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All-Star Game 2018: ecco tutte le scelte di James e Curry!

Antonello Brindisi
26.01.2018 09:09
A poco più di un mese dal tanto conclamato All-Star Game 2018 in programma a Los Angeles dal 26 al 28 febbraio, il nuovo regolamento per la selezione dei quintetti titolari da parte dei due capitani (clicca qui per saperne di più) ha da poco decretato i roster che si fronteggeranno nella consueta "partita delle stelle" posta a conclusione del folcloristico weekend. I protagonisti principali di questa storica selezione sono stati LeBron James e Stephen Curry (clicca qui per saperne di più) che, come due capitani nelle sfide al campetto, hanno scelto a turno ogni singolo membro della propria squadra. Come previsto dai media americani, le decisioni dei due campioni NBA hanno "infiammato" gli animi dei tifosi regalando un mix di emozioni contrastanti tra delle conferme ampiamente predette e degli autentici colpi di scena. Un fattore randomico piuttosto inconsueto per la tradizione della National Basketball Association, pronta a scommettere sull'eccellente riuscita del nuovo format di scelta. Il principale beneficiario di questa "rivoluzione della tradizione" sarà senza dubbio lo spettacolo sul parquet che, date le premesse, rappresenterà il background perfetto per i numerosi intrecci personali generati dalle scelte di James e Curry. Il numero ventitre dei Cleveland Cavaliers ha "mosso gli scacchi" per primo (decisione scaturita dal maggior numero di voti incassati rispetto al numero trenta dei Dubs, 1.622.838 a 1.369.658), chiamando immediatamente l'astro dei Golden State Warriors Kevin Durant e, tra lo stupore di molti, Kyrie Irving (Boston Celtics), subito seguito dalle "colonne portanti" dei New Orelans Pelicans, DeMarcus Cousins ed Antonhy Davis, creando così uno starting-five in perfetto equilibrio tra un immenso strapotere fisico e un altrettanto affinato killer instinct. Anche Stephen Curry ha optato per una perfetta contrapposizione tra atletismo e istinto cestistico, caratteristiche in egual modo racchiuse nella figura del dirompente Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks), prima chiamata del playmaker dei Golden State Warriors, a cui si sono susseguiti l'asso degli Houston Rockets James Harden, il "King of the North" DeMar DeRozan (Toronto Raptors) e il leader emotivo dei Philadelphia 76ers Joel Embiid. Selezionati i due quintetti titolari, i due capitani hanno successivamente completato i propri roster utilizzando il medesimo schema di "chiamata a turno" in un "testa a testa" che ha in parte rivelato le capacità manageriali dei due campioni. Anche in questa fase non sono certo mancati i colpi di scena, considerando la presenza di "personalità importanti" come Russell Westbrook, Klay Thompson e Draymond Green.

Team LeBron James:

  • Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder)
  • Kristaps Porzingis (New York Knicks)
  • John Wall (Washington Wizards)
  • LaMarcus Aldridge (San Antonio Spurs)
  • Victor Oladipo (Indiana Pacers)
  • Kevin Love (Cleveland Cavaliers)
  • Bradley Beal (Washington Wizards).
Naturalmente le tanto intricate quanto interessanti reunion presenti nel Team James hanno subito destato l'attenzione mediatica dell'intera NBA, fortemente interessata agli inevitabili sviluppi del rapporto tra lo stesso LeBron James e l'amico/nemico Kyrie Irving, oltre che ad un eventuale segno di "disgelo" nella rivalità tra Kevin Durant e Russell Westbrook. A questi casi di "scontro emotivo" si contrappone la "missione di reclutamento" di John Wall verso l'amico fraterno DeMarcus Cousins, così da trasformare (in un ipotetico big three con Breadley Beal) gli Washington Wizards in una reale contender per il titolo NBA: chissà che l'All-Star Game 2018 non rappresenti per Boogie il preludio di un nuovo trasferimento "in corso d'opera". Team Stephen Curry:
  • Klay Thompson (Golden State Warriors)
  • Karl-Anthony Towns (Minnesota Timberwolves)
  • Al Horford (Boston Celtics)
  • Damian Lillard (Portland Trail Blazers)
  • Draymond Green (Golden State Warriors)
  • Jimmy Butler (Minnesota Timberwolves)
  • Kyle Lowry (Toronto Raptors).
Anche il Team Curry sembra poter offrire degli interessanti "intrecci di leadership" come quello offerto dal dualismo tra Stephen Curry e James Harden nell'interpretazione del gioco o il "faccia a faccia" imminente tra Joel Embiid e Karl-Anthony Towns dopo il fatidico confronto sui social network lo scorso dicembre. Un occhio di riguardo dovrebbe essere destinato anche a Damian Lillard, giocatore più che determinato a vivere da assoluto protagonista questo All-Star Game faticosamente conquistato dopo le "scottanti" esclusioni degli ultimi anni. Date le premesse, l'All-Star Game in programma nell'ultima settimana di febbraio a Los Angeles sembra voler abbattere qualsiasi record precedentemente stabilito, garantendo uno spettacolo al pari della fama mondiale di cui gode La Città degli Angeli. Vedremo se, costellati dagli innumerevoli rumors di mercato, i tanti campioni presenti all'evento utilizzeranno questi 3 giorni per porre le basi necessarie a far nascere nuove alleanze e dimenticare i vecchi rancori.

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