Ovest

Capela e Gordon gli assi inaspettati nella manica di Mike D'Antoni?

Guido Boldoni
01.11.2017 09:23
A ormai 2 anni dall’addio di Dwight Howard, Clint Capela, giovane pivot svizzero sembra aver raggiunto la sua completa maturazione ultimando un processo di crescita inaspettato e ripagando la fiducia di coach Mike D’Antoni che sin dal primo momento ha puntato su di lui. Nelle prime partite di questa stagione lo svizzero ha collezionato una doppia doppia di media con 13.5 punti e 11.3 rimbalzi diventando determinante in entrambe le zone del campo grazie a un fisico straordinario e ad una grande atleticità. Oltre a 1.4 stoppate di media Capela ha trovato maggiore confidenza con la percentuale di tiro, raggiungendo un buon 74%, nonostante rimanga uno dei pochi centri vecchio stile degni di questa nobile e ristretta cerchia. Per essere un lungo corre molto, chiude in alley-oop con grande facilità, ma soprattutto ha raggiunto una grande intesa con James Harden. Sa difendere bene il pitturato, è un ottimo “rim protector” e un abile rimbalzista: Capela è assolutamente un giocatore sottovalutato e D’Antoni questo lo sa bene:
“Clint è un giocatore pronto, può difendere su chiunque, non importa chi ha davanti, lui può farlo”
Lo stesso Capela sembra essere conscio dei propri mezzi:
“Io mi sento forte, ho fiducia in me stesso, so che posso essere determinante sia offensivamente che difensivamente e sono contento di giocare con questi ragazzi. Mi sento più forte rispetto all’anno scorso e sono felice di essere migliorato”
Ma in Texas, sponda Houston, c'è anche un altro giocatore che sta emergendo alla grande. Giunto come un ferro vecchio Eric Gordon è forse una delle più belle favole della NBA moderna: da bidone a giocatore dominante in una storia più unica che rara. Al di là del suo micidiale tiro da 3 e al fatto di aver strappato al neo Clippers Williams il ruolo di 6° uomo dell’anno nella passata stagione, Eric sta raggiungendo ancora maggiori consensi con un inizio di stagione clamoroso in cui si è regalo quel buzzer beater contro Embiid che potrebbe tranquillamente entrare nelle 10 più belle giocate della stagione. 25 punti, 3.1 assist e 2.3 rimbalzi di media per aiutare Harden e Paul a raggiungere l’insperato sogno delle finali di Conference. Basteranno i 23 anni di Capela e la seconda giovinezza di Gordon per portare in alto gli Houston Rockets? Intanto Mike D'Antoni si gode i suoi "assi inaspettati".

Commenti

Brad Stevens: l'allievo che ha finalmente battuto il maestro!
Philadelphia nega il buyout a Jahlil Okafor, ed ora?