Sacramento Kings

Sacramento Kings: una stagione all'insegna dei rookie

Guido Boldoni
04.12.2017 16:47
Arrivati a questo punto della stagione forse i Sacramento Kings sono una delle delusioni maggiori, perché nonostante la serratissima concorrenza ad ovest qualcuno la immaginava come una possibile sorpresa nella difficile conference. Il vuoto del playmaker sembrava essere stato colmato dopo che negli anni si erano alternati giocatori il cui impatto è stato praticamente nullo, come Beno Udrih, Ray McCallum, Darren Collison e Ty Lawson. Con la quinta chiamata al draft 2017 è stato selezionato il prodotto di Kentucky De’Aaron Fox. Un prospetto davvero interessante, un piccolo John Wall su cui ricostruire il futuro di una franchigia per troppo tempo esempio di superficialità e cattiva gestione. Vlade Divac aveva detto addirittura che se la squadra avesse avuto la prima scelta:
“Avremmo scelto comunque Fox perché è su di lui che fonderemo il nostro avvenire“.
Per Fox l'impatto in NBA è stato sicuramente migliore rispetto a quello di Fultz (purtroppo infortunato) e Ball ("purtroppo" è il figlio di Lavar), e sicuramente le parole di John Calipari che lo aveva clamorosamente sponsorizzato prima del draft stanno dimostrando che siamo in presenza di un playmaker con grandissime prospettive. Però a Sacramento, oggi un giocatore in particolare si sta distinguendo e sta facendo innamorare tifosi e addetti ai lavori, anche lui è un rookie: Frank Mason III. Il “Muffin-man” come lo chiama coach Joerger è una point guard scelta con la chiamata numero 34, alto “appena” 1 metro e 80 centimetri. Per lui ad oggi medie più che rassicuranti con 7.5 punti, 3.2 assist e 1.8 rimbalzi in circa 17 minuti sul parquet. Dopo la partita contro i Golden State Warriors il suo stesso coach ha usato parole al miele per il 23enne ex Kansas:
“E’ intelligente e sa andare in penetrazione, sa creare azioni offensive e sa tirare. Sono un suo grande fan e mi auguro di poterlo allenare per un lungo periodo”.
Lo stesso Mason III sembra entusiasta di essere stato selezionato dai Kings e ha parlato così del suo presente:
“Amo giocare con Willie Cauley-Stein perché è un ragazzo super atletico e io mi sento di poter mettere la palla ovunque sopra il ferro perché lui comunque riuscirà a schiacciare. Siamo una squadra giovane e dobbiamo lavorare tanto”.
Mentre Harry Giles è fermo ai box per curare il suo eterno infortunio alla schiena e Justin Jackson si farà le ossa in G-League, i Kings possono contare su due rookie affiatati con grande voglia di emergere e trascinare la squadra negli anni. Ma quanto tempo ci vorrà perché Sacramento possa tornare ai playoffs? L’ombra di DeMarcus Cousins da chi verrà definitivamente cancellata?

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