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L'evoluzione dei numeri primi, firmata Golden State Warriors

28.10.2017 08:48
Tanto tempo fa la pallacanestro di cui potevamo godere era quasi esclusivamente quella che ci vedeva protagonisti nel campetto sotto casa, o quella a cadenza settimanale se eri un aristocratico che disponeva di una squadra che difendesse i colori della propria città. Da li si è passati ad una fase lunare intercettando il segnale radio delle basi americane (di “buffiana” memoria) da cui si incominciava ad intuire che esisteva un mondo fatto di creature che con il genere umano c’entravano il giusto, per poi arrivare ai giorni nostri e alla tv, confermando anche visivamente il fatto che al di qua dell’oceano eccelliamo in molte cose, ma in quanto a supereroi, credo si possa affermare con serenità che sia solo e soltanto “roba” loro. Parallelamente al progredire di queste fasi, è cresciuta la nostra cognizione del Gioco e, come in un circolo virtuoso, con essa anche la quantità di informazioni su cui possiamo fare affidamento e farci un’idea più completa di quello che accade nei 28x15. Scendendo nel particolare, oggi andiamo a spulciare dei numeri per capire costi e benefici dei Golden State Warriors dal giorno in cui Kevin Durant ha deciso di offrire loro il suo umilissimo apporto. Per farlo è necessario uno step-back ai due anni che precedono il suo arrivo, all’inizio della saga Warriors-Cavs per intenderci. Al termine del biennio 2014/15 e 2015/16, la media dei possessi per 48 minuti (Pace Factor) è stata più o meno comparabile (rispettivamente 100.7 e 101.6), più rimarchevole invece la crescita della media punti per 100 possessi (OffRtg) passata da 109.7 a 112.5. Quest’ultimo dato è presto giustificato dal fatto che la stagione 2015/16 ha visto Curry e compagnia cantante terminare una Regular Season pressoché irripetibile con 73 vittorie (89%) e 9 sconfitte. Nei due anni in questione, i Warriors hanno visto salire anche il dato dei punti subiti per 100 possessi (DefRtg) del 3% circa (da 98.2 a 100.9). In entrambi i casi hanno raggiunto le Finals, vincendole nel primo e perdendole nel secondo (l’anno delle 73 vittorie). Cosa ha impedito il “repeat” a Steph e Klay? Sarà cambiata qualche tendenza difensiva? Forse dopo una RS così, hanno avuto un approccio un po’ troppo convinto? A volte i numeri non sono la risposta, a volte basta chiedere a quel tipo che sta nell’Ohio col numero 23 sulle spalle.
“E poi all’improvviso sei arrivato tu (Durant)".
Da quando KD si è trasferito nella Baia, possiamo confermare la crescita dei tre dati che abbiamo preso in considerazione finora, ovvero: Pace, OffRtg e DefRtg (102.2, 113.2, 101.1). Comprendiamo quindi che averlo in squadra comporta dei benefici - offensivi - e dei costi - offensivi - , perché sì aumentano i possessi, sì aumentano i punti realizzati, ma crescono anche quelli subiti. Questo non sta a significare che Golden State è diventata improvvisamente il “Titanic” della Western Conference, ma ci premuriamo di constatare che il gioco di Steve Kerr, fatto di una fase di transizione offensiva a dir poco feroce, fa sì che la palla in mano ci stia il minor tempo possibile e così facendo aumentano i tiri. Aumentando i tiri può aumentare la probabilità di segnarli, ma anche l’esatto opposto. Un rischio che vale la pena di correre visto lo starting five degli Warriors. Un gioco di questo tipo richiede una grossa forza di volontà a chi deve interpretarlo per presenza a rimbalzo offensivo e precisione più che rapidità fine a se stessa in transizione difensiva, perché se non ti accoppi nella maniera corretta, allora sì che rischi di prendere le sembianze di un Titanic! La tendenza a crescere di queste tre voci sembra confermarsi in questo inizio di stagione, nonostante sia stato disputato un numero ridicolo di partite. Analizzando il campione delle prime 6 gare, abbiamo né più né meno quanto segue: Pace (104.8), OffRtg (116.7), DefRtg (106.9). In conclusione possiamo affermare che ci stiamo dirigendo sempre più verso una pallacanestro votata al suo scopo primordiale e originario, fare canestro. Si richiedono essenzialità e scelte nette, per non dire semplici e se questo verrà messo in pratica, analizzeremo dei numeri probabilmente ancor più drastici. Per fare questo però c’è bisogno che il giocatore comprenda tale evoluzione, perché come diceva uno molto più saggio di noi:
“La vera abilità sta nel togliere, nello sfrondare”.
Marco Persichitti

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