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Il purgatorio di Jahlil Okafor non è ancora terminato!

Guido Boldoni
19.12.2017 20:40
Nonostante l'esordio di venerdì sera con la nuova realtà dei Brooklyn Nets, il lungo "cammino dantesco" di Jahil Okafor sembra ancora ben lontano dal proprio epilogo, proiettando il giovane pivot verso l'ennesima parentesi lontana dal parquet. La disastrosa trasferta canadese (partita vinta dai Toronto Raptors con il punteggio di 120 a 87), ha infatti "messo in luce" la pessima condizione atletica del giovane prospetto da Chicago, costringendo così lo staff medico dei newyorkesi a varare una "tabella di recupero" per permettere all'ex giocatore dei Sixers di rimettersi in sesto dopo la lunga "prigionia" vissuta a Philadelphia. Naturalmente, la decisione è stata presa di comune accordo tra la dirigenza e l'allenatore. Lo stesso Kenny Atkinson (attuale head coach dei Nets) è intervenuto pubblicamente sulla vicenda, mandando un chiaro segnale di fiducia nei confronti della terza scelta assoluta del Draft 2015:
"Ho parlato con Jahlil e ho avuto una gran bella conversazione. Per prima cosa bisogna aiutarlo a ritrovare la migliore condizione sia fisica che mentale. Così facendo, il ragazzo sarà sicuramente più tranquillo e potrà imporre il proprio gioco senza alcun timore. Deve liberare la testa ed allenare il corpo. Dobbiamo integrarlo al meglio nel nostro sistema di gioco e questo ci costerà del tempo. Non sto qui a darvi una data, non abbiamo fretta, questa è la nostra linea di comportamento, abbiamo utilizzato questo metodo con tutti i ragazzi presenti nel roster.”
Okafor sembra rappresentare ben più di una scommessa per i Nets. Brooklyn si ritrova così "tra le mani" la seconda e la terza scelta del Draft 2015 (anche D'Angelo Russell è in cerca di un riscatto dopo la deludente esperienza vissuta tra le fila dei Los Angeles Lakers), garantendo un "barlume di speranza" per il futuro al pubblico del Barclays Center. Oltre al centro ventiduenne, anche Nik Stauskas ha percorso "l'asse Philadelphia-Brooklyn", andando così ad incrementare il parco giovani a disposizione di un sempre cauto e diligente Kenny Atkinson:
“Vogliamo sfruttare tutti i punti di forza dei giocatori a nostra disposizione, dobbiamo metterli in condizione di avere successo qui con noi. Anche io devo conoscere meglio Okafor e Stauskas per capire come possono rendere al meglio. Non diremo mai a un ragazzo di andare sul parquet così all’improvviso. Per quanto riguarda Jahlil, il mio istinto dice che dovrebbe stare quanto più è possibile vicino al canestro e schiacciare. Ha delle mani grandi e una forza fisica impressionante, sarà il perno centrale del nostro pick n roll ma ha ancora bisogno di tempo per adattarsi al meglio.”
Anche i Nets come Okafor, devono portare a termine l’ultima penitenza del loro purgatorio, cedendo la propria scelta al primo giro del Draft 2018 ai Cleveland Cavaliers. Nel frattempo, la dirigenza di Brooklyn proverà a delineare un futuro quantomeno sereno, processo più che mai possibile grazie alla crescita dei giovani prospetti come lo stesso D'Angelo Russell, Allen Crabbe, Rondae Hollis-Jefferson e il rookie Jarrett Allen (22th scelta del Draft 2017). Vedremo se il ragazzo da Chicago riuscirà a ripagare la fiducia riposta in lui, così da poter raggiungere finalmente la gloria NBA.

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