Ovest

Un talento senza personalità: Lonzo Ball deve ribellarsi alla volontà di LaVar?

Antonello Brindisi
17.01.2018 10:43
La recente diatriba tra LaVar Ball e Luke Walton (attuale head coach dei Los Angeles Lakers) nata in seguito alle difficoltà evidenziate da Lonzo Ball nella difficile stagione gialloviola, sembra aver generato un'inaspettata "cassa di risonanza" all'interno della National Basketball Association. Anche questa volta, sono state le parole del famoso padre-agente a finire "nel mirino" dei vertici della lega americana, ormai certi della pericolosità mediatica di LaVar e delle evidenti ripercussioni emotive patite dal giovane roster dei losangelini dopo le reiterate esternazioni pubbliche del "vulcanico" cinquantenne americano. Come era lecito aspettarsi, la pazienza della NBA nei confronti dell'eccentrico businessman si è presto esaurita, portando diversi General Manager a denunciare pubblicamente la linea di pensiero nei confronti della The Ball Family. Secondo i dirigenti sportivi di molte franchigie, la colpa di questa situazione conflittuale è da attribuirsi all'atteggiamento estremamente passivo di Lonzo Ball, protagonista indiretto delle "bordate mediatiche" del padre e vittima principale dello spropositato egocentrismo di LaVar. Il talento dei Los Angeles Lakers potrebbe infatti stoppare questo "parapiglia mediatico", esponendosi pubblicamente sull'argomento (azione sino ad ora mai compiuta dal giovane prospetto gialloviola, apparso spesso una trasposizione della volontà paterna sul parquet) e prendendo le distanze dalle parole del padre. Un paio di G:M. della Eastern Conference, protetti dall'anonimato, hanno esposto pubblicamente "la linea dura" dei propri colleghi, rivelando in questa pesante accusa, anche il pensiero comune dei giocatori NBA e lo stato d'animo del front office dei Lakers, apparso piuttosto irritato dall'ultimo attacco di LaVar Ball a Luke Walton (clicca qui per saperne di più):
"Come fa un coach o un giocatore a dare piena fiducia a questo ragazzo dopo tutte le stronzate dette dal padre sul suo conto? A maggior ragione sapendo che Lonzo Ball può porre fine a tutto questo circo in qualsiasi momento! Se il ragazzo è veramente così forte come dicono molti colleghi, allora deve dimostrarlo prendendo le distanze dal padre e diventando finalmente il vero capo di se stesso. Mi auguro che tutto ciò accada in pochi anni. Ovviamente so per certo che la dirigenza dei Lakers non è affatto contenta dei continui rumors generati da LaVar".
Anche il Vice Presidente della Eastern Conference si schiera sulla "lunghezza d'onda" espressa all'unanimità dai General Manager, ampliando il dibattito sulle esigenze di Lonzo Ball e sullo stato d'animo dei Los Angeles Lakers:
"Non ci saranno favori per nessuno, ne' per i team, ne' per i fan, ne' per i giocatori incluso Lonzo Ball. Devono fermarsi prima che compromettano tutto varcando il punto di non ritorno. La pazienza è finita ed il punto di rottura appare sempre più vicino. I Lakers sono estremamente frustrati per le parole del padre, non possono fermarlo e ne stanno pagando le conseguenze ma nonostante questo, sono anche combattuti perchè sono veramente interessati al giovane ragazzo e non vogliono assolutamente perderlo. Il ragazzo può fermare tutto questo. Basta presentarsi davanti i microfoni e dissociarsi esplicitamente dalle parole di LaVar. Non è molto complicato e Lonzo Ball ha tutti gli strumenti per bloccarlo in qualsiasi momento. Non serve molto, basta dire: "Mio padre non mi rappresenta, quello che dice non è quello che penso io. Semplice e diretto".
D'altronde, gli effetti della pesante influenza di LaVar Ball sulla stagione del proprio primogenito sono piuttosto evidenti, come testimoniato dai primi pronostici per il premio di Rookie of the Year. Una competizione al momento piuttosto proibitiva per Lonzo Ball, scavalcato non solo dalla grande stagione disputata da Donovan Mitchell (Utah Jazz), Jayson Tatum (Boston Celtics) e Ben Simmons (Philadelphia 76ers), ovvero i principali candidati al prestigioso premio dei rookie, ma anche dalle prestazioni del proprio compagno di squadra Kyle Kuzma, ad oggi scoring leader dei gialloviola (prospetto scelto nell'ultimo Draft con la ventisettesima scelta assoluta), fattore che denota delle titubanze non proprio consone ad una seconda scelta assoluta. Gran parte delle difficoltà patite da Lonzo Ball sembrerebbero derivare dalla visone limitativa del proprio ruolo messa in atto dalla giovane stella dei Lakers. L'ennesima connotazione di un carattere passivo che sembra frenarne le potenzialità sul parquet. Spesso e volentieri, Lonzo Ball sembra infatti svolgere un meccanico compito da playmaker dedito unicamente alla costruzione del gioco, mostrando più di un esitazione nel tiro a canestro: valutazione sottolineata dal deludente 34.9% di realizzazione dal campo, dato coadiuvato dal 29.8 % dall'arco dei tre punti e il 48% dalla lunetta. Cifre che, messe insieme, rendono il ventenne californiano il giocatore meno efficiente a canestro nella rotazione dei primi 10 giocatori (per minutaggio) dei Lakers. In contrapposizione a queste difficoltà, Lonzo Ball può vantare una notevole qualità nelle assistenze a canestro (7.1 apg in questa stagione) e nel ball-handing, caratteristica che potrebbe permettere al giocatore di imporre il proprio imprinting alla squadra ma che, per i sopracitati limiti caratteriali, spesso vengono imprigionati in un complesso labirinto introspettivo. Anche un G.M. della Western Conference è intervenuto sulla questione, rimarcando le colpe di Lonzo Ball per non aver preso una posizione nella vicenda ed essere rimasto sempre nascosto nell'ombra di LaVar, personaggio etichettato dall'esponente manageriale come un autentico "manipolatore" dedito solo al fatturato del proprio brand (la Big Baller Brand) a discapito del futuro cestistico del proprio primogenito:
"In questi casi è necessario chiedersi se il valore della propria persona sia maggiore dei propri problemi. Nel caso di Lonzo questo valore potrebbe essere così alto da scavalcare qualsiasi difficoltà, proprio per questo il suo futuro in NBA dipende unicamente dalle sue scelte. Ora immaginate se Lonzo Ball potesse esprimersi liberamente per un discreto lasso di tempo senza dover badare a tutte queste stronzate messe in giro da LaVar, la situazione potrebbe rapidamente cambiare. Il padre ha letteralmente combattuto tutte le sfide mediatiche occorse a Lonzo Ball. Quel ragazzo non ha ancora trovato la propria dimensione in NBA, si sente come un bambino che si è smarrito in una città sconosciuta. La verità è che mediaticamente, LaVar Ball ha oscurato suo figlio rendendolo un perfetto sconosciuto. Non si può negare l'evidenza, il padre ha il pieno controllo mediatico della carriera di Lonzo Ball. Una situazione terrificante e per questo, non sostenibile. E' una follia, quel ragazzo è schiavo dei suoi genitori! Come del resto i suoi fratelli. Se Lonzo è veramente un giocatore di livello NBA deve assolutamente separasi dai suoi genitori. La sua squadra è piuttosto irritata e i compagni di squadra sono stanchi di dover subire le follie di LaVar. Non siamo nel circuito AAU dei College, qui determinati comportamenti non sono tollerati.
L'attenzione dei vari General Manager si è successivamente spostata sulla dirigenza gailloviola e in particolar modo, sul G.M. Rob Pelinka e sul presidente esecutivo Magic Johnson. I due dirigenti dopo aver avvallato la tanto discussa "LaVar Ball Rule" (clicca qui per saperne di più) mostrando diverse esitazioni ed un estenuante mediazione, non hanno saputo gestire a pieno la diatriba LaVar-Walton, attirando così l'accanimento delle critiche sulla franchigia californiana. Il mancato supporto al lavoro svolto da Luke Walton sulla panchina gialloviola ha generato infatti l'indignazione della NBA Coaches Association che, nelle parole espresse dal proprio presidente RIck Carlise (head coach dei Dallas Mavericks), ha duramente attaccato i vertici esecutivi dei Lakers:
"Siamo profondamente contrariati dal comportamento di totale indifferenza che i Los Angeles Lakers hanno attuato nei riguardi del proprio head coach Luke Walton, lasciato solo davanti la gogna mediatica organizzata barbaramente nei suoi confronti. Per rendere giustizia a Walton vogliamo quindi sottolineare l'egregio lavoro svolto sulla panchina dei Golden State Warriors durante il periodo d'assenza di Steve Kerr. Luke ha dimostrato carisma, intelligenza tattica ed una spiccata propensione al successo nel corso delle gestione di un gruppo di stelle NBA. Situazione più che mai complessa data la poca esperienza da capo allenatore. Troviamo inoltre vile e sconsiderato, il tentativo di LaVar Ball di addossare le difficoltà dei Lakers sulle spalle di un onesto e lodevole professionista. Etichettato come zavorra nei precedenti giorni, vogliamo far notare la qualità e la lungimiranza della gestione attuata da Walton sulla panchina gialloviola".
Gran parte dei problemi di Lonzo Ball derivano infatti dalle folli aspettative di inizio stagione imposte pubblicamente da LaVar. Sotto il peso delle critiche, il giovane playmaker è apparso ben lontano sia dalla leadership interna della propria franchigia che dall'ultimo posto utile per l'accesso alla postseason (posizione occupata dai Denver Nuggets e dai Portland Trail Blazers, distante ormai 6.5 punti di differenziale), traguardo stagionale che il padre-agente ha spesso acclamato come obiettivo già alla portata del virtuoso figlio. LaVar Ball si è repentinamente trasformato in un "dittatore familiare", mettendo così a repentaglio il futuro professionale dei propri figli. Un particolare ben noto nell'ambiente NBA, considerato probabilmente l'emblema della pericolosità sociale del noto capofamiglia. A destare l'attenzione dei G.M. è infatti il futuro dei fratelli LiAngelo e LaMelo Ball, vittime principali della "Business Family" fondata recentemente dal padre:
"LaVar è un clown, sta mettendo in ridicolo una franchigia storica come quella dei Lakers ma soprattutto, sta distruggendo il futuro dei propri figli. Non è in grado di prendere delle decisioni razionali, l'unica cosa che sa fare bene e mettere su uno show. Il problema principale è che sta scommettendo sul futuro dei sui ragazzi! Dannazione quale genitore normodotato potrebbe mai trasferire i suoi figli in Lituania?! Siamo veramente addolorati per quei poveri adolescenti. Pensate veramente che hanno qualche diritto di replica? Sono come una parte del mobilio, lui li prende e li sposta dove vuole, a seconda del guadagno economico. Deve essere fermato".
Data la gravità delle accuse mosse dai dirigenti NBA nei confronti di LaVar Ball, la guerra scatenata dalla Ball Family sembra quindi destinata ad un "sanguinoso epilogo". Sicuramente Lonzo Ball dovrà prendere per mano il proprio destino, diventando così il padrone della propria vita: un' ennesima titubanza da parte del numero due dei Lakers potrebbe infatti "spaccare in due" la propria famiglia, segnando per sempre il futuro dei propri cari.

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