un problema da non sottovalutare

09.12.2017 11:50
I Minnesota Timberwolves hanno disputato una grande stagione fino ad ora, con un record più che positivo di 15-11 ed un quarto posto ad Ovest che fa bene sperare anche in ottica playoffs. Oltre a questo, la squadra si è rinforzata tanto e dispone di molti giocatori di talento, quindi anche sulla carta può ambire a ottimi traguardi. Ma è proprio quest'abbondanza di giocatori ad avere sollevato un problema di cui negli ultimi giorni si è discusso: giocano sempre gli stessi. L'head coach Tom Thibodeau infatti utilizza con continuità soltanto 8 giocatori del proprio roster, con ben 4 di essi (Karl-Anthony Towns, Jimmy Butler, Andrew Wiggins e Jeff Teague) ad essere addirittura nella classifica dei primi 10 giocatori con più minutaggio in NBA. E nel quintetto di partenza non c'è nessuno sotto i 33.2 minuti di impiego di media, mentre tra i panchinari più utilizzati risultano i nomi di Jamal Crawford, Nemanja Bjelica e Gorgui Dieng. Questo è un problema che affonda le sue radici tempo addietro: già ad ottobre infatti, prima che la stagione iniziasse, si era discusso di questa abbondanza di scelte soprattutto nel frontocurt, con più giocatori per soli due posti disponibili (da centro e ala grande). Thibodeau si era detto contento della vasta gamma di opzioni, dichiarando:
"E' buono per tutti, e hai bisogno di tutti, ma penso che questo ti aiuti [...] penso che la competizione sia salutare e ci condurrà al livello successivo, penso sia un bene".
L'ottimismo autunnale ha lasciato il posto ai problemi del presente: i Timberwolves stanno disputando un ottimo campionato, ma alla lunga la testardaggine del proprio allenatore rischia di lasciare a secco delle macchine importanti, come ad esempio Jimmy Butler, che ha già ammesso di sentire un po' di stanchezza ma di essere abituato a questo trattamento. Infatti il giocatore era già stato allenato ai Chicago Bulls da coach Thibodeau, e gli era stato riservato lo stesso minutaggio elevato (quasi 40 minuti). Oltre alla stanchezza dei singoli atleti, questa gestione rischia di spaccare lo spogliatoio tra chi ha un impiego eccessivo e chi non vede mai il campo, e alcune voci già parlano di un clima non proprio benevolo verso Karl-Anthony Towns, accusato di scarso impegno. La stella di Piscataway infatti è un caso molto particolare: tra i centri NBA è quello ad avere percorso più chilometri di tutti (59.5 miglia) staccando anche di parecchio Andre Drummond in seconda posizione (fermo a 51.9), ma fatica ad entrare a pieno regime nei meccanismi di squadra, prendendo pochi tiri, toccando poche volte il pallone e difendendo male. I risultati per adesso sembrano ancora dare ragione all'ex allenatore dei Chicago Bulls, ma la spia è già entrata in riserva e se non si permetterà ai giocatori in panchina di vedere il terreno di gioco, i titolari non riusciranno a rifornirsi e il rischio di arrivare a fine stagione senza carburante sarà elevato.

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