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Opening Night: le partite da non perdere!

Finalmente sta tornando la NBA, e ci regalerà fin da subito forti emozioni e imperdibili partite

Riccardo Poletto
13.10.2018 16:09

L'abbiamo aspettata per più di 4 mesi, e ora è alle porte: l'opening night della stagione 2018/2019 avrà luogo nella notte tra il 16 e il 17 ottobre. Già da tempo la National Basketball Association ha rivelato i primi impegni delle squadre più attese, e mai come quest'anno bisogna fare molta attenzione sin dai primi incontri per toglierci dalla testa i tantissimi punti di domanda che quest'estate ci ha lasciato e per farci un'idea di quello che il resto dell'annata ci potrebbe riservare.

Di seguito cerchiamo di rispondere alle due domande che sorgono spontanee in questo caso: quali partite guardare? E perché?

La stagione comincerà il 16 ottobre con i Boston Celtics che ospiteranno gli attesissimi Philadelphia 76ers, chiamati all'anno della consacrazione. Questa partita potrebbe fin da subito darci un'idea su come saranno gli equilibri ad ovest: dopo la partenza di LBJ con direzione Los Angeles, che ha lasciato un vuoto considerevole sulla costa atlantica, proprio i biancoverdi e i Sixers sono pronti a prendersi la corona, forti di due roster profondi e giovani.

Dalla sua, Philadelphia non ha più Marco Belinelli, che l'anno scorso era stato più che decisivo durante i playoffs partendo dalla panchina, ma può vantare un Ben Simmons in inesorabile ascesa (e con ampi margini di miglioramento) insieme ad un ormai solido Joel Embiid e ad una second unit di tutto rispetto capitanata da Markelle Fultz, che deve ancora dimostrare alla lega di cosa è capace.

Boston, infortuni permettendo, è finalmente al completo: non siamo mai riusciti a godercela così dato l'incidente che ha costretto Gordon Hayward ai box proprio durante l'opening night dello scorso anno. Con l'entusiasmo e la prorompenza dimostrati dai giovani l'anno scorso e con l'aggiunta di un Kyrie Irving in salute, si può dire tranquillamente che i Celtics sono ampiamente candidati al titolo.

Dopo questo esordio, sarà la volta dell'incognita Oklahoma City Thunder che andrà a trovare i campioni in carica, i Golden State Warriors. La rivalità tra le due franchigie è ormai cosa nota, e sarà quindi interessante vedere come le due squadre si comporteranno messe l'una di fronte all'altra quest'anno. La partita non è affatto scontata, dato che la fisicità di Oklahoma ha sempre messo in difficoltà i ragazzi di coach Kerr, chiamati però a vincere data la superiorità tecnica.

I Thunder vivranno l'attesa della prima partita con un dubbio pesantissimo: Westbrook sì o Westbrook no? Russell è reduce da un'operazione al ginocchio, e le sue condizioni non sono ancora delle migliori: si sta allenando con contatti controllati, e non è affatto sicuro che recupererà per la prima partita. L'alternativa al numero 0 c'è, è arrivata in estate e si chiama Dennis Schroder, che potrebbe avere immediatamente la prima possibilità di mettersi in mostra su un palcoscenico più alto del solito. E di fianco a questi c'è anche Paul George, impaziente di riscattarsi da un anno giocato al di sotto delle proprie possibilità.

Di fronte a tanta voglia di rivincita, ci sarà tanta voglia di ri-vincere: i Golden State Warriors non hanno intenzione di fermarsi. Lo stesso Draymond Green ha detto che solo l'avanzare degli anni, se tutti i fenomeni dovessero rimanere insieme, li potrà fermare. Non servono di certo presentazioni per quelli della Baia, tranne che per il nuovo arrivato: non ci sarà martedì notte, ma DeMarcus Cousins vuole che si sappia che sta facendo di tutto per riprendersi il prima possibile. L'unica possibilità di sconfitta per gli Warriors è l'autodistruzione, che a volte i gialloblù hanno dimostrato di non saper controllare. Succederà così anche nel primo impegno stagionale? 

L'ultima partita che ci sentiamo di raccomandare caldamente è la prima di LeBron in purple-and-gold: Los Angeles Lakers contro Portland Trail Blazers. Tra le due squadre ce n'è palesemente una più interessante dell'altra, ma mai sottovalutare quella che negli ultimi anni è stata la mina vagante dell'ovest.

I Lakers, però, hanno tutto un altro fascino. Al di là dell'aspetto mediatico dell'estate losangelina, ciò che bisogna dire è che la squadra è affascinante soprattutto dal punto di vista tecnico, così come sarà intrigante vedere se e come James sarà capace di cambiare un roster imprevedibile. La franchigia ha tutti gli ingredienti per rivelarsi una delle grandi: base giovane e promettente, second unit di esperienza e il fuoriclasse a guidare tutti. Tra i punti di domanda di cui si parlava nell'introduzione, questo è di gran lunga il più grande entrando nella stagione: siamo tutti impazienti di vedere cosa LA sarà capace di fare.

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