Cleveland Cavaliers

Cleveland resta fedele al proprio comandante: fiducia a Tyronn Lue!

La grave involuzione tattica sembra aver condannato i Cavaliers ma LeBron James difende il proprio head coach

Antonello Brindisi
05.02.2018 18:12

Nonostante la profonda crisi tattica attraversata nel corso di questo scorcio stagionale dai Cleveland Cavaliers, la franchigia dell'Ohio ha risposto con rabbia ed orgoglio alle pesanti critiche scaturite dalle deludenti prestazioni di LeBron James e compagni. in particolar modo, a finire sul "banco degli imputati" è stato l'head coach Tyronn Lue, principale colpevole secondo i media americani della mancata serenità dei propri uomini. La shockante debacle perseguita contro gli Houston Rockets lo scorso 3 febbraio (incontro terminato con il punteggio di 88 a 120) ha infatti divelto la locker room dei Cavs, facendo emergere dubbi e malumori tra le fila dei propri uomini.

L'affronto subito sabato sera nel confronto diretto con i texani rappresenta solo l'ultimo atto di una lunga serie di disfatte, 12 sconfitte nelle ultime 18 partite, fattore che sembra aver irrimediabilmente segnato il termine del nuovo corso in atto in quel di Cleveland. Apparsi piuttosto confusionari in attacco ed estremamente arrendevoli in fase di contenimento, le molteplici All-Star dei Wine & Gold non sembrano poter offrire il giusto supporto alle gesta del Re: ad oggi l'ultimo baluardo dei Cavaliers. Gli innesti di Isaiah Thomas e Derrick Rose fin qui non hanno sortito gli effetti sperati nell'equilibrio tattico dello starting-five, facendo trapelare una scarsa coesione emotiva delle due point guard nel roster a disposizione di Tyronn Lue.

Il pesante distacco accumulato sino ad oggi dalla vetta della Eastern Conference (occputa al momento dai Boston Celtics) di 7.5 lunghezze sembrava dover condannare definitivamente il lavoro svolto dal tecnico americano, chiudendo anzitempo l'esperienza di Tyronn Lue in Ohio. Un' ipotesi largamente diffusa nell'ambiente attorno alla Quicken Loans Arena che ha però trovato un vero e proprio muro dinanzi alla ferrea volontà dei Cavaliers.

Con una vampata d'orgoglio la dirigenza di Cleveland ha espresso quindi pieno sostegno al proprio allenatore, fortemente decisa a confermare Tyronn Lue nel segno della continuità di un progetto che ha riscritto la storia moderna della franchigia. La lealtà e la riconoscenza nate a seguito del primo titolo NBA conquistato nel 2016 (successo maturato proprio sotto la guida dell'attuale tecnico) sembrano quindi pronte a diradare la fitta nube di incertezze che ha recentemente paralizzato i Cavaliers, dando così l'occasione a LeBron James di trascinare i propri compagni verso una nuova apparizione nelle Finals NBA: obbiettivo che appare oggi quantomai complicato.

Una fiducia incondizionata espressa direttamente dal numero ventitre di Cleveland, apparso piuttosto infastidito dalle continue voci di rottura dello spogliato e sui tanto vociferati conflitti con Tyronn Lue per il controllo tecnico della propria squadra:

"Sono tutte chiacchiere da bar, viviamo un momento complicato sul piano dei risultati ma non ci sono dubbi sulla coesione del nostro spogliatoio. Il nostro allenatore e Tyronn Lue e vi posso assicurare che nessun giocatore ha mai pensato di remare controcorrente alla sua gestione. Ci avete già etichettato come bolliti ma non temete, recupereremo presto la quadratura del cerchio, la stagione non è ancora finita!"

Con ogni probabilità la fiducia espressa dai Cavaliers nei confronti di Tyronn Lue sarà presto coadiuvata da una sempre più acclamata mobilità sul mercato. Desiderio  pubblicamente dichiarato dalla dirigenza di Cleveland che cercherà di sfruttare gli ultimi giorni antecedenti alla trade dedline (scadenza fissata per l'8 febbraio) per rinforzare ulteriormente il proprio roster con un profilo cestistico di grande valore: da DeAndre Jordan a Lou Williams le possibili opzioni certo non mancano. Vedremo se la forte volontà espressa dalla franchigia dell' Ohio nei confronti del proprio head coach riuscirà a generare quella scintilla necessaria a svegliare dal torpore la propria squadra.

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