Ovest

La miniera d'oro dei Denver Nuggets: Paul Millsap!

Antonello Brindisi
09.03.2018 23:03
Dopo aver pienamente recuperato dal preoccupante infortunio al polso sinistro, Paul Millsap sembra ormai pronto a raggiungere il ritmo partita necessario ad infiammare il finale di stagione dei Denver Nuggets. Arrivato in Colorado nel corso dell'ultima Free Agency estiva, l'esperto trentatreenne ex Atlanta Hawks non ha mai avuto l'occasione di prendere per mano la squadra di coach Michael Malone a causa del lungo decorso post-operatorio (il giocatore si era infortunato il 19 novembre, tornando sul parquet solo al termine di febbraio). Davanti ad una Western Conference letteralmente divisa in due dimensioni cestistiche (il divario accumulato da Golden State e Houston rispetto alle prime inseguitrici appare ormai insanabile in questa regular season), il pieno recupero di Millsap potrebbe infatti scacciare i fantasmi del passato del Pepsi Center nei confronti di una qualificazione ai Playoffs tutt'altro che certa (la memoria della franchigia appare ancora ferita dalla mancata postseason della scorsa stagione, qualificazione persa all'ultimo respiro in favore dei Portland Trail Blazers). L'ottimo ruolino di marcia fatto segnare dai Los Angeles Clippers e dagli Utah Jazz nella classifica di Conference ha infatti messo in discussione l'8° posizione attualmente contesa equamente dalle due realtà sopra citate e dai Nuggets, recentemente penalizzati dal frenetico andamento del gruppo che insegue un posto nella griglia dei PO ad Ovest dietro il binomio di testa Rockets-Warriors (il differenziale che divide Golden State dalla terza posizione in classifica, occupata da Portland, è di 11.5). Il pieno avvento di Paul Millsap nello starting-five di Denver (35-30 l'attuale record) potrebbe così rimescolare le carte in tavola, proiettando la franchigia del Colorado verso un definitivo ingresso nei Playoffs del 2018. Paradossalmente infatti, in virtù dell'esigua distanza che intercorre tra l'8° e il 5° spot della Western Conference (attualmente occupato dai San Antonio Spurs con lo score di 37 vittorie e 28 sconfitte), i Nuggets potrebbero addirittura colmare il differenziale tecnico di 2.0 partite a proprio sfavore nei restanti 17 incontri di questa regular season (il calendario NBA termina il 12 aprile), grazie ad una consistente striscia di vittorie nell'ultimo segmento stagionale (un parziale da 11 vittorie e 6 sconfitte dovrebbe infatti premiare il gruppo di coach Malone, riportando il Pepsi Center tra le prime 8 franchigie dell'Ovest). Un compito certo arduo per il tanto giovane quanto promettente starting-five dei Nuggets, pronti però a prendere in mano il proprio destino grazie alle 5 sfide dirette contro i propri contendenti: le 2 partite in programma al Pepsi Center contro i Minnesota Timberwolves (38-29, 6°/7° posto condiviso con i Thunder) e i Portland Trail Blazers (39-26, attuale 3° posto nella Conference) unite alle 3 fondamentali trasferte contro gli Oklahoma City Thunder (38-29), i Los Angeles Clippers (8° posto condiviso proprio con i Nuggets con il record di 34-29) e ancora una volta i T-Wolves (quest'ultima sfida conclude la regular season di Denver il 12 aprile). Grazie alla grande esperienza accumulata in questi 12 anni di militanza in NBA, Paul Millsap (14.5 ppg, 6.2 rpg, 2.9 apg, 1.2 spg e 1.2 bpg nelle 21 partite disputate in questa stagione) potrebbe quindi raggiungere definitivamente il ruolo di leader emotivo della franchigia, compattando l'inesperta locker room di Denver davanti a questo difficile e cinico ultimo appello. Naturalmente a questo impatto emotivo è necessario coadiuvare un altrettanto efficiente solidità difensiva sul parquet. Troppo spesso infatti, l'energico brio offensivo offerto dai vari Jamal Murray, Gary Harris e Tryey Lyes è stato vanificato da un altalenante e lacunosa fase difensiva che non può essere sorretta dal solo lavoro costante di Nikola Jokic. A fronte dell'8° attacco della lega (108.6 ppg) e della 4° produzione di assist (24.7 apg), spesso aiutata da un eccellente presenza nel pitturato avversario (2° posto nella classifica degli offensive rebounds con una media di 11.2), Denver offre parallelamente la 18° difesa per punti concessi agli avversari (107.8) e la 19° produzione nei defensive rebounds (33.1), facendo emergere una preoccupante disfunzione tattica. Molto sembra derivare dalla giovane età dello starting five di Denver che, in Nikola Jokic trova si un talento dall'incredibile impatto nell'immediato (17.1 ppg, 10.5 rpg, 6.0 apg, 1.1 spg e 0.7 bpg in questa stagione) ma che, dati i suoi 23 anni anagrafici, non sembra poter offrire da solo la necessaria continuità stagionale per il cammino dei Nuggets. Il compito di Paul Millsap sarà dunque quello di guidare in prima persona la manovra difensiva dei propri compagni, offrendo una presenza costante sotto canestro. Al contempo, l'esperto trentatreenne americano dovrà fornire un valido sostegno offensivo al giovane talento serbo, creando così una consistente pressione nel pitturato avversario: fattore tattico che potrebbe inoltre premiare la grande produzione offensiva dall'arco dei tre punti del backcourt titolare di coach Malone. Vedremo se la mentalità vincente di Paul Millsap riuscirà a rilanciare il cammino della franchigia del Colorado già dalla partita in programma questa sera al Pepsi Center contro i Los Angeles Lakers. Come dimostrato dal percorso fatto fin'ora in questa stagione, l'entusiasmo dei tanti tifosi dei Nuggets sembra poter garantire la carta vincente per l'approdo nella postseason 2018. Il numero quattro di Denver sembra ormai pronto a catalizzare sul parquet le ambizioni del proprio pubblico.

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