Golden State Warriors

#INFERMERIA: Warriors in difficoltà, si ferma anche Kevin Durant!

Dopo Stephen Curry e Klay Thompson i Dubs perdono anche KD

Antonello Brindisi
17.03.2018 05:37

I reiterati infortuni patiti recentemente dai Golden State Warriors sembrano aver inesorabilmente condizionato il rush finale dei campioni in carica, costretti ora a rinunciare anche a Kevin Durant per il resto della regular season. Dopo i forfait forzati di Stephen Curry e Klay Thompson, lo scacchiere tattico di coach Steve Kerr si vede costretto a rinunciare anche alle prestazioni del numero trentacinque, lasciando così il via libera all'egemonia degli Houston Rockets nella classifica generale della NBA (franchigia attualmente al comando della lega con un differenziale di 2.0 nei confronti dei Dubs).

Dopo aver rimediato un colpo fortuito nella sezione centrale della gabbia toracica nel corso del primo tempo disputato contro i Los Angeles Lakers (partita vinta da Golden State con il punteggio di 117 a 106), Kevin Durant aveva regolarmente preso parte alla seconda parte dell'incontro, destando così un erroneo sentore di ottimismo. La risonanza magnetica a cui si è posto successivamente il giocatore ha infatti evidenziato uno scenario ben più grave di quanto ipotizzato precedentemente.

Quella che sembrava essere una semplice contusione costale sembra invece essersi trasformata in una ben più grave micro-frattura costale multipla. Il referto emanato dallo staff medico dei californiani non lascia quindi alcuna speranza ad un celere recupero del fuoriclasse statunitense, costretto ora a monitorare quotidianamente il proprio recupero per evitare delle nuove complicazioni in vista dei Playoffs. Per quanto possa sembrare paradossale, i tanti tifosi dei Warriors possono comunque sorridere davanti all'eventualità, ormai scongiurata, di un complicato intervento chirurgico (il decorso post-operatorio avrebbe azzerato le possibilità di recupero in vista della postseason).

Kevin Durant dovrà comunque restare fermo per almeno 20 giorni, anche se probabilmente i tempi di recupero saranno precauzionalmente allungati dallo staff medico dei californiani. Memore di quanto accaduto mercoledì sera, Steve Kerr avrebbe infatti richiesto una particolare attenzione nella tabella di recupero stilata per le proprie All-Star. Non bisogna dimenticare che oltre a KD, anche Stephen Curry (alle prese con l'ennesima distorsione alla caviglia destra) e Klay Thompson (frattura del pollice destro, il recupero sarà valutato definitivamente il 22 marzo) sono fermi ai box a causa di due infortuni piuttosto complicati.

La priorità dei Dubs è senza dubbio riposta nella ricerca di una condizione fisica ottimale in vista dell'immenso carico di pressione che li attende al varco della postseason. Con un record all'attivo di 16 vittorie ed 1 sconfitta nei precedenti PO, i californiani non possono certo deludere le aspettative, vedendosi quindi obbligati a bissare il successo ottenuto nella stagione 2016/17. Golden State deve quindi fronteggiare un nemico insidioso nella corsa contro se stessa.

La minaccia principale è ovviamente riposta nelle Finali di Conference, atto in cui gli uomini di Steve Kerr dovranno arginare (secondo i pronostici) l'estro offensivo degli Houston Rockets, legando così la propria sorte al talento offensivo dei propri Big Three. Nonostante una stagione chiusa anticipatamente con la media, comunque eccellente, di 26.6 ppg, 6.8 rpg, 5.4 apg e 1.9 bpg, la stagione di Kevin Durant sembra pronta ad offrire l'ennesima prova di maturità nella nuova dimensione cestistica raggiunta dal campione degli Warriors (clicca qui per saperne di più). Vedremo se il numero trentacinque saprà oltrepassare le difficoltà patite dal proprio fisico, raggiungendo cosi la vittoria più complicata, confermare il proprio dominio nella NBA.

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