San Antonio Spurs

Gregg Popovich esalta Damian Lillard: "Un fenomeno sottovalutato!"

Antonello Brindisi
09.01.2018 21:43
Nonostante Damian Lillard stia confermando stagione dopo stagione di essere diventato ormai una All-Star di sicuro valore per qualità, costanza e mentalità, la stella dei Portland Trail Blazers non è ancora riuscita a rivendicare a pieno titolo la totale consacrazione NBA. Anche quest'anno infatti, il talento da Oakland potrebbe ricevere l'ennesima bocciatura per il prossimo All-Star Game in programma dal 16 al 18 febbraio allo Staples Center di Los Angeles. Se questa previsione dovesse avverarsi, il talentuoso ventisettenne potrebbe così diventare il più grande "underdog" della storia recente della lega, collezionando così la terza esclusione "di lusso" dopo le aspettative del 2016 e del 2017. Una storia piuttosto complicata quella nata tra Damian Lillard e l'Olimpo della NBA, divenuta ormai una mera "questione d'orgoglio" per il numero zero dei Trail Blazers. Molto probabilmente le numerose esclusioni sono dovute soprattutto all'agguerrita concorrenza nello spot di point guard occorsa negli ultimi anni per il quintetto della Western Conference. A fronte di sei posti disponibili, Lillard deve infatti superare profili del calibro di Stephen Curry, James Harden, Russell Westbrook, Klay Thompson e Chris Paul: degli avversari certamente ostici da scavalcare nelle preferenze del pubblico. Le votazioni si chiudono il 15 gennaio e di certo, il nuovo metodo di scelta dei titolari da parte dei due capitani, cambierà le "carte in tavole" rispetto alle edizioni degli ultimi anni. Nonostante la notorietà dei propri avversari, Damian Lillard può comunque vantare l'ennesima grande stagione a proprio carico (24 ppg, 4.8 rpg, 6.3 apg, 1.1 spg e 0.5 bpg in questa stagione, tutte le statistiche rappresentano il career high per il giocatore). A dare manforte al talento dei Portland Trail Blazers è Gregg Popovich (leggendario head coach dei San Antonio Spurs) che, in contrapposizione al classico low-profile utilizzato dall'allenatore nel rapporto con i media, ha letteralmente "consacrato" Dame con delle "parole al miele" che risuonano come un vero e proprio sponsor per la corsa al tanto desiderato All-Star Game:
"Lillard è un giocatore incredibile, sicuramente una delle migliori guardie della NBA. Credo che sia il giocatore più sottovalutato degli ultimi anni. In questi anni ha dimostrato intelligenza cestistica e un grande istinto per la vittoria. Possiede sia le qualità del campione che la giusta fame di successi: un vero campione per tenacia e tecnica. Certo la selezione per l'All-Star Game è sempre più complicata ed accontentare tutte le parti in causa risulta spesso impossibile ma di certo, lui è uno dei principali candidati ad uno spot secondo il mio giudizio. Come sempre ci saranno numerose discussioni interne riguardo la selezione dei giocatori ma in ogni caso, il risultato finale garantirà un grande spettacolo".
Damian Lillard è probabilmente il principale artefice del record positivo dei Portland Trail Blazers (21-18, sesto posto nella Western Conference), trascinatore della franchigia dell'Oregon con giocate spettacolari sul parquet ed un carisma da leader assoluto nelle gerarchie interne della squadra. A porre un serio dubbio sulla partecipazione dell'astro di Portland all'All-Star Game sono piuttosto i ripetuti problemi fisici manifestati recentemente dal giocatore, costretto a saltare diverse partite a causa di un infortunio al tendine del ginocchio destro. Come se non bastasse, nella partita giocata venerdì notte al Moda Center contro gli Atlanta Hawks (partita vinta dai padroni di casa con il punteggio di 110 a 89), il giocatore ha accusato un affaticamento al polpaccio destro: problema che costringerà Dame a saltare anche la sfida in programma questa sera alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City. Vedremo se Damian Lillard riuscirà a tornare sul parquet prima del previsto, così da conquistare con merito quella partecipazione all'All Star Game che manca ormai dal 2015. Portland spera così di poter sfruttare "l'onda della rivalsa" dell'ambizioso fuoriclasse, pronto a sconfiggere definitivamente la propria "chimera" e a conquistare un posto nell'elite della NBA.

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