Los Angeles Lakers

La rabbia di Isaiah Thomas: "Pretendo rispetto!"

Il folletto gialloviola si è scagliato contro i media americani

Matteo Panzettini
17.03.2018 19:34

La sconfitta di misura rimediata nel corso della notte sul parquet di casa dai Los Angeles Lakers (piegati dai Miami Heat con il punteggio di 92 a 91), ha inevitabilmente consegnato Isaiah Thomas alla consueta gogna mediatica. Il folletto gialloviola ha infatti deluso le aspettative dello Staples Center sbagliando l'ultimo tiro della partita, condannando di fatto la propria squadra e riaccendendo di conseguenza le nutrite critiche sul proprio valore.

Un errore che suona come una vera e propria condanna per le ambizioni del giovane roster gialloviola, ancora alla ricerca della propria identità nella lega. A causa della cessione della propria first-round pick nel Draft 2018 in favore dei Philadelphia 76ers (al centro dell'intricato scambio di mercato ci sono ancora una volta i Boston Celtics), gli uomini di coach Luke Walton si erano resi protagonisti di un interessante rush finale (parziale di 6-4), facendo intravedere un promettente gioco sul parquet e trascinando con se delle residue speranze di gloria.

Ancora una volta Isaiah Thomas (15.3 ppg, 2.1 rpg, 4.9 apg nelle 30 partite disputate in questa regular season tra Cleveland e Los Angeles) deve fare i conti con il contrasto tra il proprio ego e le esigenze tattiche del progetto a cui è legato. Dopo i famosi dissidi vissuti tra le fila dei Cleveland Cavaliers, il giocatore si è reso protagonista di nuovi contrasti nella locker room dei Lakers. Recentemente si può annoverare come esempio calzante, il litigio a viso aperto con Julius Randle,  chiaro sintomo di una alchimia di squadra tutt'altro che perfetta.

Nonostante l'attuale regular season sia ormai ininfluente, il futuro dei gialloviola, che ora gode della massima attenzione, appare comunque confusionario. Anche in questo caso, a finire sul banco degli imputati è Isaiah Thomas, il cui ruolo all'interno delle gerarchie dei Lakers sembra sconosciuto tanto ai tifosi losangelini quanto allo staff tecnico di coach Walton. Un grottesco paradosso per un giocatore che, nella passata stagione rappresentava il punto di riferimento offensivo di una attuale contender come i Boston Celtics.

Il ciclico ritorno di queste critiche sembra aver definitivamente compromesso la pazienza di Isaiah Thomas, protagonista nella notte di un pubblico sfogo ai microfoni del post-partita. Il playmaker gialloviola ha esposto pubblicamente la propria volontà, mostrando ancora una volta quell'orgoglio da All-Star, ferito ripetutamente nel corso delle preseason e ulteriormente umiliato nel corso della stagione regolare:

"Io non sono un sesto-uomo e non lo sarò mai nemmeno in futuro. Ficcatevelo bene nella mente e smettetela di ignorare le mie parole. Non sono una merce di scambio o peggio un mercenario, ho sempre messo tutto me stesso in questo sport e non è corretto buttare del fango su un giocatore che ha sempre puntato sula meritocrazia".

"Voglio essere chiaro, di modo che tutti lo sappiano. Sono un due volte All-Star e un titolare che ha fatto cose in questa lega che pochi sono stati in grado di fare! Quando mi prendo delle responsabilità e deludo le aspettative come questa sera accetto senza indugio le critiche ma non si può personificare ogni sconfitta".
"Ci siamo svegliati tardi contro gli Heat, loro erano decisamente più aggressivi e alla fine abbiamo pagato questa differenza sul tabellino. Potevamo e dovevamo fare di più"

Come ormai ben noto, il dualismo tattico nato tra Lonzo Ball e Isaiah Thomas continua a rallentare la crescita dei Los Angeles Lakers, ad oggi paralizzati dal contrasto tra l'orgoglio dell'ex Cavs e le esigenze tecniche richieste dalla crescita di un talento assoluto. Tramite questo sfogo, il folletto gialloviola ha espresso il proprio disappunto per l'attuale ruolo di sesto-uomo tra le file dei californiani, complicando ulteriormente la difficile gestione della locker room da parte di Luke Walton: costretto a dover far coesistere fino al termine della stagione, la convivenza alternata tra le due point-guard.

Risulta infatti impossibile vedere questi due giocatori in campo nello stesso momento, poichè entrambi tendono a monopolizzare su di sè il gioco della squadra: entrambi necessitano di un ampio numero di possessi per mettere in ritmo la squadra e di conseguenza, la palla rimane per un elevato numero di secondi nelle loro mani.

Al termine della stagione Thomas sarà Free Agent e difficilmente la franchigia gialloviola si legherà al playmaker per le future stagioni. Lonzo Ball rimane uno dei giocatori al centro del progetto, ed è destinato quindi ad essere il futuro titolare della squadra. A questa volontà si aggiunge anche il fatto che , come detto in precedenza, il piccolo-grande uomo vuole assolutamente recuperare il proprio spessore all'intero della NBA, legandosi dunque ad una realtà che sia disposta a porre il giocatore al centro del proprio sistema di gioco.

A sostegno di questa tesi troviamo anche l'intenzione di Isaiah Thomas di ottenere il massimo salariale ed un contratto di notevole durata, obiettivo dichiarato al termine della precedente stagione proprio per consolidare il proprio status personale.

Nel corso della propria carriera, Thomas ha dimostrato di essere meritevole dell'appellativo di All-Star, superando numerose difficoltà contro i pronostici di chi non lo reputava all'altezza. Chissà che il coraggioso folletto non riesca a far conciliare le proprie esigenze, ritrovando al più presto la propria dimensione in una realtà in piena rebuilding, così da ritagliarsi il proprio spazio da uomo-franchigia e sconfiggere nuovamente il fastidioso rumore dei nemici.

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