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I rookie al comando: Jordan Bell, il guerriero di Golden State

Emanuele
23.12.2017 10:32
Questa notte i Golden State Warriors, tra le mura amiche della Oracle Arena, hanno sconfitto per l'ennesima volta in stagione i Los Angeles Lakers con il risultato finale di 113-106. Al termine dell'incontro il rookie dei campioni in carica Jordan Bell, si è ritrovato a metà campo con Lonzo Ball e Kyle Kuzma, i due rookie gialloviola. Un bel abbraccio tra i tre con tanto di auguri per il buon natale. Un Natale che per Bell è senza dubbio uno dei migliori della sua vita, dopo essere stato scelto dai Chicago Bulls lo scorso Draft con la chiamata numero 38, ma fortemente voluto dagli Warriors che hanno fatto di tutto per prenderlo, anche mettendo 3 milioni di dollari sul piatto. Una follia dissero alcuni... ...ma fino a questo momento Jordan non ha deluso praticamente nessuno, neanche il suo coach, Steve Kerr, che nella notte gli ha dato l'opportunità di partire dal quintetto. Il prodotto di Oregon neanche a dirlo, ha sfruttato subito la chance, contribuendo ad allungare la striscia vincente di Golden State a 11 vittorie, ma soprattutto diventando con la sua prestazione la prima seconda scelta del draft 2017 a far registrare almeno 20 punti e 10 rimbalzi, con un bel 9/13 dal campo. Numeri quelli di Bell che vogliono dire anche massimo in carriera, ma non abbiamo alcun dubbio che verranno superati nel prossimo futuro. Inoltre è stata proprio la schiacciata a due mani di Bell a poco meno di due minuti dalla fine del match a sancire definitivamente la vittoria contro Kuzma e Ball. I due Lakers infatti hanno sfoderato delle prestazioni altrettanto monster con 27 punti e 14 rimbalzi per il primo e 24 punti con 5/6 da dietro l'arco per il secondo. Insomma una vera partita all'insegna dei rookie! Tuttavia l'allenatore degli Warriors, al contrario di Bell, vola basso affermando che:
"No, non mi ha scioccato la sua prestazione. Penso che la ragione per cui ha avuto 20 punti e 10 rimbalzi sia perchè ci fosse tanto spazio... però è stato davvero, davvero impressionante e ha fatto un ottimo lavoro".
Molto probabilmente Bell non "scioccherà" più il suo coach, che d'altronde lo vede all'opera tutti i giorni, ma noi sicuramente sì. In 12.9 minuti a partita il 22enne ha a referto 4.5 punti, 3.1 rimbalzi, 1.6 assist, 1.1 stoppate, con il 72.6% dal campo. E ve lo ripetiamo: stiamo parlando di una trentottesima scelta, che gioca affianco di superstar come Kevin Durant, Stephen Curry, Klay Thompson, Draymond Green. Insomma il ragazzino la pressione non la sente proprio. Merito dell'Orso Ballerino, che sembra essere diventato a tutti gli effetti il mentore di Bell, un ruolo rivelato proprio da Steve Kerr, il quale ha sottolineato nelle settimane scorse come Green abbia preso particolarmente a cuore la crescita del ragazzo, diventando il suo maestro.
"E' stato eccezionale là fuori, su entrambi i lati del campo. E' bello vedere la sua crescita nel corso dell'anno".
- Draymond Green -

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